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James “Cane Pazzo” Mattis ha rassegnato le dimissioni che diventeranno esecutive il prossimo 28 febbraio.Il Segretario della Difesa, scelto da Trump all’indomani della sua elezione e fedelissimo del presidente, ha riferito, in una lettera diffusa dai media, di non essere più allineato con la visione strategica della Casa Bianca.

“You have the right to have a Secretary of Defense whose views are better aligned with yours” – ha il diritto di avere un Segretario alla Difesa le cui visioni siano meglio allineate alle sue – sono state le parole esatte di Mattis, riferendosi ad un paio di nodi fondamentali che vengono espressi esplicitamente nella lettera di dimissioni.

Cosa ha scritto Mattis?

L’ormai ex Segretario alla Difesa nella sua lettera, dopo alcune frasi che riassumono brevemente i progressi compiuti dalla Difesa Usa grazie anche al suo operato al dicastero, sottolinea due aspetti fondamentali che, analizzando la retorica dello scritto, risulterebbero essere i punti di divergenza di opinione tra lui ed il Presidente Trump.

Il primo riguarda gli alleati degli Usa. Mattis scrive che la forza, come nazione, degli Usa è “inestricabilmente legata” alla forza del sistema unico e comprensivo di alleanze e partenariati. In particolare l’ex Segretario alla Difesa scrive che “non possiamo proteggere i nostri interessi senza mantenere forti alleanze o senza dimostrare rispetto ai nostri alleati”.

Il riferimento è, nemmeno troppo celato, alla politica di Trump di responsabilizzare i Paesi alleati degli Usa nel quadro del “America first”, ed in particolare quelli che fanno parte della Nato, per quanto riguarda la propria difesa. Più di una volta il Presidente Usa, anche in occasione del recente gelo con la Francia, ha sottolineato come la Nato ed in particolare alcuni importanti membri europei dell’Alleanza, non facciano abbastanza sforzi per aumentare il budget per le spese militari.

Mattis infatti cita esplicitamente la Nato dicendo che le “29 democrazie” che ne fanno parte “hanno dimostrato quella forza (di cui sopra n.d.a.) nel loro coinvolgimento per combattere al nostro fianco dopo gli attacchi dell’11 settembre”.

Il secondo nodo cruciale di questa rottura con la Presidenza, è rappresentato dal rapporto con Cina e Russia. Anche qui Mattis le cita esplicitamente dopo aver affermato la propria “risolutezza e non ambiguità” verso quei Paesi i cui interessi strategici sono in contrasto con quelli americani, generando tensioni crescenti.

Cina e Russia vengono apertamente citate nella lettera sostenendo che “è chiaro, ad esempio, che vogliano modellare il mondo in accordo con il loro modello autoritario” e che intendano “promuovere i loro interessi a discapito dei loro vicini, degli Stati Uniti e dei loro alleati”.

Se Mattis ha sentito il bisogno di puntualizzare così specificatamente la sua idea della visione strategica di Russia e Cina, è evidente che questa sia discordante rispetto a quella di Trump, che proprio nelle ultime ore ha preso la decisione di ritirare le truppe dalla Siria ed ha ordinato di ritirarle anche dall’Afghanistan dimezzandone il numero, fattori che potrebbero avere innescato la decisione del Segretario della Difesa ma che comunque rappresentano solamente la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La lettera, a conferma di quelli che sembrano essere più che meri sospetti, prosegue con una particolare sottolineatura: l’ex generale dei Marines scrive infatti che “la mia visione sul trattare gli alleati con rispetto e anche sull’essere cristallino in merito agli attori maligni e ai concorrenti strategici è fortemente dimostrata da più di 40 anni di esperienza in queste problematiche”.

Chi è James Mattis?

James “Mad Dog” (cane pazzo) Mattis è un ex generale dei Marines che si è congedato nel 2013 dopo 44 anni di carriera militare ed un numero enorme di comandi: sono almeno 20 tra cui si annovera ad esempio il prestigioso Central Command americano da cui ha gestito le operazioni militari Usa in Africa e Medio Oriente.

Il soprannome di “cane pazzo” gli fu affibbiato durante la Prima Guerra del Golfo, nel 1991, quando comandava, da tenente colonnello, il primo battaglione del settimo Marine. Successivamente altri incarichi di prestigio come il comando della Marine Expeditionary Force, il già citato United States Marine Forces Central Command, e la prima divisione dei Marines durante la guerra in Iraq. Dal 9 novembre 2007 all’8 settembre 2009, è stato nominato comandante del Nato Supreme Allied Command Transformation mentre fino all’agosto 2010 ha comandato lo United States Joint Forces Command.

Un falco amante della guerra. È stato paragonato dallo stesso Trump a George Patton, il “generale d’acciaio” invitto in Europa con la sua terza armata durante la Seconda Guerra Mondiale ma che diede più di un grattacapo a livello diplomatico al generale comandante delle forze alleate Eisenhower. Nell’aprile del 2015, parlando al Center for Strategic and International Studies, Mattis  si scagliò contro l’accordo sul nucleare iraniano sottolineando come l’attenzione venga erroneamente concentrata solo sui gruppi terroristici come Isis mentre è l’Iran a rappresentare “la più forte minaccia per la stabilità e la pace nel Medio Oriente”.