Perché Putin continua a finanziare il Venezuela

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Il Venezuela continua a essere sotto embargo ma Caracas può ancora contare su amici molto potenti. Gli stessi che fin qui le hanno consentito di rimanere a galla. C’è la Cina, che intende tutelare gli investimenti riversati in questo sciagurato Paese, il quale deve ancora restituire a Pechino una ventina di miliardi di dollari. C’è poi la Russia, con Mosca che deve riscuotere circa 4 miliardi di dollari frutto di un accordo risalente al lontano 2011: un prestito, tra l’altro, già ristrutturato due volte con tanto di aggravio di interessi pari a 1 miliardo. In totale, negli ultimi 13 anni, i russi hanno prestato al Venezuela 16 miliardi di dollari. Proprio la Russia, secondo un’inchiesta di Bloomberg, nonostante i tantissimi soldi ancora da riavere indietro, starebbe comunque continuando a fornire il suo supporto al Venezuela. E lo starebbe facendo in un modo clamoroso: trasportando direttamente a Caracas le banconote cash a bordo di aeroplani.

Soldi in contanti da Mosca a Caracas

Nel periodo compreso tra il maggio del 2018 e lo scorso aprile, Mosca avrebbe riempito sei aeroplani di banconote prima di inviarli a Caracas. La somma spedita dalla Russia al Venezuela in questo modo ammonterebbe a 315 milioni di dollari, tutti rigorosamente in contanti. Per il governo Maduro, questi soldi equivalgono a una vera e propria boccata di ossigeno. Consentono infatti all’esecutivo locale di non affogare sotto il peso dell’embargo ma soprattutto di aggirare le sanzioni americane, che in linea teorica dovrebbero impedire al Paese di avere accesso al sistema finanziario internazionale. Mentre in passato Cina e Russia avevano mezzi molto più comodi per rifornire Maduro, oggi l’unico rimasto è quello di trasportare soldi liquidi. Si tratta soltanto di una rimessa? Non proprio, perché il Venezuela non navigherà nell’oro, ma ha ingenti risorse da impiegare come merce di scambio per rinsaldare i debiti. E così, in cambio di petrolio o di quote di aziende statali, Caracas può sperare di ricevere prestiti vitali per il sostentamento della sua disastrata economia

L’interesse geopolitico di Mosca

A questo punto una domanda sorge spontanea. Che interesse ha Putin nel continuare a finanziare Caracas? Secondo alcuni esperti, Mosca vedrebbe in Cuba e nel Venezuela due alleati da sfruttare al meglio nel braccio di ferro a distanza con gli Stati Uniti. La Russia sa bene che l’isola caraibica e lo Stato venezuelano hanno evidenti limiti economici, ma da un punto di vista politico e geopolitico possono ancora essere utilizzati per pungolare Washington direttamente nel suo “cortile di casa”. Vecchia strategia questa, la stessa già adottata dall’Unione Sovietica ai tempi della Guerra Fredda. Oggi, a meno di improvvise catastrofi, non si vedono all’orizzonte nuove minacce, eppure Putin, oltre ai soldi, ha inviato in America Latina anche armi ed equipaggiamento militare. Tornando alle banconote in contanti, Bloomberg ha scritto che 97 milioni di dollari sono finiti al Banco de Desarrollo Economico y Social de Venezuela (Bandes) per conto della EvroFinance Mosnarbank, una joint venture proprio tra Bandes e un’agenzia che gestisce le proprietà nelle mani dello Stato russo. Gli altri 2018 milioni provenivano invece da Gazprombank.