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Politica

Perché l’ideologo di Xi è volato da Kim: il nuovo abbraccio tra Cina e Corea del Nord

Wang Huning, ideologo di Xi Jinping, è in Corea del Nord per rafforzare l'alleanza strategica tra Pechino e Pyongyang.

Gli addetti ai lavori lo hanno paragonato al Cardinale Richelieu, a Rasputin e persino a Kissinger. Wang Huning è comunemente noto per essere l’ideologo di Xi Jinping. In realtà questo invisibile ex professore universitario è molto di più: è il più importante teorico della Cina ed è, di fatto, il demiurgo del famigerato “modello cinese”.

Il suo compito principale? Per farla breve, scrivere nero su bianco le teorie che il Partito Comunista Cinese dovrà concretizzare attraverso politiche e misure idonee al loro conseguimento. Wang è inoltre un membro della potentissima Commissione permanente del Politburo, e cioè il massimo organo decisionale del Paese composto da sette persone (Xi incluso) e, sulla carta, incarna la quarta carica più potente della Cina.

Fatte le dovute presentazioni per inquadrare il personaggio, è interessante raccontare l’ultima missione che Pechino ha assegnato al suo ideologo di punta: volare in Corea del Nord per incontrare Kim Jong Un e gli alti esponenti del governo di Pyongyang, in concomitanza con il 65esimo anniversario del Trattato di mutua difesa tra i due Paesi siglato nel 1961 e appena rinnovato.

La trasferta di Wang, arrivata dopo la recente visita di Xi oltre il 38esimo parallelo, riflette gli sforzi cinesi volti a rafforzare la propria influenza sul suo tradizionale alleato.

Cosa ci fa l’ideologo di Xi in Corea del Nord?

La Korean Central News Agency ha scritto che la delegazione cinese guidata da Wang ha subito avuto colloqui con Jo Yong Won, un funzionario del Partito dei Lavoratori nordcoreano. Pare che l’ospite abbia ribadito “la volontà del Partito e del governo cinese” di attuare l’accordo raggiunto tra Xi e Kim lo scorso giugno. In maniera molto generica, i due leader hanno deciso di ampliare la cooperazione in ambito politico, economico e culturale, nonché la comunicazione strategica attraverso numerose visite reciproche di alti dirigenti.

Non è mancato l’atteso incontro con Kim, con il quale Wang ha dicusso del significato del richiamato Trattato. Il presidente nordcoreano ha dichiarato che questo patto “definisce la natura strategica delle relazioni bilaterali e ne stabilisce la direzione strategica”, salvaguardando al contempo “gli interessi fondamentali di entrambi i Paesi e garantendo la pace e la sicurezza regionali e globali”.

In base alle foto diffuse dal quotidiano nordcoreano Rodong Sinmun, all’incontro con Kim hanno partecipato anche l’ambasciatore cinese in Corea del Nord, Wang Yajun, affiancato dal vicepresidente della Conferenza consultiva politica del popolo cinese, Wang Dongfeng, dal segretario del Partito al ministero degli Esteri, Qi Yu, e dal ministro degli Affari dei Veterani, Pei Jinjia.

La nuova convergenza tra Cina e Corea del Nord

Il viaggio di Wang in Corea del Nord ha avuto almeno tre obiettivi. Il primo: dimostrare alla comunità internazionale (e, tra le linee, a Stati Uniti e Russia) che Cina e Corea del Nord coopereranno ancora di più. Il secondo: nonostante Pyongyang si sia avvicinata a Mosca, l’unico suo Trattato militare (noto) è quello siglato con il Dragone.

Si chiama China-Dprk Treaty on Friendship, Cooperation and Mutual Assistance, traducibile come Trattato di mutuo soccorso e cooperazione sino-coreano. Dal punto di vista tecnico, e in conformità con l’articolo 7 dello stesso trattato, il patto resta in vigore (e si rinnova automaticamente ogni 20 anni), a meno che le due parti non raggiungano un accordo sulla sua modifica o risoluzione.

Attenzione poi all’articolo 2: “Le Parti contraenti si impegnano congiuntamente ad adottare tutte le misure per prevenire un’aggressione contro una delle Parti contraenti da parte di qualsiasi Stato. Nel caso in cui una delle Parti contraenti dovesse essere oggetto dell’attacco armato da parte di uno o più Stati, ed essere coinvolta in uno stato di guerra, l’altra Parte contraente le fornirà immediatamente assistenza militare e di altro tipo con tutti i mezzi a sua disposizione”.

C’è infine un terzo obiettivo cinese da non sottovalutare: Wang potrebbe aiutare Kim a rendere ancora più efficiente (dal punto di vista ideologico) il “modello nordcoreano” sulla base di quanto avvenuto in Cina.

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