Allo stato attuale l’espansione, secondo alcuni osservatori, esagerata verso l’Est Europa, ha lasciato la Nato senza energie. Quando è stata creata, nel 1949, la Nato doveva servire a contenere la possibile invasione terrestre delle truppe dei Soviet dall’Europa occidentale, da poco entrata nell’orbita degli Usa.L’Alleanza si è via via espansa in una maniera che i fondatori certo non avevano previsto: dagli originali dodici Stati fondatori si è arrivati a ventotto. Gli ultimi aggiunti sono proprio i Paesi che erano membri del Patto di Varsavia, alleanza strategica simile alla Nato ma in chiave filo-Russa.È certo stato un bene per i nuovi aggiunti, Paesi molto vulnerabili, come le Repubbliche Baltiche che a gran voce continuano a chiedere una presenza tangibile di truppe della Nato sul proprio territorio. E la Nato risponde positivamente mettendo in essere esercitazioni che si susseguono a ritmo serrato, per evitare di infrangere i trattati internazionali che non prevedono la presenza di truppe permanenti dell’Alleanza Atlantica negli Stati confinanti con la Russia.C’è poi da notare che la situazione in cui versano gli stati Baltici sembra assomigliare a quella della Polonia del 1939, e le rassicurazioni della Nato sulla protezione in caso di attacco russo appaiono simili alle promesse fatte da Francia e Inghilterra alla Polonia che temeva un’invasione da parte della Germania.Durante i quaranta anni della Guerra Fredda non un solo stato membro si è appellato all’articolo 4 del trattato, che richiede una consultazione dell’assemblea generale della Nato, e solo la Turchia lo ha evocato quattro volte dal 2003.Rimane infatti veramente una chimera che l’Europa Occidentale – preoccupata dal terrorismo islamico e oberata da un’immigrazione incontenibile dal Medio Oriente e dall’Africa – possa supportare le richieste della Turchia, che, abbiamo visto, è perfettamente in grado di lanciare minacce e creare incidenti diplomatici in completa autonomia.Pochi sono gli Stati dell’Alleanza che effettivamente vogliano contribuire con il previsto 2% del Prodotto Interno Lordo, anzi alcuni stati con un governo di orientamento socialista continuano a ritenere che debbano essere gli Usa a contribuire in massima parte al finanziamento della Nato.Dagli Usa l’Europa è vista sempre più inerme contro il terrorismo islamico, incapace di fermare l’immigrazione di giovani uomini provenienti dai Paesi musulmani, potenzialmente un esercito incontrollabile che in alcuni Paesi sta certamente formando una quinta colonna pronta ad esplodere. E il Belgio ce lo sta dimostrando.L’Europa è, inoltre, potenzialmente l’obiettivo di regimi instabili, e potenzialmente dotati di ordigni nucleari. In Europa gli americani vedono poi la beffa oltre al danno: un controsenso continuo, alcuni Stati fanno conto sugli Stati Uniti per poter diminuire le spese di armamento a favore di politiche interne di stampo socialista, per poi avere atteggiamenti antiamericani nelle manifestazioni di piazza, bandiere bruciate, attacchi ai consolati.Gli interventi della Nato al di fuori dell’Europa Occidentale non sono sempre stati utili o produttivi: l’attacco alla Serbia ha creato uno Stato come il Kosovo, retto da un governo riconosciuto da pochi altri Paesi, la campagna in Afghanistan decisamente dal risultato piuttosto discutibile, per non parlare della Libia, dove il disastro annunciato è davanti agli occhi dell’opinione pubblica.Il candidato alla Presidenza degli Usa, Donald Trump, ha usato un’espressione colorita e molto evocativa: la Nato va lasciata morire sulla pianta, cioè ritiene che sia preferibile un futuro senza l’Alleanza che un presente costoso per tenere in piedi un organizzazione piena di difetti.Il primo Segretario generale della Nato Lord Ismay disse che l’Alleanza era stata formata per “Tenere fuori i russi, tenere dentro gli americani, e mettere sotto i tedeschi”, ma le cose ora sono radicalmente cambiate.L’Unione Sovietica si è dissolta, la Germania è nell’Unione Europea, che al momento della fondazione della Nato non esisteva e la stessa Ue ha un’economia e una popolazione maggiori degli UsaAlcune cose però non sono cambiate affatto: la Russia è sempre una potenza nucleare, la Germania è vista con sospetto in molti paesi del vecchio continente, sia per le politiche autodistruttive sull’immigrazione sia per le pratiche creditizie delle banche tedesche che hanno prestato denari senza alcun controllo ad alcuni stati mediterranei che ora sono sull’orlo del fallimento.La summa di questi ragionamenti, allo stato attuale delle cose porta gli osservatori statunitensi a considerare che la Russia, uno Stato potente, dinamico ed aggressivo, vada sempre tenuta d’occhio, la Germania, un Paese fortissimo e attivo debba rimanere all’interno di un’alleanza militare.Gli Stati Uniti avranno sempre un interesse naturale a impedire che gli europei ricomincino a massacrarsi fra di loro, come hanno fatto negli ultimi secoli.Il dubbio, sostengono sempre nei vari “Think tank” americani, non è se la Nato debba esistere o meno ma se sia in grado di ricrearsi prima di collassare su se stessa.La Nato ora deve cercare di non espandersi più, il rischio è quello di promettere garanzie di protezione militare a Paesi che diventerebbero solo un terreno di una guerra voluta per distruggere e umiliare la stessa Alleanza.La Nato, inoltre, dovrebbe agire con più circospezione nell’intervenire fuori dai confini europei e così proporre agli Stati membri di operare per suo conto in operazioni di “Peacekeeping”.Un atteggiamento più duro sarebbe auspicabile verso quei Paesi in odore di islamizzazione o dittatura autocratica, per ricordare a questi regimi che i principi della Nato escludono tali forme di governo, minacciandoli di espulsione.L’aumento delle spese militari dei Paesi europei avrebbe due distinti risultati: il primo mantenere gli Usa. all’ interno dell’organizzazione, il secondo, e forse più importante e immediatamente comprensibile, proteggere se stessi. E’ utile ricordare che gli Stati Uniti sono protetti dalle invasioni per mezzo di due immensi oceani…

Nel campo comunista di Goli Otok
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