Se Hillary Clinton diventasse il prossimo presidente degli Stati Uniti, “allora saremo più vicini al raggiungimento di un equilibrio fra uomini e donne nei posti di potere”. A dirlo, mentre i cittadini americani si stanno recando alle urne per eleggere il prossimo presidente degli Stati Uniti, è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel, nel corso di una conferenza stampa con il primo ministro norvegese, Erna Solberg a Berlino. Anche se la cancelliera tedesca ufficialmente non supporta nessuno dei due candidati, l’affermazione è suonata come un segnale di approvazione nei confronti della candidata democratica, a poche ore dall’elezione del nuovo inquilino della Casa Bianca.LEGGI ANCHE: Le ombre sulla Clinton FoundationLa Cancelliera tedesca ha ricambiato, forse, l’endorsement ricevuto proprio dalla Clinton durante la campagna elettorale, quando, a bordo del suo aereo, confidò ai giornalisti come Angela Merkel fosse tra i suoi “leader preferiti”. Un “leader forte e straordinario, in un periodo difficile per l’Europa”, l’aveva, infatti, definita, con riferimento “alla crisi dell’Euro e dei rifugiati”.Ma cosa hanno in comune Hillary Clinton e Angela Merkel, oltre ad essere donne, leader politici, e ad avere una passione per i tailleur con i pantaloni? Clinton e Merkel, scrive Politico, “si conoscono dagli anni ’90 ed hanno passato molto tempo insieme”. Per questo motivo la Clinton ha detto di sperare “di avere l’opportunità di lavorare con lei”. Per la stessa ragione, la Merkel potrebbe preferire lei alla Casa Bianca, piuttosto che Trump, con il quale non ha mai avuto contatti significativi, anzi, dal quale, durante la campagna elettorale, ha ricevuto spesso forti critiche.Ad accomunare le due leader c’è sicuramente una comunanza di vedute su molte questioni. Ma la Merkel potrebbe preferire la Clinton a Trump, soprattutto perché la candidata democratica assicurerebbe una continuità rispetto all’amministrazione Obama sia riguardo la politica estera, sia con riferimento alle relazioni transatlantiche. Le affermazioni di Trump su un ridimensionamento del ruolo della Nato e le sue aperture nei confronti di Mosca, potrebbero non piacere a Berlino, anche con riferimento alla crisi ucraina e al conflitto in Siria. Una continuità politica rispetto a questi scenari sarebbe auspicabile, invece, secondo il quotidiano Handelsblatt, per la Germania. Continuità che verrebbe garantita dalla Clinton, che mostrerebbe, probabilmente, anche un maggiore determinazione, rispetto ad Obama, nelle relazioni con la Russia o rispetto allo scenario siriano.