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Politica

Perché Kim ha incontrato Lukashenko? Si rafforza l’asse tra Corea del Nord e Bielorussia

Chissà cosa ha pensato Aleksander Lukashenko quando il suo Boeing 767-32Ker partito da Minsk è atterrato all’aeroporto internazionale di Pyongyang. Il presidente bielorusso, alla prima visita di Stato in Corea del Nord, ha infatti ricevuto un’accoglienza calorisissima. Ad attenderlo c’era...

Chissà cosa ha pensato Aleksander Lukashenko quando il suo Boeing 767-32Ker partito da Minsk è atterrato all’aeroporto internazionale di Pyongyang. Il presidente bielorusso, alla prima visita di Stato in Corea del Nord, ha infatti ricevuto un’accoglienza calorisissima.

Ad attenderlo c’era il vice primo ministro nordcoreano, Kim Tok Hun, che lo ha accompagnato lungo un tappeto rosso a bordo di una lussuosa Mercedes. La limousine nera ha quindi trasportato l’ospite nella centralissima piazza Kim Il Sung, dove, alla presenza di Kim Jong Un, è andata in scena una solenne cerimonia di benvenuto.

Sorrisi, strette di mano, abbracci tra i due leader che hanno così rafforzato il loro legame reciproco. Lukashenko e Kim, attenzione bene al valore simbolico delle azioni, hanno deposto dei fiori presso un monumento eretto in onore dei soldati sovietici caduti durante la guerra di Corea del 1950-53, per poi visitare il mausoleo che custodisce le salme del nonno e del padre di Kim, Kim Il Sung e Kim Jong Il, ovvero i primi due leader della Corea del Nord.

Terminati gli appuntamenti istituzionali, ecco Lukashenko spiegare che “nel contesto moderno della trasformazione globale, in un momento in cui le principali potenze mondiali ignorano e violano apertamente le norme del diritto internazionale, i Paesi indipendenti devono cooperare più strettamente e consolidare i loro sforzi volti a proteggere la propria sovranità e a migliorare il benessere dei propri cittadini”.

Una visita strategica

Dietro la visita di Lukashenko in Corea del Nord c’è però tanto altro. Innanzitutto, il vertice di Pyongyang ha riunito due presidenti entrambi soggetti a sanzioni internazionali ed entrambi sostenitori della Russia nella guerra in Ucraina, nonché alleati di ferro di Vladimir Putin.

Kim ha fornito a Mosca milioni di proiettili e ha inviato truppe sul fronte ucraino per aiutare le forze del Cremlino, mentre Lukashenko ha permesso che la Bielorussia venisse utilizzata come base di lancio per l’offensiva russa contro Kiev, nel febbraio 2022 e, successivamente, ha acconsentito ad ospitare missili nucleari tattici di Putin sul suo territorio.

La visita di Lukashenko a Pyongyang, la prima nei suoi 33 anni di governo, ha messo in luce un delicato equilibrio diplomatico in corso a Minsk. Il leader bielorusso sta infatti cercando di rafforzare i legami con i Paesi amici della Russia e ostili all’Occidente, ma anche di normalizzare le relazioni con gli Stati Uniti. La scorsa settimana, non a caso, ha incontrato l’inviato di Donald Trump, John Coale, e ha rilasciato 250 prigionieri politici in cambio di un ulteriore allentamento delle sanzioni statunitensi.

L’accordo tra Kim e Lukashenko

L’agenzia di stampa statale bielorussa Belta ha riportato le parole di Lukashenko, secondo cui le relazioni tra Pyongyang e Minsk sono entrate in una “fase fondamentalmente nuova”. Lo dimostra il Trattato di amicizia e cooperazione firmato dai due Paesi.

“È giunto il momento di intensificare le relazioni. La situazione attuale ci sta semplicemente spingendo l’uno verso l’altro”, ha aggiunto ancora Lukashenko. Il ministro degli Esteri bielorusso Maxim Ryzhenkov, anche lui in Corea del Nord, ha spiegato che, oltre al richiamato Trattato di amicizia e cooperazione, le due parti hanno concordato di collaborare in una serie di altri settori, dall’agricoltura all’informazione.

Certo, gli scambi commerciali tra i due Paesi sono ancora modesti, ma tra le aree di crescita figurano l’esportazione di prodotti farmaceutici e alimentari dalla Bielorussia verso la Corea del Nord, che può offrire in cambio un’interessante cooperazione militare e un appoggio per eludere le sanzioni.

Piccola curiosità: Lukashenko ha regalato a Kim un fucile automatico. “Non si sa mai che compaiano i nemici”, ha scherzato il leader di Minsk suscitando le risate del suo omologo nordcoreano. Quest’ultimo ha ricambiato con un vaso fatto di conchiglie con incastonata l’immagine di Lukashenko.

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