È tempo di bilanci anche in Cina. Il voto delle Europee è stato analizzato con attenzione dal governo cinese, alla luce delle nuove prospettive che potrebbero crearsi fra il Dragone e l’Unione Europea. La vittoria di molti partiti euroscettici e populisti contribuirà a modificare il rapporto tra Bruxelles e Pechino? Cambierà qualcosa per quanto riguarda la Nuova Via della Seta?

Le preoccupazioni di Pechino

La Cina è preoccupata dai risultati dell’ultima tornata elettorale europea. I media di Stato sottolineano come Pechino consideri gli ultimi risultati qualcosa di estremamente rischioso. La polarizzazione politica dell’Unione Europea costringe Bruxelles a camminare su una fune, come sottolinea il China Daily. Questo perché un’Europa divisa non consentirà ai Paesi membri di trovare una soluzione a problemi come l’immigrazione e la deprimente crescita economica dell’area.

Ma quello che allarma di più il governo cinese è la piega che prenderà la politica estera dei singoli Stati europei. In ballo c’è una decisione fondamentale: allearsi con la Cina e sposarne il progetto della Nuova Via della Seta, oppure finire sotto l’ala protettrice degli Stati Uniti di Donald Trump. Molti Paesi potrebbero cambiare le carte in tavola e scombussolare i piani di Pechino.

L’Italia e la Nuova Via della Seta: cosa cambia?

Prendiamo il caso dell’Italia. Roma ha firmato un memorandum d’intesa con la Cina per entrare a far parte della Belt and Road Initative. La pista cinese è stata portata avanti soprattutto da esponenti del Movimento 5 Stelle, lo stesso partito che alle ultime europee ha subito un’importante emorragia di voti. Contemporaneamente si è rafforzata la Lega Nord di Matteo Salvini, una delle poche personalità istituzionali di spicco a non incontrare Xi Jinping durante il soggiorno romano del presidente cinese. Ma sempre a Roma Salvini ha trovato il tempo per un faccia a faccia con il leader giapponese Shinzo Abe, alleato di Donald Trump. Se la Lega dovesse crescere ancora fino al punto di inglobare o rendere inutile la presenza nel governo del Movimento, la possibilità che l’Italia si sfili dal progetto della Nuova Via della Seta per tornare dalla parte di Washington è più che mai plausibile.

O Cina o Stati Uniti

La Cina negli ultimi anni è stata la più convinta sostenitrice del libero mercato, al contrario degli Stati Uniti di Trump, impauriti dalle sfide della globalizzazione tanto da trincerarsi dietro al protezionismo economico. Ecco: qualora l’Europa prendesse la stessa strada intrapresa dal governo statunitense, per Pechino sarebbe un problema perché il gigante asiatico vuole un mondo multipolare, intende fare affari con tutti e vede ogni barriera economica come fumo negli occhi.

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