La notizia del Conte bis è arrivata anche in Cina. Come è stato accolto da Pechino l’insediamento del nuovo governo italiano? L’agenzia di stato cinese Xinhua ha dedicato un lungo approfondimento alla situazione politica dell’Italia. L’analisi è distaccata, obiettiva e priva di giudizi di qualunque tipo, ma denota un certo interesse di Pechino riguardo le vicende nostrane. Ricordiamo che lo scorso marzo, in occasione della visita ufficiale di Xi Jinping in Italia, Roma ha firmato un memorandum d’intesa con la Cina nell’ambito del progetto infrastrutturale della Nuova Via della Seta. L’Italia è inoltre il primo paese del G7 ad aver fornito un endorsement così palese al governo cinese, e Xi Jinping ha tutto l’interesse di proseguire la luna di miele con l’alleato commerciale europeo.

Il commento cinese

L’articolo di Xinhua sceglie come parole chiave il termine stabilità. “La scelta di Conte per il suo gabinetto è una chiara indicazione delle priorità del nuovo governo” scrive l’agenzia cinese, che sottolinea poi come “la scelta ministeriale più importante è stata quella di Roberto Gualtieri come ministro delle finanze”. La carta Gualtieri “aiuterà a calmare i mercati”, che avrebbero invece reagito malissimo nel caso si fossero trovati di fronte un membro pronto a scontrarsi con l’Unione Europea. I giornalisti cinesi fanno notare come fin da subito la Borsa di Milano abbia chiuso in rialzo dell’1,6% dopo la fuga del nome di Gualtieri. Lo spostamento di Luigi Di Maio al Ministro degli Affari Esteri è invece “una scelta insolita” dal momento che il 33enne “non si è mai laureato, ha competenze linguistiche molto limitate e ha mostrato scarso interesse per le questioni globali nella sua vita pubblica”.

Il supporto di Pechino all’Italia

C’è un particolare che non deve sfuggire. Secondo quanto riportato da La Verità, lo scorso maggio, poco prima delle elezioni europee, la People’s Bank of China, cioè la banca centrale cinese, sarebbe intervenuta in soccorso del governo giallo-verde. Cosa è accaduto di preciso? Le banche francesi, temendo una larga vittoria del tandem Slavini-Di Maio, specularono sui titoli di Stato italiani facendo schizzare alle stelle lo spread. Per evitare il capitombolo di Roma e per questioni personali, Pechino avrebbe acquistato 200 miliardi di titoli di Stato italiani dai francesi, fermando così la destabilizzazione del differenziale. Un simile salvataggio cinese avvenne anche nel 2011, a conferma di come Pechino possa influenzare eccome lo stato di salute del governo nostrano.

“Pronti a lavorare con il nuovo governo dell’Italia”

In ogni caso, al di là di quanto pubblicato dalle varie testate giornalistiche cinesi, il portavoce del ministro degli Esteri della Cina ha parlato esplicitamente del caso italiano: “Siamo pronti a lavorare con il nuovo governo dell’Italia per continuare a promuovere una cooperazione pragmatica, in modo da ottenere risultati vantaggiosi per tutti. La Cina attribuisce grande importanza allo sviluppo delle relazioni con l’Italia”. È comunque inevitabile che l’Italia dovrà trovare un punto di equilibrio nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Mentre prima Roma si trovava al centro, perfettamente bilanciata dalla Lega pro Trump da una parte e dal M5s pro Xi Jinping dall’altra, ora è necessario ricomporre il puzzle. Il compito più difficile toccherà a Di Maio, che dovrà dimostrarsi abile e coerente di fronte agli impegni presi dall’Italia con i governi stranieri. Il neo ministro degli Esteri ha più volte visitato la Cina per stringere accordi bilaterali e si è speso affinché Roma aderisse alla Nuova Via della Seta.