Nuovo “sconvolgimento” per l’intelligence statunitense. Il presidente Donald Trump, infatti, ha annunciato il ritiro della nomina di John Ratcliffe per sostituire il dimissionario Dan Coats al vertice dell’ente federale, in una decisione annunciata, come suo solito, tramite Twitter. Sulla figura del deputato texano erano stati avanzati molti dubbi da parte del partito Repubblicano e Democratico, specialmente perché è poco conosciuto ed è considerato “troppo vicino” al presidente Trump per andare a ricoprire la carica di direttore dell’ente federale predisposto al controllo e alla gestione delle 17 agenzie di intelligence. Uno stravolgimento che è arrivato a soli 5 giorni dalla precedente nomina. Formalmente, però, non è stato Trump a fare un passo indietro sulla sua nomina, ma piuttosto sarebbe stato Ratcliffe a rinunciare all’incarico per evitare ulteriori polemiche.

Le critiche nei suoi confronti

Oltre al fatto di essere poco conosciuto nel Congresso e di essere troppo vicino alle posizioni di Donald Trump, sulla revoca della nomina di John Ratcliffe hanno pesato anche le poche qualifiche per ricoprire l’incarico di direttore dell’intelligence nazionale. Ratcliffe, infatti, prima di essere eletto alla Camera dei Rappresentanti è stato, solamente, procuratore federale del distretto orientale del Texas, in un avanzamento di carriera dopo aver avuto l’incarico di capo dell’antiterrorismo e della sicurezza nazionale per la stessa zona. Ma le indagini giornalistiche sul suo curriculum che hanno provato l’assenza di documenti giudiziari che attestino una sua presenza in inchiesta su casi di terrorismo, non hanno fatto altro che aumentare i dubbi sulla sua nomina. Trump, nel suo tweet, ha criticato i media di aver riservato un trattamento scorretto a Ratcliffe, sulla falsariga di quanto già era avvenuto in passato. Tramite Twitter, Ratcliffe ha affermato di essere convinto che avrebbe potuto ricoprire questa carica senza problemi, lavorando “con l’equità, l’obiettività e l’integrità che meritano e necessitano le agenzie di intelligence”. La decisione di ritirarsi, invece, sarebbe legata alla volontà di evitare che il dibattito sui servizi segreti si trasformi in “una questione puramente politica e di parte”.

Chi sarà il prossimo direttore?

Nonostante il fatto che in Senato ci sarebbe stata ipoteticamente la maggioranza per confermare la sua nomina, l’opposizione del Partito Democratico, lo scetticismo del Partito Repubblicano e le indagini dei giornali hanno fatto sì che Ratcliffe si ritirasse dalla corsa per sostituire Dan Coats. La comunità dell’intelligence statunitense al momento sarà senza un direttore designato, in un momento cruciale in cui Washington è alle prese con le ambizioni nucleari di Corea del Nord e Iran, oltre che con il potenziale rischio di nuove interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2020. Trump, nonostante la “bocciatura” di Ratcliffe, dovrebbe nominare presto una nuova figura per sostituire Dan Coats, che dal 15 agosto lascerà la carica di direttore dell’intelligence. Sicuramente non ci sarà il passaggio nelle mani del vice di Coats, perché come riportato da NBC News Sue Gordon potrebbe essere nominato direttore ad interim per non lasciare scoperta una delle posizioni chiave negli Stati Uniti, oppure potrebbe dimettersi anche lui qualora fosse nominato nei prossimi giorni un successore di Coats. Non è chiaro, però, quando Trump annuncerà il nuovo nome, perché ha dichiarato di essere in fase di valutazione di alcune figure che provengono dal mondo dell’intelligence. Stando al The New York Times, però, il futuro direttore dell’intelligence nazionale sarebbe stato individuato e presto potrebbe essere proposta la nomina di Pete Hoekstra. L’ambasciatore statunitense nei Paesi Bassi ha l’esperienza richiesta nel campo avendo anche presieduto la Commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti. Inoltre Hoekstra sarebbe fortemente interessato a tornare a Washington per ricoprire questo prestigioso e importante incarico. Le sue esperienze passate potrebbero mettere a tacere ogni critica e scetticismo.

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