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Politica

Per gli ucraini Zelensky è ancora il comandante: non si vota finché lui non firma la pace

Secondo l'Istituto internazionale di Kiev, gli ucraini ancora si fidano di Zelensky e non vogliono votare prima di un vero accordo di pace.

Data la complessità della situazione internazionale, con la guerra che continua e un negoziato che lentamente si dipana, si tende a trascurare il fatto che l’Ucraina, e soprattutto gli ucraini, ha comunque una sua vita politica e un’opinione pubblica che, come qualche mese fa hanno dimostrato le manifestazioni contro la corruzione, è pronta a manifestarsi.

Ne è testimonianza una recente ricerca del Kyiv International Institute of Sociology (KIIS) che analizza in maniera approfondita l’attitudine degli ucraini rispetto a scelte importanti che potrebbero anche essere imminenti. La base di partenza è (come vedremo) la fiducia nel presidente Zelensky: l’ultimo dato parla di fiducia al 59%, sfiducia al 35%, incertezza al 6%, senza sostanziali cambiamenti rispetto alla tendenza degli ultimi sei mesi. Il KIIS, nei suoi approfondimenti, fa notare che la categoria “fiducia” andrebbe comunque interpretata. Quel 59% è fatto di un 26% che esprime “completa fiducia” e che in genere vorrebbe vederlo riconfermato alla presidenza e di un 33% che esprime “abbastanza fiducia” e vorrebbe invece un cambiamento al vertice in futuro.

Il tema più caldo: le elezioni

Ma non è questo ciò che più conta al momento. Il tema più “caldo”, che li riassume tutti, è quello delle elezioni: tenerle, non tenerle, quando tenerle. A dicembre 2025, il 59% degli ucraini riteneva che le elezioni possano e debbano tenersi solo dopo un completo accordo di pace e la fine definitiva della guerra; il 23% pensava invece che le elezioni possano svolgersi dopo un cessate il fuoco con garanzie di sicurezza per l’Ucraina; e il 10% che si debba andare al voto subito, anche senza un cessate il fuoco.

Ed è qui che si scopre l’aspetto forse più interessante della ricerca del KIIS. La grande maggioranza di coloro che manifestano sfiducia nella leadership di Zelensky (come detto sopra il 35% del totale) sono per elezioni in tempi rapidi: il 34% in presenza di un cessate il fuoco con garanzie di sicurezza, il 28% subito, senza nemmeno aspettare il cessate il fuoco. Al contrario, tra coloro che hanno fiducia in Zelensky è larghissimamente prevalente l’idea che per andare al voto si debba aspettare un accordo di pace completo e la fine definitiva della guerra: al 74% tra coloro che hanno fiducia totale nel Presidente, e al 69% tra coloro che hanno “abbastanza fiducia”.

La lettura politica di questi dati non sembra nemmeno troppo complessa. Zelensky (che alla vigilia dell’invasione russa, sempre secondo il KIIS, aveva la fiducia solo del 37% degli ucraini) si conferma il “Presidente della guerra”: finché il conflitto con la Russia è aperto, nessuno può prendere il suo posto né gestire lo stato di belligeranza come lui ha saputo fare. Per la maggioranza degli ucraini è ancora il comandante in capo al quale affidarsi. Anzi, sembra di leggere in trasparenza il consistente timore che un voto popolare possa orientarsi verso altri candidati. Quindi, al voto sì ma solo quando la guerra sarà finita. Di Zelensky si potrà forse fare a meno, sembrano dirci gli ucraini, ma in tempi di pace. Altrimenti…

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