La Francia sceglie misure eccezionali per contrastare i gilet gialli a Parigi. Dalle prime ore dell’alba, 8mila agenti di polizia controllano la capitale francese, e la tattica della gendarmeria è stata da subito quella di cariche di alleggerimento, tendenzialmente piccole, ma immediate, in modo da colpire nel più breve tempo possibile l’assembramento di forze e la costruzione di barricate che sono apparse in tutto il centro della metropoli. 

La polizia blinda Parigi

La quarta giornata di proteste dei gilet gialli vede un bollettino particolarmente importante. La prefettura ha comunicato che qualche minuto dopo mezzogiorno, c’erano già 548 fermi. Su viale degli Champs-Elysees, intorno alle 10:25, la polizia ha sparato i primi lacrimogeni contro i manifestanti vicino all’Arco di Trionfo. Un’ora dopo, altri lanci di gas lacrimogeni da parte della polizia in tenuta antisommossa. Cariche della polizia si sono registrate anche sulla tangenziale di Parigi, dove alcuni gruppi di gilet gialli avevano iniziato a bloccare le arterie stradali, come avvenuto contemporaneamente anche sui Pirenei, nei valichi per la Spagna.

La strategia della polizia francese è stata, almeno fino a questo momento, quella dell’attacco preventivo. Il governo ha cambiato tattica dopo i pessimi risultati delle scorse settimane. Ed è così che la gendarmeria ha iniziato con centinaia di arresti preventivi, controlli a tappetto per gli accessi alle città, cariche di alleggerimento contro i primi assembramenti non autorizzati, idranti usati per disperdere la folla e per abbattere le prime barricate.

I blindati VBRG

E per qualsiasi evenienza, il governo francese ha anche deciso di utilizzare una dozzina di blindati VBRG. Si tratta di una misura assolutamente eccezionale. Almeno uno di loro, come osservato da Le Figaro, è stato visto muoversi a Piazza della Bastiglia già dalla mattina presto. Gli atri sono schierati sul viale degli Champs-Elysees, teatro dei pià feroci scontri delle scorse giornate di mobilitazione. 

I “VBRG” (véhicules blindés à roues de la gendarmerie) fanno parte dell’arsenale delle forze dell’ordine francesi dal 1975. Il loro scopo è quello di muoversi per distruggere le barricate e resistere anche ai colpi di armi da fuoco. Sono delle vere e proprie arieti di sfondamento che servono anche al trasporto di piccoli gruppi di poliziotti, lancio di lacrimogeni, bombe stordenti, e alcune versioni, spiegano i media francesi, sono equipaggiate di lame in grado di fendere ostacoli e barriere sul loro cammino.

Il loro utilizzo in territorio francese è stato molto raro. L’ultima volta, sono stati impiegati ad aprile per lo sgombero della ZAD di Notre-Dame-des-Landes, un’area occupata da 10 anni da centinaia di attivisti che protestavano contro il progetto di costruzione di un aeroporto. L’ordine di ripristino del territorio a uso agricolo ha dato il via allo sgombero forzato dall’area: e quella volta, la gendarmerie ha usato i VBRG. Qualche anno prima, nel 2005, la polizia li aveva utilizzati negli scontro delle banlieue del 2005.  Erano stati coinvolti anche durante i disordini in periferia nel 2005.

Un utilizzo raro nella Francia metropolitana, ma non per le missioni al di fuori del territorio nazionale. I blindati della gendarmeria francese sono infatti stati utilizzati in Kosovo, per missioni congiunte, e in Costa d’Avorio, per l’evacuazione di alcuni cittadini. Missioni completamente diverse rispetto a quanto sta avvenendo a Parigi, ma è stato anche un segnale di deterrenza estremamente importante. La polizia ha tenuto a precisare che l’impiego nella capitale sarebbe stato al solo scopo difensivo e con nessun ordine di attacco. Ma è evidente che l’immagine di questi blindati per i boulevard parigini voleva essere un messaggio chiarissimo ai manifestanti. La guerriglia avrebbe avuto (e potrebbe avere) conseguenze molto gravi.

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