Papa Francesco e la Merkel

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Politica /

Berlino e Vaticano non sono mai stati così uniti: forse neanche ai tempi del pontificato di Ratzinger, quando si credeva che un Papa tedesco potesse fare asse con il governo tedesco. Negli ultimi anni, Jorge Mario Bergoglio e Angela Merkel si sono incontrati spesso, sei in tutto, e sono quattro le volte in cui il cancelliere tedesco ha fatto visita, in incontro privato, al pontefice. L’ultima visita è stata quella di sabato, quando Angela Merkel ha deciso di fare visita a Francesco senza, tra l’altro, organizzare alcun incontro con i leader italiani, né con Mattarella, né con Gentiloni. Un tu per tu tra Germania e Vaticano e basta, tra le mura del Palazzo Apostolico.

L’incontro tra Francesco e Angela Merkel è durato quaranta minuti e sono stati toccati tutti i punti principali del programma internazionale della Germania. Un programma che non è molto dissimile da quello che il Papa ritiene debba essere il cammino del mondo del presente e del futuro. Dalla società del “multilateralismo” al clima, fino a passare per l’impegno in Africa e la necessità del cosiddetto “abbattimento dei muri”, che significa politiche migratorie più snelle, il Vaticano e la Germania hanno dimostrato nel tempo una sintonia di vedute che manifesta un’alleanza geopolitica di fondamentale importanza nell’Occidente contemporaneo. I due Stati, potenze così diverse quanto a ragioni della loro forza, ma così vicine quanto a vedute, stanno iniziando da tempo a guidare un fronte comune di Stati e di leader che si trovano a concordare con la loro visione del mondo e a contrastare e contenere ogni leader e ogni movimento che si distacchi da questa prospettiva.

L’asse tra Santa Sede e Berlino si rafforza dunque, e si rafforza nel momento in cui si avvicinano da una parte le elezioni in Germania e dall’altra il G20 di Amburgo. Due eventi che avranno al centro la consacrazione di Angela Merkel quale leader indiscusso dell’Unione europea, soprattutto se, come sembra, dovesse vincere con netto vantaggio le elezioni federali. La CDU, partito d’ispirazione cristiano-democratica ha al suo interno una fetta di elettorato cattolico, specialmente in Baviera e nel sud della Germania, che può essere fondamentale per la tenuta della maggioranza. In questo senso, un profondo legame tra Francesco e Merkel potrebbe essere visto anche come una garanzia di vicinanza di Berlino al mondo cattolico nonostante non sia religione maggioritaria. Pertanto, Angela Merkel ha tutto l’interesse a marcare la delimitazione fra il suo governo e l’eventualità di un governo socialdemocratico con Martin Schulz.

Se il tema delle elezioni resta centrale nel dibattito tedesco, è però al mondo e alla geopolitica tedesca che devono collegarsi gli effetti di questo rapporto fra Vaticano e Germania. Francesco e Angela Merkel sono, infatti, da due fronti diversi i leader dell’Occidente che si confrontano con maggiore forza contro le politiche rappresentate da Donald Trump e i cosiddetti “populismi”. La lettura della politica internazionale che i due personaggi consegnano al mondo è antitetica a quella trumpiana, e lo si vede dai temi dell’incontro di Roma. Il riferimento ai cambiamenti climatici a poche settimane dell’annuncio degli Usa di uscire dalla Cop-21 è un sintomo di questa volontà di distaccarsi dal mondo voluto da The Donald. Lo stesso può dirsi con il tema delle politiche migratorie: da una parte Bergoglio e le politiche di apertura di Angela Merkel e di accoglienza di milioni di profughi, dall’altra gli attacchi all’immigrazione incontrollata della campagna elettorale di Trump e l’ambizione di costruire il famigerato muro con il Messico. Anche lo stesso impegno in Africa, che può essere visto come l’impegno del Papa nella lotta alla povertà in chiave caritatevole, rappresenta in realtà un punto chiave della politica internazionale proposta da Angela Merkel, tanto che la Germania, nel tempo, si è trasformata nel Paese che più di tutti, in Europa, contribuisce alle missioni dell’Unione Europea negli scenari bellici del continente africano.

Se da una parte Angela Merkel ha voglia di avere al suo fianco il Papa, in particolare Francesco, che rappresenterebbe il volto pauperistico e benevolo delle idee propugnate anche da Berlino, dall’altro lato, Francesco, dimostra ormai da mesi di considerare Angela Merkel come l’interlocutore privilegiato per l’Europa. L’Unione Europea, per il Vaticano, è Berlino, o, quantomeno, è l’unico Paese in gradi di poter affermare con forza e con la potenza necessaria le stesse idee del Vaticano. In questo, la politica di Francesco è simbolo di furbizia ma anche di concretezza. A dimostrazione di quanto detto, va ricordato che durante i festeggiamenti per i sessanta anni del Trattato di Roma, la Cancelliera tedesca sia stata accolta privatamente da Francesco, al contrario degli altri leader europei. Un gesto che, più di mille parole, dimostrava già a suo tempo come i due leader si riconoscano ormai quali interlocutori privilegiati nel complesso mondo multipolare.