Le elezioni presidenziali di Taiwan si avvicinano. In vista del prossimo 13 gennaio, i sondaggi prevedono un testa a testa tra Hou Yu Ih, candidato dei nazionalisti del Kuomintang (Kmt), e Lai Ching Te, esponente del Partito Democratico (Dpp) ed erede designato di Tsai Ing Wen. La Cina osserva da lontano, senza farsi mancare le ormai solite incursioni militari oltre la Zona d’identificazione della difesa aerea (Adiz) dell’isola.

In un clima di calma apparente, ci sono tuttavia da segnalare due episodi controversi che potrebbero, in qualche modo, influenzare le relazioni tra Taipei e Pechino. Il primo, avvenuto lo scorso 7 dicembre, ha riguardato uno strano pallone aerostatico cinese, rilevato dal ministero della Difesa di Taiwan all’interno dello spazio aereo taiwanese.

La mente è subito tornata ai presunti palloni spia del Dragone avvistati nei cieli statunitensi all’inizio del 2023. Inizialmente, in effetti, lo stesso ministero aveva definito l’ospite inatteso come un “pallone aerostatico per la sorveglianza”, salvo poi ridimensionare la vicenda parlando di una possibile sonda meteorologica. È stato il titolare della Difesa di Taiwan, Chiu Kuo Cheng, a ipotizzare che lo strano oggetto individuato potesse essere in realtà un semplice strumento impiegato per effettuare misurazioni atmosferiche.



Un pallone aerostatico cinese a Taiwan

L’8 dicembre, il ministero della Difesa di Taiwan ha pubblicato un resoconto ricco di dettagli relativo alle missioni cinesi avvenute il giorno seguente. Il comunicato di Taipei parlava d 12 aerei da combattimento che avevano attraversato la linea mediana – la stessa che in passato fungeva da barriera non ufficiale tra l’isola e la Cina, ma che ora gli aerei cinesi sorvolano regolarmente – insieme, sorpresa, ad un pallone aerostatico.

Da quanto emerso, il pallone, cinese, è stato individuato a 101 miglia nautiche (187 chilometri) a sud-ovest della città settentrionale di Keelung, nel nord di Taiwan. Ha quindi viaggiato verso est per circa un’ora, attraversando lo Stretto di Taiwan, prima di scomparire nel nulla.

Al netto delle successive spiegazioni delle autorità taiwanesi, il potenziale utilizzo da parte della Cina di presunti palloni aerostatici a scopo di spionaggio è diventato un problema globale lo scorso febbraio, quando gli Stati Uniti hanno abbattuto quello che hanno definito “un pallone di sorveglianza cinese” ma che secondo la Cina non era altro che “un velivolo civile” finito accidentalmente fuori rotta.

L’elicottero rubato

Nel frattempo, e qui arriviamo al secondo episodio controverso, l’ufficio della procura dell’Alta corte di Taiwan ha fatto sapere che le forze armate della Cina avrebbero corrotto un militare taiwanese affinché dirottasse un elicottero da trasporto di fabbricazione statunitense su una portaerei dell’Esercito popolare di liberazione (Epl).

Al militare, identificato come Hsieh, sarebbero stati offerti 15 milioni di dollari per far atterrare un elicottero Ch-47 Chinook sulla portaerei cinese, durante un’esercitazione in programma al largo di Taiwan. Gli ufficiali cinesi avrebbero inoltre assicurato al militare l’evacuazione della sua famiglia in Thailandia nell’eventualità di un conflitto nello Stretto. La defezione pianificata da Hsieh sarebbe saltata lo scorso agosto, in seguito ad una soffiata che ha portato al suo arresto.

Nel corso di un’audizione parlamentare tenuta ieri, il ministro della Difesa taiwanese si è detto “addolorato” dalla vicenda, precisando che le agenzie militari dell’isola hanno condotto un’indagine interna e “collaborato pienamente” all’inchiesta della magistratura. La presunta defezione è venuta alla luce pochi giorni fa, dopo che i legislatori hanno interrogato lo stesso ministro Chiu nel corso di un incontro sulla mancanza di sicurezza all’interno delle forze armate taiwanesi, nonché sulle misure che il ministero avrebbe dovuto adottare in risposta. Ma il caso di Hsieh è emerso anche una settimana dopo che i pubblici ministeri taiwanesi avevano incriminato, lo scorso 27 novembre, un gruppo di ufficiali, attivi e in pensione, con l’accusa di spionaggio a favore di Pechino.