Palloni aerostatici, auto e leggi: la guerra invisibile tra Usa e Cina

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Un anno fa gli Stati Uniti hanno trattenuto il fiato con lo sguardo rivolto verso il cielo, monitorando, passo dopo passo, gli spostamenti di un misterioso pallone aerostatico comparso nello spazio aereo Usa. Entrato dal Michigan e abbattuto al largo della costa della Carolina del Sud, sopra le acque dell’Oceano Atlantico, per otto giorni l’ospite indesiderato ha viaggiato nel cuore del Paese, transitando anche nei pressi di zone sensibili e nelle vicinanze di basi militari.

Gli allarmi sono fin da subito risuonati forti e chiari, anche perché quell’oggetto volante era cinese ed è stato definito dall’amministrazione Biden un “pallone spia cinese“. Diversa la versione di Pechino, secondo cui il velivolo abbattuto dagli Usa non sarebbe stato nient’altro che un semplice dirigibile appartenente ad un’azienda privata cinese, impiegato dalla stessa società per effettuare rilevazioni meteorologiche, e finito nello spazio aereo statunitense a causa di avverse condizioni meteo.

Quattro mesi più tardi, nel giugno 2023, il Wall Street Journal ha scritto che quel pallone aerostatico sarebbe stato in realtà carico di attrezzature (di fabbricazione americana) che lo avrebbero aiutato a raccogliere foto, video e altre informazioni. Buco nero sui mandanti e materiale recuperato, anche se il primo indiziato è stato ovviamente il governo cinese.

In ogni caso, nel gennaio 2024 nuovi palloni aerostatici cinesi si sono materializzati a Taiwan in concomitanza con le elezioni presidenziali che si sarebbero presto svolte sull’isola. Ancora adesso, di tanto in tanto, il ministero della Difesa di Taipei comunica l’avvistamento dei suddetti bizzarri oggetti volanti. Ebbene, questi stessi palloni sono tornati, contro ogni pronostico, a preoccupare anche gli Stati Uniti, ormai impegnati in una guerra invisibile e senza esclusioni di colpi con la Cina. Una guerra silenziosa, volta a spiare l’avversario con ogni mezzo possibile e immaginabile, al fine di ottenere vantaggi o informazioni critiche.

Il ritorno dei palloni aerostatici cinesi

Dicevamo del ritorno dei palloni aerostatici cinesi. Nel febbraio 2024 il Comando di Difesa aerospaziale nordamericano (NORAD) ha comunicato l’avvistamento di un piccolo pallone non minaccioso intento a volare sopra le montagne degli Stati Uniti occidentali. L’ospite indesiderato è stato intercettato da un caccia nei cieli dello Utah.

Pur tenendolo sotto stretto controllo, i militari hanno spiegato che “non era manovrabile”, non rappresentava una minaccia per la sicurezza nazionale e non era neppure stato inviato da un Paese nemico. Il NORAD, un comando militare congiunto incaricato di difendere lo spazio aereo di Stati Uniti e Canada, non ha però riferito da dove provenisse il pallone né perché stesse volando sopra lo Utah e il Colorado.

In attesa di saperne di più, ricordiamo che a detta del Pentagono il pallone cinese abbattuto l’anno scorso faceva parte di un programma di sorveglianza globale che Pechino starebbe portando avanti da diversi anni.

Usa e Cina alle prese con lo spionaggio

Lo spionaggio tra Usa e Cina si muove su più binari, in uno spinoso reticolato di accuse incrociate non sempre verificabili. L’amministrazione Biden, ad esempio, sta indagando sui rischi della tecnologia straniera installata nelle auto americane. In particolare, gli Stati Uniti temono che la Cina possa utilizzare le sue auto per spiare i cittadini statunitensi, e che il Paese guidato da Xi Jinping possa persino disattivare a distanza le funzioni dei veicoli o di altre infrastrutture strategiche (come le gru portuali, non a caso in procinto di essere sostituite da prodotti made in Usa).

“Queste auto sono collegate ai nostri telefoni, ai sistemi di navigazione, alle infrastrutture critiche e alle aziende che le hanno realizzate”, ha affermato Joe Biden nella sua dichiarazione. “I veicoli connessi provenienti dalla Cina potrebbero raccogliere dati sensibili sui nostri cittadini e sulla nostra infrastruttura e rispedirli alla Repubblica popolare cinese”, ha aggiunto.

Oltre la Muraglia, invece, i legislatori cinesi hanno esteso la legge sui segreti di Stato per la prima volta dal 2010, ampliando la portata delle informazioni sensibili riservate ai “segreti di lavoro”, ovvero temi che non rientrano nella nozione di segreto di Stato ma che possono incidere, in caso di fuga di notizie, sulla sicurezza nazionale della Cina.

I segreti di Stato attualmente riguardano ambiti che vanno dal processo decisionale del governo e del Partito Comunista alle attività militari e diplomatiche, oltre a dossier inerenti allo sviluppo economico, alla scienza e alla tecnologia. L’aggiornamento della legge sul segreto di Stato, in vigore dal primo maggio, imporrà alle agenzie governative e alle unità lavorative di proteggere le informazioni “che non sono segreti di stato ma che causerebbero determinati effetti negativi se divulgate”, ha affermato l’agenzia cinese Xinhua.

La recente mossa del Dragone si va ad aggiungere all’aggiornamento della temutissma legge sull’anti spionaggio. In particolare, la disposizione rinnovata mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi dello spionaggio, richiedendo, tra le altre cose, a tutti i cittadini e alle organizzazioni di sostenere e assistere il “lavoro di controspionaggio” del governo (art. 8) e stabilendo che tutte le organizzazioni nel Paese debbano assumersi la responsabilità principale per la loro parte nel “lavoro di controspionaggio” (art. 12, cpv. 1). La variabile dello spionaggio è dunque sempre più centrale nel braccio di ferro in corso tra Usa e Cina.