Ci sono idee che non muoiono. Sono sogni o incubi, a seconda dei punti di vista, che tornano ciclicamente. E uno di questi, in Spagna, sono gli indipendentisti baschi. Messa in pausa per anni l’idea della secessione, specialmente con gli accordi di governo fra il Partito nazionalista e i veri governi succedutisi a Madrid, ora i baschi ci ripensano. Forse per ottenere nuovi poteri da parte del governo di Pedro Sanchez. Ma¬† intanto, il piano per un nuovo Statuto di autonomia, il cosiddetto Plan Ibarretxe, torna a farsi vivo.

Le mosse del governo basco

I√Īigo Urkullu¬†, lehendakari in carica (ossia il presidente della Comunit√† autonoma dei Paesi Baschi), aveva gi√† avvertito Sanchez a giugno, quando i due leader si incontrarono a Madrid. Il vertice della Moncloa non era stato foriero di grandi notizie per lo Stato centrale. Urkullu aveva chiesto maggiori poteri e Sanchez glieli aveva concessi, soprattutto per il regime delle carceri, tema molto carro agli indipendentisti baschi per la detenzione dei terroristi dell’Eta. Inoltre, nell’accordo c’erano gi√† i sentori che nella nuova proposta di statuto autonomo dei Paesi Baschi si sarebbe parlato di “nazionalit√†” in riferimento all’identit√† di Euskadi.

Ma il leader basco aveva anche lanciato un avvertimento al premier socialista: il governo di Vitoria-Gasteiz si era detto pronto a compiere passi in avanti verso l’autodeterminazione, tanto che aveva detto al leader socialista di pensare a una Spagna plurinazionale con un nuovo modello costituzionale fondato su una federazione.

Il tempo √® passato. Ma le idee dei baschi no. E adesso tornano, come una nuova scure pronta ad abbattersi sul gi√† fragile governo formato da Psoe, Podemos e movimenti autonomisti. Come annunciato da El Confidencial Digital, che ha ottenuto per primo la bozza dell’accordo tra il Partito nazionalista basco (Pnv) e gli indipendentisti di Bildu, da Vitoria √® arrivata la prima bozza del cosiddetto Plan Ibarretxe 2.

E adesso a Madrid √® gi√† risuonata l’allarme. E per diversi motivi.¬†Il testo infatti non solo ricorda quello presentato dodici anni fa al parlamento spagnolo e bocciato proprio dai socialisti e dai popolari. Ma addirittura sembra una versione ancora pi√Ļ raffinata ed estesa. E molti temono che i baschi abbiano fatto cadere lo Stato centrale in una trappola.

Cosa prevede il “Plan Ibarretxe 2”

Innanzitutto il testo prevede per la prima volta il riferimento esplicito dalla “nazionalit√† basca”. Non √® pi√Ļ un popolo, ma una nazione. E questo era gi√† stato anticipato dal governo Urkullu a quello centrale. La questione non √® puramente di forma. Perch√© in questi casi la forma √® sostanza. E dire che esiste una nazione basca implica che sia altro rispetto a quella spagnola. Le stesse idee che hanno condotto i secessionisti della Catalogna al referendum del primo ottobre 2017.

Ma ci sono altri articoli particolarmente interessanti che meritano un approfondimento. Uno, per esempio, √® l’articolo 5. In questa norma si prevede infatti¬†che sia possibile da parte¬†del governo locale¬†promuovere “referendum e consultazioni” sui rapporti fra Euskadi e Stato spagnolo. Una disposizione molto importante, perch√© di fatto afferma la volont√† dei baschi di giungere, almeno potenzialmente, a una consultazione popolare sull’indipendenza. Anche questa √® parte dei rapporti fra Spagna e Paesi Baschi.

L’articolo 7 del futuro Statuto propone invece un ventaglio di nuovi nomi per indicare i Paesi Baschi. Pais Vasco non piace pi√Ļ: troppo generico. Gli autonomisti vogliono che si giunga a una denominazione politica che dichiari con pi√Ļ forza l’idea di Euskadi di essere uno Stato.

Nello specifico, spiega la testata spagnola, i nomi contenuti nella bozza sono: “Comunit√† dello Stato basco; Comunit√† di carattere nazionale; Comunit√† regionale basca (in riferimento ai diritti storici e ai Fueros¬†cui su ispira¬†la proposta); Comunit√† nazionale basca (per evidenziare l’identit√† nazionale dei baschi); Stato autonomo basco (definizione utilizzata nel progetto di statuto del 1931); e lo Stato forale basco (combina il concetto di Stato con la particolarit√† storica dei Fueros che ora vuole essere attualizzata)”.

Ma quello che inquieta Madrid √® anche l’articolo 8 del progetto di Statuto, definito¬†“Vincolo con lo Stato spagnolo”,¬†si parla di un “nuovo modello di rapporto con lo Stato, bilaterale, uguale, paritario, di rispetto e riconoscimento reciproco e di nessuna subordinazione, e per questo motivo¬†si legher√†¬†un efficace sistema di relazioni bilaterali e incorporer√† un sistema efficace di garanzie che protegger√† l’autogoverno basco”.

Insomma, un’autonomia de facto. Per la prima volta, lo Statuto di una regione parla di rapporti con lo Stato centrale in termini di rapporti paritari con Madrid, senza alcun vincolo di subordinazione. Una scelta di rottura durissima, che adesso molti “unionisti” temono non possa essere respinta da un governo come quello di Sanchez.

Un’indipendenza cui si aggiunge l’ultima mossa dell’asse Pnv-Eh Bildu: l’autonomia del potere giudiziario dei Paesi Baschi. L’ordinamento giudiziario sar√† non solo indipendente dal resto dei poteri pubblici ma prevede che in futuro si doti anche di una Corte superiore di giustizia basca, con le autorit√† di Euskadi che avranno piena indipendenza nella nomina di magistrati, giudici e in materia di funzionari del fisco.

La trappola dei baschi

La bozza è stata presentata ai cinque partiti che sono rappresentati nel parlamento basco. Il Partito popolare sta facendo il possibile per fermare la proposta degli indipendentisti. Ma per farlo, servirebbe avere il sostegno dei socialisti. E né a livello nazionale, né a livello locale, il Partito socialista sembra intenzionato a mettersi totalmente di traverso.

La bozza del nuovo Statuto teorizzata da Urkullu va chiaramente in lincea contraria alla Costituzione spagnola. Ma qual è il rischio? Che la debolezza dei socialisti, unita al rischio di commettere gli stessi errori compiuti in Catalogna, porti a un nuovo fronte caldo nella già fragile tenuta dello Stato spagnolo.

Se il legislativo o l’ordinamento giudiziario bocceranno le richieste basche, come sembra possibile, si creer√† un’altra spaccatura che potrebbe portare tensione in una regione dove tutti sanno cosa pu√≤ accadere in caso di esplosione del secessionismo. E i ricordi dell’Eta, oggi scomparsa, non sono cos√¨ remoti.

A quel punto Madrid potrebbe provare la via del compromesso. Potrebbe chiedere al lehendakari di fermarsi. Ma a quel punto dovrebbe anche cedere su altri punti. Con il rischio che in ogni caso venga avvolta in una spirale di domanda e offerta senza via d’uscita. Fino a quando l’autonomia sar√† comunque obbligata.

Terza opzione, che l’esecutivo accetti. Ma siamo di fronte a un’ipotesi di difficile realizzazione. Nel migliore dei casi, le altre regioni potrebbero chiedere maggiore autonomia. Nel peggiore, dare il via una ripresa di tutti i movimenti secessionisti.

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