Una svolta che potrebbe incidere e non poco sul futuro della Tunisia: nella giornata di mercoledì, è stato rilasciato Nabil Karoui, magnate delle tv e soprattutto candidato alle presidenziali ed in corsa per il ballottaggio previsto domenica. Arrestato lo scorso 23 agosto con l’accusa di frode, la sua popolarità non è stata intaccata ed anzi il 15 settembre con il 15% dei voti è riuscito ad accedere al secondo turno delle presidenziali dove dovrà vedersela con Kais Said. Il tutto mentre il suo partito Qalb Tounes, fondato a giugno, è riuscito non solo ad entrare in parlamento ma anche a conquistare 38 seggi nelle legislative della scorsa domenica. Adesso Karoui potrebbe essere lanciato verso la definitiva consacrazione.

Il rilascio a poche ore dal ballottaggio

Tutti davano oramai per fuori dai giochi l’imprenditore di Biserta, città nel cui collegio peraltro è risultato ufficialmente essere stato eletto nelle ultime legislative. Karoui, proprietario di Nessma Tv e volto tra i più conosciuti della Tunisia, è stato arrestato a ridosso delle presidenziali e, per molti, questo voleva significare anche l’esclusione dal novero dei papabili nuovi presidenti. Al contrario, probabilmente l’arresto è stato visto da un disilluso ed arrabbiato elettorato tunisino come un tentativo di isolare politicamente Karoui. Ed è forse per questo che i tunisini hanno prima premiato lui, conferendogli la percentuale di voti necessaria ad entrare al secondo turno, e poi il suo partito.

Al momento dei risultati delle presidenziali però, si è posto il problema se consentire o meno all’imprenditore di partecipare a comizi e dibattiti. Fino ad oggi ogni ricorso per la scarcerazione è stato respinto. Mercoledì il colpo di scena: la Corte di Cassazione ha giudicato illegittimo il mancato rilascio di Karoui decretato poche ore prima dalla Corte d’Appello di Tunisi. Dunque, adesso il magnate delle tv potrebbe prendere parte ai comizi di chiusura della campagna elettorale in vista del ballottaggio di domenica. Ma non solo: al momento del rilascio, a Tunisi una gran folla si è radunata per accogliere fuori dal carcere Karoui, segno che la liberazione potrebbe dare lo slancio decisivo all’imprenditore per vincere il ballottaggio. L’impressione è che adesso, con entrambi i candidati perfettamente in lizza, le ultime ore di campagna elettorale potrebbero essere infuocate.

I risultati delle legislative

La liberazione dei Karoui ha mandato in secondo piano anche il risultato delle legislative, pubblicato proprio in questo mercoledì. Le elezioni tenute domenica, hanno consegnato al paese un parlamento profondamente frazionato, nessun partito è minimamente vicino alla soglia minima di 109 deputati per poter governare. La maggioranza relativa è andata comunque alla formazione filo islamica Ennahda, la quale ha ottenuto 52 seggi. A seguire, vi è il partito di Karoui con 38 deputati. Ruolo marginale nella prossima legislatura invece per la formazione Tahya Tounes, quella cioè del premier uscente Al Chaled, la quale ha ottenuto solo 14 seggi. Al terzo posto, si è piazzato con 22 parlamentari la formazione Corrente Democratica, 21 sono invece i seggi andati a Karama, un movimento nato appena due mesi fa e considerato ancora più islamista rispetto ad Ennahda. Poi, a seguire, ci sono i nostalgici di Ben Alì, raggruppati nella lista del Partito dei destoutiani liberi, i quali hanno piazzato 17 deputati nel nuovo parlamento. Sono stati invece 16 i seggi conquistati dal Movimento Popolare, coalizione di partiti di sinistra.

A seguire tanti altri partiti e candidati indipendenti, che ben rendono l’idea del livello di frammentazione del nuovo parlamento. Un contesto dunque dove, a prescindere dal risultato delle presidenziali, sarà molto dura dar vita ad un nuovo esecutivo. Intanto però, la Tunisia appare concentrata sul ballottaggio. Quest’ultimo potrebbe essere rinviato: Said, sfidante di Karoui, per garantire la par condicio ha deciso di non proseguire la campagna elettorale negli ultimi giorni. Ma la liberazione del rivale potrebbe cambiare gli scenari: come si legge su AgenziaNova, si fa strada l’ipotesi di un rinvio delle presidenziali per dar modo ad entrambi i candidati di fare i propri comizi ed eventualmente organizzare un dibattito televisivo.