SOGNI DI DIVENTARE FOTOREPORTER?
FALLO CON NOI

Che Viktor Orban sia stato da molti identificato come il nemico numero uno dell’Unione europea non è una notizia dell’ultim’ora. Nel corso degli anni, infatti, le posizioni di forte opposizione nei confronti delle decisioni comunitarie e soprattutto le sue continue chiusure verso quelle decisioni che non apparivano in linea con la visione di Fidezs hanno contribuito a peggiorare sempre di più i rapporti tra Budapest e Bruxelles.

Con le ultime decisioni politiche interne dell’Ungheria riguardanti i finanziamenti alle Ong e l’indipendenza della magistratura è forse arrivata però una definitiva rottura: non tanto sotto l’aspetto formale quanto più sotto il profilo ideologico. Orban, in questo modo, nella mente dei politici più prettamente europeisti è divenuto il vero nemico da combattere; se possibile, con tutti i mezzi a propria disposizione. E questo, in fondo, è proprio quello che sembrerebbe accadere proprio in questi giorni, anche in seguito alle accuse di abuso dei fondi europei che sono state mosse nei suoi confronti da parte della Ong anti-corruzione K-Monitor.

Le accuse per l’utilizzo dei fondi europei

Secondo quanto riportato dalla testata giornalistica francese Le Monde ed affermato da Sandor Lederer, dirigente della K-Monitor, nel corso degli ultimi anni molte persone politicamente vicine al primo ministro ungherese ed appartenenti alla sua famiglia si sarebbero arricchite fuori da ogni aspettativa. E in modo particolare, grazie soprattutto all’utilizzo dei fondi stanziati per l’Unione europea che sarebbe stati dunque utilizzati in modo primario per soddisfare le esigenze dell’entourage di Orban.

Esempio eclatante, secondo le accuse, sarebbe il boom che ha vissuto la piccola Felcsut, abitata da meno di duemila abitanti ma al tempo stesso paese di origini del primo ministro dell’Ungheria. Nel corso degli ultimi anni, infatti, sono stati attuati importanti progetti di sviluppo dell’area, partendo dalla costruzione di un importante stadio di calcio per arrivare sino alla costruzione di impianti turistici volti a promuovere sia all’interno che all’esterno dell’Ungheria l’immagine di Felcsut e della tradizione ungherese.

Quasi tutti progetti finanziati dall’Unione europea tramite i fondi destinati all’Ungheria, gli appalti sarebbero finiti – direttamente e indirettamente – nelle mani di alcuni familiari di Orban – in particolare, il padre ed il cognato – e di alcune sue strette conoscenze, come l’imprenditore Lorinc Meszaros. E soprattutto, nel corso degli ultimi anni proprio da questi appalti sarebbe derivata la loro fortuna, in uno scenario in cui l’Unione europea non è mai stata in grado di vigilare adeguatamente sull’utilizzo dei fondi destinati allo sviluppo dell’Ungheria.

In Europa c’è chi cerca la “”vendetta”?

Dopo il veto apposto da parte di Ungheria e Polonia sul Recovery Fund avvenuto negli scorsi giorni, è stato chiarificato come tra Bruxelles e blocco di Visegrad qualcosa di fosse ulteriormente incrinato, a ennesima conferma di come l’Europa stia attraversando una spaccatura senza precedenti. E in questo scenario, dunque, non è difficile immaginare come Orban si sia creato sempre più nemici nelle alte sfere di Bruxelles che non vedono l’ora di poter vedere la sua immagine crollare a picco non soltanto all’interno dei suoi confini nazionali ma anche tra i suoi sostenitori in giro per l’Europa. Tuttavia, le tempistiche dietro alle accuse che sono state mosse nei suoi confronti sono molto particolari: esse arrivano, infatti, nel momento di maggiore distanziamento tra le posizioni tenute da Budapest e quelle sostenute invece da Bruxelles, anche sotto il profilo economico.

Dopo le accuse di estremismo mosse nei confronti anche da parte di carature mondiale come George Soros soprattutto dopo la netta opposizione di Orban verso i finanziamenti alle Ong, adesso è dunque la volta degli attacchi diretti alla sua persona. Indipendentemente da come possa infatti finire la vicenda – sulla quale ancora nessuna indagine è stata istituita – è chiaro infatti come sia in atto un tentativo volto a mettere in cattiva luce l’immagine del premier ungherese, sempre più influente in Europa ma sempre più distante dall’Europa stessa. In uno scenario che, chiaramente, ha iniziato a dare fastidio a molti nelle alte sfere di Bruxelles  e che potrebbe dare il via ad una stagione segnata da delle nuove durissime accuse tra le parti, segnando una netta e più profonda spaccatura tra Bruxelles e Visegrad.