diventa reporter con NOI ENTRA NELL'ACADEMY

Non ci vuole un grande stratega per comprendere quali possano essere le conseguenze nel breve e nel medio periodo di questa escalation di tensione fra l’Occidente e la Russia. Siamo quasi arrivati al punto di non ritorno: l’espulsione dei diplomatici non è un atto di guerra, ma certamente non è un segnale che possa indurre il mondo all’ottimismo sul futuro delle relazioni fra Mosca e l’Ovest.

Neanche nei momenti più tesi della Guerra fredda si era arrivati a una tale quantità di funzionari espulsi dalle ambasciate russe in Occidente. E il fatto che buona parte dei Paesi del blocco euro-atlantico si siano accodati all’appello di Theresa May, dimostra che nella migliore delle ipotesi gli Stati abbiano una loro linea politica affine a Londra. Nella peggiore delle ipotesi, invece, è proprio l’assenza di una linea politica a far sì che questi governi preferiscano seguire le direttive di chi possiede (nel bene o nel male) una propria agenda.

Ma tutto ha un prezzo. E l’Europa sarà certamente la prima parte del mondo a risentirne, sia perché sotto l’ombrello protettivo della Nato a guida Usa, sia perché confinante con la Russia. Siamo terra di mezzo e farsi un nemico potente a oriente, con un alleato instabile a occidente, non è un segnale di lungimiranza politica.

Il gelo colpirà anche l’Iran

Secondo alcune fonti dell’intelligence israeliana, dietro il repentino cambio di passo dell’amministrazione americana sul fronte dei diplomatici russi ci sarebbe un accordo fra Stati Uniti e Regno Unito con altri Stati europei sul futuro dell’accordo nucleare iraniano. Donald Trump è circondato da falchi che quell’accordo lo vogliono stracciare, ma senza l’appoggio dell’Europa, rischia di rimanere isolato. La mossa di espellere 60 funzionari e chiudere un consolato è un gesto estremo, ma è probabilmente la prova che molti governi europei si aspettavano per dare l’ok sulla revisione del 5+1. 

Se gli Usa vorranno far saltare l’accordo sul nucleare siglato con l’Iran ai tempi di Barack Obama, il gelo calerà non solo su tutto il Medio Oriente, ma anche nei rapporti fra l’Iran e i Paesi che si impegnarono a firmare quell’accordo. E in questa fase, Teheran non potrà che consolidare l’asse già creata con Mosca e con Pechino per consolidare i legami politici ed economici. Se a Washington è l’era dei Mike Pompeo e di John Bolton – colui che scriveva, che “per disinnescare la bomba iraniana, bisogna bombardare l’Iran” – il Paese degli ayatollah avrà come superpotenze garanti la Russia e la Cina. E l’Oriente formerà un sistema di alleanze che escluderà l’Europa da rapporti economici e politici molto importanti.

La Cina di Xi Jinping guarda interessata

Nello scontro fra Russia e Occidente, la Cina guarda interessata. È chiaro che Vladimir Putin, come le porte dell’Europa chiuse, guarderà per forza a Pechino come interlocutore privilegiato. E si consoliderà quell’asse eurasiatico che obbligherà il Cremlino a spostare il baricentro della Russia a oriente. 

Del resto basta vedere le prime mosse di Pechino dopo il caso Skripal per comprendere perfettamente cosa significhino queste mosse bellicose. Xi Jinping in pochi giorni non solo si è congratulato con Putin per la vittoria alle lezioni, ma ha anche sostenuto la Russia nel difendersi dalle accuse di aver avvelenato l’ex agente russo e la figlia con il gas nervino, spendendosi successivamente in parole di elogio nei confronti di Mosca riparlando di “alleanza strategica” fra Cina e Russia.

I legami fra i due Stati sono diventati nel tempo molto forti. La partnership in ambito economico, politico e militare, si sta consolidando. E la Cina vede nella Russia un enorme mercato per le sue aziende e un territorio da cui attingere materie prime e idrocarburi per sostenere la sua crescita. Con l’avvento della guerra commerciale degli Stati Uniti contro la Cina e con la decisa virata anti russa di Washington e alleati, Cina e Russia si trovano unite da un nemico comune che le sta attaccando. E possono contare sull’Iran: potenza da non sottovalutare nello scacchiere mediorientale. Non è un caso se India e Israele abbiano scelto la via della diplomazia nei confronti di Mosca. Sanno cosa significa la nascita di questo asse asiatico.