Donald Trump torna a parlare dell’inchiesta condotta dal Procuratore John Durham sulle origini del Russiagate, che ha l’obiettivo di acclarare se la condotta delle agenzie governative nei confronti della Campagna di Trump alle elezioni presidenziali del 2016 sia stata lecita e appropriata e se c’è stato un effettivo tentativo di “sabotare” l’elezione del tycoon. Come riportano i media americani, martedì sera il Presidente Trump ha dichiarato che il Dipartimento di Giustizia ha scoperto prove “scioccanti” della cattiva condotta delle agenzie nelle indagini sul Russiagate, e si aspetta che tali prove vengano preso rese note. “Hanno usato l’apparato dell’intelligence del nostro Paese per spiare un avversario politico, sia prima, sia dopo le elezioni” ha spiegato Trump in un’intervista rilasciata a Fox News.

Trump: “Prove scioccanti, mi hanno spiato”

Trump ha dichiarato di non voler “essere troppo coinvolto” nell’indagine di Durham, ma si aspetta una conclusione “drammatica” dalle indagini degli investigatori. “Ho sentito che è incredibile quello che hanno trovato. Questo è tutto ciò che posso dire, scioccante. E spero che uscirà presto” ha affermato il presidente. Lo scorso ottobre, l’indagine preliminare del Dipartimento di Giustizia guidata dall’Attorney general William Barr e condotta dal Procuratore John Durham si è “evoluta” in un’indagine penale a tutti gli effetti. Questo significa che i dirigenti e gli ex funzionari dell’Fbi e del Dipartimento di Giustizia eventualmente coinvolti rischiano un’incriminazione. Significa anche che l’indagine preliminare condotta in questi mesi ha portato alla raccolta di prove significative. Durham, a seguito della conclusione delle indagini del procuratore speciale Robert Mueller che ha “sgonfiato” l’ipotesi della “collusione” fra lo staff di Trump e la Russia, è stato incaricato da William Barr di determinare se il Dipartimento di Giustizia, l’Fbi e le autorità dell’intelligence hanno agito in maniera impropria e “cospirato” contro Donald Trump nel 2016.

L’Italia potrebbe essere coinvolta nell’indagine degli investigatori americani. Secondo Fox News, infatti, l’indagine di Durham “si è estesa” sulla base “delle prove raccolte durante i viaggi a Roma con il procuratore generale William Barr”, ossia i due incontri con i vertici dei servizi segreti italiani risalenti al 15 agosto e 27 settembre 2019.  Secondo alcuni testimoni chiave, fra cui l’ex advisor della Campagna di Trump George Papadopulos, l’Italia è “il cuore della cospirazione”. Intervistato da InsideOver, Papadopoulos ha spiegato che l’Italia ha un ruolo centrale in questa incredibile spy story. Tant’è che, secondo l’ex advisor di Trump, ci sarebbe il docente maltese Joseph Mifsud al centro dei colloqui romani fra Barr, Durham e i vertici dei nostri servizi segreti.

Il Presidente Usa spiato dall’agosto 2016

I nuovi documenti da poco resi noti dimostrano come l’Fbi abbia “spiato” in maniera impropria l’allora candidato Donald Trump e la sua Campagna sin dall’agosto 2016. Al centro dei memo il briefing datato 17 agosto 2016 fra l’agente dell’Fbi Joseph Pientka, Donald Trump, il governatore del New Jersey Chris Christie e il Generale Michael T. Flynn. Il documento che riassume quell’incontro è stato approvato dall’ex ufficiale del bureau Peter Strzok e dall’ex legale dell’Fbi Kevin Clinesmith. Si tratta di briefing informali che i candidati alla presidenza normalmente fanno con le agenzie governative: in questo caso, però, Trump e la sua quadra non sapevano che l’Fbi aveva appena avviato un’indagine sulla sua Campagna e sulla presunta collusione con il Cremlino.

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