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A dicembre una prima svolta era arrivata dal ministro degli Esteri Annalena Baerbock, adesso l’orientamento tedesco sul Sahara Occidentale è stato confermato dallo stesso presidente federale, Frank-Walter Steinmeir. In una missiva inviata a Re Mohammed VI, il capo dello Stato tedesco ha dato ampio credito alla proposta marocchina sull’autonomia del Sahara Occidentale. Proprio come fatto il mese scorso dal rappresentante della diplomazia del nuovo governo di Olaf Scholz. La lettera indirizzata al sovrano marocchino contiene, tra le altre cose, anche l’auspicio di future collaborazioni tra Berlino e Rabat su svariati temi.

Confermata la svolta di Berlino sul Sahara Occidentale

Sembrano lontani i tempi in cui, subito dopo la svolta statunitense di riconoscere il Sahara Occidentale quale parte integrante del territorio sotto sovranità marocchina, l’ex cancelliere Angela Merkel chiedeva la convocazione del consiglio di sicurezza dell’Onu per verificare se la posizione Usa fosse in linea con il diritto internazionale. In tal modo Berlino esprimeva un’implicita condanna della scelta dell’allora amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. I rapporti con Rabat hanno quindi inevitabilmente subito un deciso raffreddamento. Con il cambio di governo, la Germania ha quasi subito variato posizione sia sul Sahara che nei rapporti con il Marocco nel loro complesso. Il nuovo ministro degli Esteri Annalena Baerbock ha inviato una lettera il 16 dicembre scorso al suo omologo marocchino Nasser Bourita nella quale si è dato ampio credito alla proposta sull’autonomia. Quest’ultima indica la linea ufficiale di Rabat sull’intricata questione del Sahara Occidentale. Presentata all’Onu nel 2007, prevede il riconoscimento ufficiale internazionale della sovranità marocchina sull’ex colonia spagnola, in cambio di un’ampia autonomia da accordare alla regione.

Se da un lato la proposta marocchina ha trovato oppositori nelle fila del governo algerino, primo alleato del Fronte indipendentista del Polisario, dall’altro in occidente negli ultimi anni ha riscosso un certo successo. Gli Usa per l’appunto hanno deciso di appoggiarla in toto. La svolta tedesca, nonostante non implichi un riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, va comunque in questa direzione. Dopo le dichiarazioni del ministro Barbock, nelle scorse ore si sono aggiunte quelle di Frank-Walter Steinmeir: “La Germania – si legge nella lettera inviata al Re Mohammed VI – considera il piano di autonomia presentato nel 2007 come uno sforzo serio e credibile da parte del Marocco e come una buona base per raggiungere un accordo su questo contenzioso regionale”. Da parte del capo dello Stato tedesco è arrivato anche un sostegno al processo delle Nazioni Unite “a favore – si legge ancora – di una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile per tutte le parti”.

Le possibili collaborazioni tra Germania e Marocco

La nuova posizione tedesca, conclamata anche dalle dichiarazioni del capo dello Stato, potrebbe essere preludio a una nuova più complessiva fase di intese tra Rabat e Berlino. Non a caso la lettera inviata da Steinmeir al sovrano marocchino ha toccato altri importanti argomenti: “La Germania – ha scritto il presidente federale – rende omaggio al grande contributo del vostro Paese alla stabilità e allo sviluppo sostenibile della regione, grazie all’impegno molto particolare del Marocco nella lotta al terrorismo internazionale, essenziale per il mio Paese (la Germania) e per la sua sicurezza”. Su quest’ultimo punto, Steinmeir ha voluto lanciare un plauso al modello marocchino di formazione degli imam, definito “un elemento promettente in grado di frenare l’estremismo”. Inoltre, sempre sul fronte della politica estera, da Berlino si è voluto sottolineare l’impegno del governo marocchino nel processo di pace in Libia, dossier su cui la Germania nel 2021 è risultata molto attiva.

“Stimo molto i Suoi approcci innovativi nella lotta ai cambiamenti climatici e nella transizione energetica – ha poi concluso Steinmeir – grazie allo sviluppo dinamico del Suo Paese, il Marocco è diventato un luogo di investimento importante per le aziende tedesche in Africa”.

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