Vince ma non convince, come era prevedibile, l’Unione Cristiano-Democratica, perdono nettamente i socialdemocratici partner di governo del cancelliere Friedrich Merz, vola l’ultradestra di Alternative fur Deutschland ai massimi storici nel territorio: le elezioni amministrative in Nordreno-Vestfalia, il più grande Land della Germania, sono state un importante termometro politico per la coalizione di governo e per le prospettive future del Paese.
In un voto il cui avvicinamento era stato commentato soprattutto per l’inaspettata moria di candidati, soprattutto di Afd, l’estrema destra di Alice Weidel è passata dal 5,1% del 2020 al 16,5% odierno, sorpassando i Verdi (calati dal 20 all’11,5%) come terzo partito. La Cdu è rimasta stabile al 34%, mentre la Spd è scesa dal 24,3 al 22,5%. Per entrambi i partiti si tratta del peggior risultato nel Lander dal 1949 ad oggi. Per fare un paragone, nel più grande Lander tedesco a lungo i due partiti sommati hanno sfiorato il 90% dei consensi complessivi, in un laboratorio politico del Paese, di cui rappresenta la base industriale e l’area più prospera assieme alla Baviera. Nel 2004 i voti dei due partiti erano al 75% (43,4-31,7% per la Cdu), oggi sono al 56%, nuovo minimo storico.
Il volo dell’Afd, che nell’Est del Paese supera ampiamente il 30%, rappresenta un risultato significativo nel territorio più ricco della Germania e nell’area dove si è costruita la prosperità e lo sviluppo della Repubblica Federale in tempi in cui la prosperità della “Locomotiva d’Europa” è incerta e si pensano politiche come quella del riarmo per garantire la riconversione industriale. “Le elezioni locali nel Land federale più popoloso sono le ultime elezioni importanti in Germania quest’anno”, nota lo Spiegel, aggiungendo che “il voto è stato visto come il primo test politico per valutare l’umore del governo di coalizione conservatore-rosso guidato dal Cancelliere Friedrich Merz (CDU) dopo le elezioni federali anticipate dello scorso febbraio. Il Nord Reno-Vestfalia ha più elettori di tutti gli altri Länder della Germania orientale messi insieme”, e dunque un 16,5% in una terra dove Afd era praticamente inesistente rafforza il ruolo di prima forza d’opposizione dei nazionalisti.
Insomma, Weidel e i suoi stanno acquisendo spazio nelle storiche roccaforti del popolarismo e della socialdemocrazia, laddove si è costruita la storica dialettica politica del Paese, nei territori al confine con la Francia in cui è nato e si è strutturato il confronto che ha portato al progetto europeo. Nei giorni in cui la Francia è reduce di grandi proteste di piazza contro carovita e austerità e il Regno Unito ribolle della rivolta nazionalista, una nuova affermazione di Afd e un nuovo calo delle forze di governo a un voto chiave in Germania mostra nuovi campanelli d’allarme nel Paese. Saprà Merz ascoltarli o la ricetta del “tutti insieme per il riarmo” come leva politica e economica sarà l’unica risposta possibile del potere di Berlino?