Sul tavolo trionfano dei profumatissimi giacinti azzurri, accanto vi sono molti oggetti, semi e spezie. Si notano in particolare uno specchio, una ciotola in cui nuota un pesciolino rosso, una candela accesa, una moneta, dei piccoli contenitori con dentro una mela, del somaq, lenticchie germogliate e aglio.La tavola è stata preparata per il Norooz, il capodanno persiano che ci celebra anche in Afghanistan, Azerbaijian, Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan, Turkmenistan, Albania, Turchia , nelle zone abitate dai curdi e  dai fedeli della religione Baha’i. Si festeggia tra il 19 e il 22 marzo, a seconda di quando cade l’equinozio di primavera.Questa festa, che segna la fine dell’inverno e la rinascita della vita grazie alla primavera, era un’antica festa zoroastriana che poi è stata accettata dai nuovi dominatori islamici. In Iran, segna la data di inizio del calendario, che pure viene calcolato non più secondo la tradizione zoroastriana, ma seguendo quella islamica.In ambito zoroastriano la festa viene fatta risalire a quindici mila anni fa quando la festività nacque per volere del re Yima. La storiografia tramanda anche di grandi festeggiamenti per il Norooz sotto il regno di Dario il Grande a Persepoli, quando il sole cadde esattamente al centro dell’osservatorio  astronomico del palazzo. Evento previsto dagli astronomi di corte e che fu visto di buon auspicio per il futuro del regno.La festività è stata assimilata da tutti i popoli che un tempo fecero parte dell’Impero Persiano e assorbita in epoca islamica. Uno dei riti più suggestivi, che ancora viene praticato in Iran, è il salto del fuoco l’ultimo mercoledì dell’anno. Il Chaharashanbe Suri, la festa del fuoco, costituisce una festa allegorica della luce, non dissimile da quelle che si trovano anche nelle campagne italiane, per esempio a Pitigliano. Nella cultura persiana racconta la sconfitta delle tenebre da parte della luce, tradizione che richiama il dualismo Mazdeo. Durante questa serata si accendono dei fuochi per strada e si salta sopra per scalcarlo, cantando: “Zardi te man az to, sorkhiye to az man“, letteralmente “il colore giallo a te, il tuo colore rosso a me”, che simbolicamente significa la mia debolezza a te, la tua forza a me.Secondo alcune tradizioni, durante questa notte, gli spiriti delle persone morte possono tornare a fare visita ai propri discendenti.Durante il Norooz è tradizione preparare una tavola su cui mettere sopra sette oggetti che iniziano con la s in persiano, germogli d lenticchie o grano, impasto d’orzo, frutti secchi di oleastro, aglio, mele, somaq e aceto. Il sette è un numero sacro e simboleggia i sette arcangeli che aiutarono Zoroastro a fondare la sua religione. La tavola viene imbandita anche con giacinti, specchi e altri oggetti. Questo rito porta fortuna e prosperità agli abitanti della casa.Il Norooz è considerato sacro, sia dai turchi, che dai curdi che lo vedono come la loro festività nazionale. Questo spesso crea in Turchia tensioni , durante la festività, tra il governo e la comunità curda. Il capodanno persiano segna l’inizio del nuovo anno anche nel culto Baha’i, religione di origine iranica, che conta più di 5 milioni di fedeli, nata nel 19 secolo e diffusa soprattuto in Iran, Stati Uniti, Europa, Israele, Australia e India.

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