Skip to content
Politica

No, il Vietnam non si sta preparando a una “guerra contro gli Usa”

Sta facendo discutere un presunto documento segreto sul rischio di guerra Usa-Vietnam. Ecco che cosa sappiamo (e non sappiamo).

L’Associated Press ha scritto un articolo nel quale racconta di come il Vietnam si starebbe preparando a una seconda “guerra di aggressione statunitense“. La ricostruzione della nota agenzia di stampa con sede a New York si basa tutta sulla lettura di un fantomatico documento riservato. Un documento, a uso interno del Partito Comunista del Vietnam (Pcv), che dimostrerebbe come Hanoi starebbe prendendo provvedimenti in vista di un eventuale secondo conflitto contro gli Stati Uniti d’America, e considerando gli Usa una “potenza belligerante”. È davvero così? Non proprio. Ci sono diversi punti che non tornano.

La fonte utilizzata dall’Associated Press è stata, a quanto pare, recuperata da The 88 Project, un’organizzazione non governativa statunitense focalizzata sulle violazioni dei diritti umani in Vietnam. Attenzione però, perché The 88 Project è una ong abbastanza “di parte” e comunque ostile all’attuale leadership vietnamita.

È stata infatti istituita presso la Facoltà di Giurisprudenza di Chicago, prende il nome dall’articolo 88 del Codice penale vietnamita e lo scopo della sua creazione è quello di chiedere l’abolizione del reato di “propaganda contro lo Stato della Repubblica Socialista del Vietnam”.

Se avete letto report, documenti, relazioni o petizioni riguardanti prigionieri politici vietnamiti o attivisti perseguitati dal Pcv, c’è un’altissima probabilità che quel materiale provenga da The Project 88. E che sia stato messo in circolazione per generare nella testa dei lettori l’idea che in Vietnam ci sia un elevatissimo rischio di persecuzione.

Hanoi, Vietnam

Il Vietnam, gli Usa e il “documento riservato

Tornando alla notizia principale, e secondo fonti vietnamite interpellate da InsideOver, permangono diversi dubbi in merito all’autenticità del documento riservato trapelato, in primis a causa di vari errori ortografici contenenti nello stesso.

Potrebbe però, e questa è un’ipotesi più che plausibile, essere un report non ufficiale. Resta però in piedi anche un’altra opzione: ossia che si tratti di un file classificato e fornito a The 88 Project da qualche “traditore”, con la chiara intenzione di indebolire Hanoi in un momento molto particolare.

Già, perché l’economia del Vietnam continua a crescere, il Pcv ha appena concluso un importante congresso per stabilire le prossime figure chiave del Partito e dello Stato (oltre ai nuovi, ambiziosi, obiettivi da raggiungere) e To Lam, il leader della nazione, continua a praticare un multipolarismo che sta presumibilmente iniziando a infastidire qualcuno (ne abbiamo parlato qui).

Certo, qualora si trattasse di un documento autentico, non ci sarebbe comunque ragione di essere stupiti. Il motivo è semplice: pressoché in tutti i Paesi del mondo, il settore della Difesa è solito realizzare scenari di preparazione in vista di varie ed eventuali situazioni critiche.

Nel caso del Vietnam, i Paesi con il più elevato potenziale di lanciare un’invasione coincidono con Cina, Stati Uniti e Cambogia. Si tratta tuttavia di un worst case scenarios, un po’ come quelli tratteggiati da Bruxelles in merito a una poco probabile invasione russa in Finlandia, in Polonia o negli Stati baltici.

Hanoi nel mirino

Ma cosa c’è scritto nel documento trapelato? La versione rilanciata dai media si intitola “il secondo piano di invasione degli Stati Uniti” e sarebbe stato completato dal ministero della Difesa nell’agosto 2024.

Al suo interno si legge che, nel perseguire “l’obiettivo di rafforzare la deterrenza contro la Cina, gli Stati Uniti e i loro alleati sono pronti ad applicare forme non convenzionali di guerra e intervento militare, e persino a condurre invasioni su larga scala contro Paesi e territori che deviano dalla sua orbita”. Niente di nuovo sotto al sole, e niente che non sia già stato ipotizzato da numerosi analisti.

Nel file si fa presente che “attualmente il rischio di una guerra contro il Vietnam è scarso”, ma i pianificatori vietnamiti aggiungono che “data la natura bellicosa degli Stati Uniti, dobbiamo essere vigili per impedire agli Stati Uniti e ai loro alleati di creare un pretesto per lanciare un’invasione del nostro Paese”. In tutto questo è bene ricordare che Hanoi ha elevato le sue relazioni con Washington al massimo livello diplomatico, al pari con Russia e Cina per intendersi.

Ci sono altri quattro aspetti di questa vicenda da evidenziare. Intanto, The 88 Project sarebbe legata a Voice, un’organizzazione satellite di Viet Tan, un movimento politico vietnamita di opposizione fondato negli Usa da vietnamiti all’estero.

Viet Tan, che in patria è considerata alla stregua di un’organizzazione terroristica e sovversiva, promuove la “democrazia pluralista” e “riforme politiche” in Vietnam, nonché la fine del sistema a partito unico. Tradotto: vuole rovesciare lo status quo di Hanoi.

Il secondo punto da attenzionare riguarda il tempismo di tutta questa vicenda: poco dopo il Congresso, e cioè nel momento in cui il Pcv si è organizzato attorno a To Lam per spiccare il volo.

Last but not least, con un eccesso di wishful thinking i diplomatici occidentali tendono a considerare il Vietnam molto più preoccupato da una possibile aggressione cinese che non da un’invasione statunitense.

Hanoi sta crescendo in fretta, mantiene buone relazioni con Pechino, Mosca e Washington e, soprattutto, non intende agganciarsi ad alcuna alleanza geopolitica. Ecco perché forse è finita nel mirino.

Vietnam

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.