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Nikki Haley, rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite dal 27 gennaio 2017 al dicembre 2018 ed ex Governatore della Carolina del Sud, sta preparando il terreno in vista di una sua possibile candidatura alle elezioni presidenziali del 2024. Dipinta spesso come una trumpiana di ferro, in realtà Nikky Haley è una repubblicana neoconservatrice che non ha mai amato i riferimenti culturali “jacksoniani” dell’ex Presidente Donald Trump e si presenta come un “falco” in politica estera più che come una “colomba”. Non a caso Nimrata “Nikki” Randhawa, coniugata Haley, prima governatrice della Carolina del Sud, e secondo indo-americano, dopo il repubblicano Bobby Jindal, a essere governatore negli Stati Uniti, ha da poco preso le distanze da Donald Trump e si prepara a sfidare i fedelissimi del tycoon nel Gop nella corsa alla successione (sempre che lo stesso Trump non decida di ricandidarsi nel 2024, dopo essere stato assolto nel secondo processo di impeachment a suo carico).

“Trump ci ha deluso”

“Dobbiamo riconoscere che ci ha deluso”, ha dichiarato Haley alla rivista Politico commentando l’assalto dei sostenitori di Trump al Campidoglio del 6 gennaio scorso. “Ha intrapreso una strada che non avrebbe dovuto intraprendere, non avremmo dovuto seguirlo né ascoltarlo. E non possiamo lasciare che ciò accada di nuovo”. L’ex ambasciatrice Onu ha poi dichiarato di non aver affatto apprezzato gli attacchi di The Donald contro l’ex vicepresidente Mike Pence, dopo che quest’ultimo si era rifiutato di interferire nel processo di certificazione del voto. Smarcandosi da Trump, Haley si appella così a repubblicani “moderati” e neoconservatori. “Le osservazioni di Nikki Haley sono significative perché è una candidata estremamente credibile per il 2024. Ho sempre visto Haley come una candidata che ha un ampio appeal all’interno del Partito repubblicano, a causa del suo passato come governatrice della Carolina del Sud e come ambasciatrice presso le [Nazioni Unite ] sotto Trump. Ha anche un notevole appeal presso moderati e liberali”, spiega a The National Interest Stephen Ansolabehere, professore all’Università di Harvard.

“Le sue osservazioni su Trump – prosegue – segnalano una rottura con l’ala del Partito repubblicano fedele a Trump. Credo che stia difendendo la sua posizione all’interno del Partito Repubblicano come candidata della base repubblicana tradizionale. Josh Hawley, Ted Cruz e altri sembrano sostenere le loro posizioni guardando a Trump” sottolinea Ansolabehere.

Gli sponsor: c’è anche Paul Singer

Da tempo l’ala liberale e neocon del partito punta su di lei. Come riportato da InsideOver nel febbraio 2019, Nikki Haley gode di importantissimi sponsor come Paul Singer. Il magnate fondatore di Elliott è stato uno dei grandi promotori del “Never Trump”, il movimento nato in seno al partito per impedire che The Donald ottenesse la nomination. Singer condivide al 100% le idee di Haley: falco neocon in politica estera, è a favore del Laissez-faire in economia e della deregulation totale del mercato. Secondo il commentatore neoconservatore Bill Kristol l’ex ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite avrebbe potuto essere la candidata perfetta del partito repubblicano alle ultime elezioni presidenziali. Per questo nel 2024 potrebbe tranquillamente ambire a guidare il Gop, magari contro un’altra donna, l’attuale vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris.