La New Development Bank (Ndb), la banca multilaterale istituita dai Paesi Brics, non ha intenzione di prendere in considerazione nuovi progetti in Russia, intendendo operare in linea con le restrizioni e le sanzione imposte nei mercati finanziari e dei capitali. Dilma Rousseff, ex presidente brasiliana e attuale titolare della Nuova banca di sviluppo, ha scritto su Twitter che qualsiasi speculazione riguardante la discussione di nuove operazioni dell’istituto bancario sul territorio della Federazione russa era “infondata”.

La stessa Rousseff ha tuttavia incontrato il leader russo, Vladimir Putin, a San Pietroburgo, cogliendo l’occasione per mettere in discussione l’egemonia del dollaro nelle transazioni internazionali. L’incontro è avvenuto durante il viaggio di Rousseff per partecipare al vertice fra le autorità della Russia e i Paesi africani.

Nel colloquio con l’ospite del Cremlino, Rousseff ha difeso le prospettive delle transazioni in valute locali, come lo yuan, fra Paesi emergenti, una possibilità prospettata anche dal presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. A differenza di quanto si possa pensare, dunque, la Ndb non ha “scaricato” la Russia, come ipotizzato da alcuni commentatori, limitandosi semplicemente ad evitare problemi con il blocco occidentale.

La mossa dei Brics

Secondo Bbc News Brasil, il principale legame che unisce il Cremlino agli altri membri Brics è di natura economica: isolato dallo scoppio della guerra in Ucraina, il governo russo si è affidato a Cina e India per mitigare gli effetti delle forti sanzioni economiche imposte da Europa occidentale e dagli Stati Uniti.

Inoltre, Putin vede nei Brics una buona opportunità per provare a diffondere la sua narrazione sul conflitto in corso e trovare nuovi partner. “Considerando l’attuale situazione instabile della Russia, che è isolata e ha bisogno di alleati, i Brics diventano più importanti”, ha spiegato Junuguru Srinivas, professore alla Woxsen University.

Dato che Mosca non è in grado di ricevere aiuti diretti a causa delle sanzioni e delle pressioni della comunità internazionale, il Cremlino ha bisogno di partner disposti a fare affari. L’unica fonte delle risorse finanziarie di Putin coincide con la vendita di energia, mentre i Paesi estremamente dipendenti dall’energia russa sono oggi Cina e India.

L’incontro tra Rousseff e Putin

Tornando all’incontro tra Rousseff e Putin, dal faccia a faccia sono emersi alcuni spunti interessanti. “Non c’è alcuna giustificazione – ha detto l’ex leader del Brasile – per i Paesi in via di sviluppo di non poter stabilire scambi in valuta locale tra di loro, visto fra l’altro che la nostra strategia per il periodo 2022-2026 prevede che il 30% dei nostri finanziamenti debba essere in valuta locale”.

D’altra parte, come detto, Rousseff ha chiarito che la banca Brics non ha intenzione di salvare la Russia, che è soggetta a sanzioni internazionali a causa della sua invasione dell’Ucraina. “La Nuova Banca di sviluppo – ha concluso – non sta prendendo in considerazione nuovi progetti in Russia e opera nel rispetto delle restrizioni applicabili nei mercati internazionali”.