Mentre in alcuni stati americani come Georgia e Alabama si allarga il fronte “anti aborto”, nella progressista New York il vento dei diritti civili spinge nella direzione opposta. Il consiglio comunale cittadino ha infatti votato in favore dell’assegnazione di 250mila dollari a favore del New York Abortion Access Fund: un’organizzazione che offre aiuto e assistenza finanziaria a coloro che non sono in grado di pagare per un aborto e che non solo vivono nello Stato di New York, ma anche vi si trovino semplicemente in transito. Uno stanziamento di denaro che fa della liberal New York la prima città del Paese a designare denaro specificamente per gli aborti.
Si tratta di una cifra tutto sommato esigua e soprattutto simbolica, che probabilmente aiuterà appena 500 persone non assicurate ad avere un aborto legale, ma che politicamente ha un significato molto importante e che si contrappone agli stati conservatori come la già citata Alabama, che ha promosso una legge anti aborto durissima, che impedisce l’interruzione di gravidanza anche per i casi di incesto e stupro e la permette solo in caso di rischio per la salute della gestante, e punisce duramente (fino a 99 anni di carcere) i medici sorpresi in flagrante a praticare aborti irregolari.
New York stanzia fondi per favorire l’aborto
Secondo il New York Times, il denaro non andrà necessariamente a Planned Parenthood, che già riceve finanziamenti pubblici e fornisce una miriade di altri servizi, ma piuttosto a coprire il costo dell’aborto per chi non ha un’assicurazione. Nella delibera votata dal consiglio comunale infatti si legge: “L’Abortion Access Fund garantisce il pagamento destinato a cliniche per conto di donne che non sono in grado di pagare gli aborti e che non sono coperte da assicurazione o Medicaid. Circa un terzo del fondo va alle donne che arrivano a New York per abortire”.
Le persone non assicurate che vengono ad abortire a New York City possono contattare l’Abortion Access Fund, che dà loro una risposta entro un periodo di 24 ore e, in alcuni casi, fornisce i recapiti ai gruppi che coprono anche i costi di trasporto. Il Nyt sottolinea che nel 2018 l’Abortion Access Fund ha aiutato 600 donne ad abortire. Carlina Rivera, consigliere comunale e presidente del Council’s Women’s Caucus, ha dichiarato che questa delibera ha reso New York un luogo più sicuro per coloro che cercano di porre fine alle gravidanze. Un provvedimento che ha reso la metropoli americana “il faro per il resto del Paese”. Chiarissimo il messaggio politico.
L’Abortion Access Fund, che rappresenta un network presente su tutto il territorio nazionale americano, ha l’obiettivo di ricreare “un mondo in cui ogni decisione riproduttiva, incluso l’aborto, avvenga in fiorenti comunità sicure, pacifiche e accessibili. Immaginiamo un mondo in cui tutte le persone abbiano il potere e le risorse per prendersi cura dei propri corpi, affermare l’identità e la salute per se stessi e le loro famiglie, in tutti gli ambiti della loro vita”. L’aborto, “deve diventare una vera opzione, accessibile e senza pregiudizi”.
Tema da campagna elettorale
Che l’aborto stia diventando un tema portante della prossima campagna elettorale presidenziale, lo dimostra la strategia dell’ex vicepresidente Joe Biden, grande favorito dei democratici. Da 40 anni, l’emendamento Hyde vieta di utilizzare i soldi dei contribuenti per le interruzioni di gravidanza, eccetto che in caso di stupro, incesto o se la vita della madre è in pericolo.
Il senatore 76enne, un cattolico contrario all’aborto, grande favorito delle primarie dem e in testa a tutti i sondaggi, ha sempre sostenuto questa legge ma con la sua discesa in campo per le presidenziali del 2020 e la parallela offensiva in diversi Stati americani contro la legislazione pro-aborto, ha deciso di cambiare posizione. “I diritti delle donne e l’assistenza sanitaria sono sotto attacco in un modo che cerca di riportare indietro ogni progresso che abbiamo fatto negli ultimi 50 anni”, ha scritto su Twitter Biden. “Se io ritengo che l’assistenza sanitaria sia un diritto, e lo credo, non posso più sostenere un emendamento che rende questo diritto dipendente dal codice postale di qualcuno”. L’ex vice presidente, messo sotto pressione dai candidati dem più progressisti, ha sottolineato di non voler presentare scuse per il sostegno dato in passato, ma “le circostanze sono cambiate”.