Tra i più accaniti sponsor di un eventuale intervento militare occidentale contro la Siria, ancora tutto da valutare, c’è Israele, accusato da Damasco e Mosca di aver compiuto nella notte di lunedì un’incursione contro la base aerea siriana T-4 di Homs. Accusa che peraltro Tel-Aviv non ha né smentito né confermato. E mentre Stati Uniti e Francia prendono tempo, le parole del primo ministro Benjamin Netanyahu, pronunciate durante il discorso di apertura delle celebrazioni per commemorare le vittime dell’Olocausto in Israele, riportate da Haaretz, lasciano spazio a pochi dubbi sul fatto che Israele sia favorevole a un attacco militare contro Assad.
Putin frena Netanyahu
“Gli eventi degli ultimi giorni insegnano che tenere testa al male è una missione che spetta ad ogni generazione. Abbiamo visto i bimbi siriani massacrati da armi chimiche. I nostri cuori sono rimasti scioccati da quelle terribili immagini”. Dall’Olocausto, ha aggiunto il primo ministro, “ci giunge una grande lezione: il male omicida che non si affronta si diffonde rapidamente e gradualmente, minacciando tutta l’umanità”. Riferendosi alla situazione in Europa prima della seconda guerra mondiale e paragonandola al conflitto siriano, Netanyahu ha osservato che “i leader del mondo libero contrari alla guerra hanno permesso la conquista di tutta l’Europa” da parte della Germania nazista. “La loro riluttanza a pagare il prezzo per limitare quell’aggressione, ha portato l’umanità a pagarne le conseguenze”.
E mentre Netanyahu saliva sul palco, l’agenzia di stampa russa Tass diffondeva la notizia della telefonata tra intercorsa Putin e il primo ministro israeliano. Il leader russo ha avvertito la controparte “di astenersi da azioni che possano destabilizzare la situazione in Siria e di rispettarne la sovranità territoriale”. Dal canto suo Netanyahu ha replicato che Israele “non permetterà all’Iran di stabilirsi militarmente in Siria”, confermando quello che è il principale obiettivo strategico di Tel-Aviv.
Le dichiarazioni del consigliere di Assad e del presidente libanese
La Siria accusa Israele di soffiare sul fuoco della guerra. Buthaina Shaaban, consigliere del presidente siriano Bashar al-Assad, ha dichiarato alla tv libanese al-Maydeen che Damasco “non ha paura della guerra ed è pronta ad affrontarla, se accadrà” e che “le regole del gioco sono cambiate” in favore di Damasco. Shaaban ha accusato Israele di essere direttamente interessato a prolungare la guerra in Siria, ma che “una vittoria del governo siriano contro i ribelli cambierà la regione e il mondo” e Israele “sarà il più grande perdente”.
E sull’attacco israeliano alla base di Homs, in Siria, interviene anche il presidente libanese Michel Aoun. In una dichiarazione riportata da Presstv, il presidente del Libano afferma che la violazione dello spazio aereo da parte degli israeliani equivale ad un attacco alla sovranità nazionale del paese, sottolineando che Beirut presenterà una denuncia al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “Il Libano considera l’uso dello spazio aereo libanese da parte degli aerei israeliani un attacco alla nostra sovranità, e non accetteremo lo sfruttamento israeliano del nostro spazio aereo”, ha detto Aoun durante una riunione di gabinetto giovedì, mentre la tensione in Medio Oriente è alle stelle.



