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Politica

Netanyahu accusa Mamdani di “alimentare l’odio”e lancia la campagna per screditare il sindaco di New York

Netanyahu accusa il sindaco Mamdani di antisemitismo mentre la lobby israeliana avvia una campagna per delegittimare il sindaco di New York

Sale la tensione negli Usa in vista dell’arrivo del premier israeliano Benjamin Netanyahu che domani, martedì 28 luglio, dovrebbe incontrare il presidente Donald Trump alla Casa Bianca e partecipare al funerale del senatore Lindsey Graham. È previsto il ritorno in Israele giovedì. Netanyahu ha inoltre dichiarato di voler andare a New York in settembre per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sfidando il sindaco Zohran Mamdani (che lo ha definito non benvenuto e ha chiesto l’applicazione del mandato di arresto della Cpi) e il mandato stesso della Corte Penale Internazionale che pende su di lui.

Ed è proprio contro Mamdani che ora si scaglia Netanyahu, intervistato su Fox News dalla giornalista pro-Trump Maria Bartiromo, accusandolo di «alimentare l’odio» dopo che il primo cittadino della Grande Mela ha definito il premier un criminale di guerra e ha suggerito che dovrebbe essere arrestato se dovesse visitare la città a settembre. Netanyahu ha respinto le dichiarazioni del sindaco, sostenendo che rappresentano un tentativo di dividere i newyorkesi lungo linee religiose e ha messo in guardia sul fatto che la comunità ebraica della città si sente «molto a disagio. Lui dovrebbe essere il sindaco di tutti i newyorkesi – ebrei, cristiani, musulmani, tutti quanti», ha dichiarato il signor Netanyahu alla conduttrice Maria Bartiromo. «Ma sta cercando di mettere un gruppo contro l’altro».

Netanyahu ha anche espresso preoccupazione per il fatto che il sostegno politico un tempo incondizionato a Israele negli Stati Uniti si stia erodendo, in particolare per via dell’ascesa dei democratici “socialisti” incarnati proprio da Mamdani. Ha messo in guardia contro «l’aumento dell’antisemitismo negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali», osservando che a New York, città che ospita la seconda più grande popolazione ebraica del mondo, «gli ebrei si sentono molto a disagio».

Una campagna coordinata contro Mamdani

Le dichiarazioni di Netanyahu si inseriscono in un contesto più ampio. Solo pochi giorni prima, il conduttore radiofonico conservatore Sid Rosenberg, ospite di Fox & Friends Weekend, aveva definito Mamdani «terrorista» e «jihadista», aggiungendo: «Dobbiamo trovare un modo per cacciarlo via da qui». Le dichiarazioni sono state talmente estreme da indurre il conduttore del programma a prendere le distanze in diretta e la Fox a emettere le scuse.

Ancora più preoccupante, l’endorsement è arrivato da Harmeet Dhillon, una delle massime cariche del Dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Trump, che ha sostanzialmente avallato le parole di Rosenberg.

Il giornalista Max Blumenthal ha evidenziato come lo studio legale di Dhillon rappresenti Show Faith By Works, un’azienda californiana registrata come agente straniero per conto di Israele, che ha ricevuto 4,1 milioni di dollari dal Ministero degli Esteri israeliano per condurre una campagna di propaganda mirata ai cristiani evangelici attraverso il geofencing di chiese e college.

Le critiche all’Aipac

La campagna di delegittimazione affonda le radici nelle critiche che Mamdani ha mosso, non solo nei confronti del genocidio di Israele a Gaza ma anche all’indirizzo dell’American Israel Public Affairs Committee (Aipac), la più potente organizzazione della lobby filoisraeliana. Il 18 giugno, il sindaco aveva definito l’organizzazione «mostri» che muovono «milioni di dollari in denaro oscuro» per «preservare il loro potere e trasformarci gli uni contro gli altri».

Interrogato sulle sue dichiarazioni, Mamdani ha ribadito: «Quando parlo di Aipac, parlo di un’organizzazione che ha sostenuto lo status quo, che ha combattuto qualsiasi tentativo di portare sicurezza alle persone, non solo in Palestina ma in gran parte della regione. È uno status quo di immoralità».

Oltre 700 rabbini statunitensi hanno firmato una lettera aperta chiedendo le scuse di Mamdani, mentre il deputato Josh Gottheimer ha accusato il sindaco di «riciclare antisemitismo». Tuttavia, Mamdani ha ricevuto anche sostegno da figure progressiste e da organizzazioni ebraiche che condividono le sue critiche alla politica israeliana.

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