Via l’odiatissimo Donald Trump, sparite magicamente le disuguaglianze razziali negli Stati Uniti? Certo che no, anzi. Nella New York democratica e progressista governata da Bill de Blasio la somministrazione dei vaccini procede spedita, ma non per tutti. Come riporta il Wall Street Journal, quasi la metà dei residenti della Grande Mela che hanno ricevuto una dose di vaccino contro il Covid-19 sono bianchi, più del doppio di qualsiasi altra minoranza della città, secondo i dati diffusi domenica dai funzionari della sanità di New York City. Centinaia di migliaia di newyorkesi hanno ricevuto vaccinazioni da dicembre, con i bianchi che rappresentano il 48%. I neri hanno ricevuto l’11% delle dosi, mentre il 15% è andato agli asiatici e un altro 15% ai latini della città. Le disparità sono ancora più evidenti, sottolinea Business Insider, se si limita l’analisi ai residenti più anziani della città: solo il 9% dei circa 125.000 newyorkesi anziani già vaccinati è nero.
È vero che i dati sulla vaccinazione sono perlopiù incompleti: i funzionari non hanno informazioni precise su circa 263.000 persone che hanno ricevuto il vaccino, anche se questi primi dati dimostrano come le minoranze a New York siano svantaggiate. Il sindaco Bill de Blasio ha infatti ammesso che i dati evidenziano un “problema profondo” di iniquità razziale. “La disparità è molto evidente, deve essere affrontata con forza”, ha detto De Blasio in una conferenza stampa domenica.
Nella culla progressista i bianchi sono avvantaggiati
Come nota il New York Times, sin dai primi giorni della pandemia, i neri e i latini a New York City sono morti a causa del Covid-19 al doppio del tasso dei newyorkesi bianchi. Perché? È più probabile che queste popolazioni siano a maggior rischio di esposizione del virus a causa del loro lavoro che svolgono o perché vivono in alloggi affollati. Le comunità di afroamericani, latini e nativi americani hanno visto una quota maggiore di morti da Covid-19, anche fra i più giovani. In altre parole, sottolinea il quotidiano in un editoriale, è essenziale assicurarsi che le persone idonee in queste comunità vengano vaccinate. Eppure i newyorkesi neri e latini vengono vaccinati molto meno degli altri, esclusi da un sistema che ha dato un ampio vantaggio a bianchi e ricchi. E questo accade proprio nella culla progressista del Paese.
New York e le disuguaglianze sul vaccino
Lo Stato di New York finora ha offerto dosi di vaccino a persone di età pari o superiore a 65 anni, operatori sanitari e altri lavoratori, inclusi insegnanti, operatori dei trasporti di massa e vigili del fuoco. Con alcune eccezioni, come i lavoratori dei trasporti di massa, questi gruppi tendono anche ad essere perlopiù bianchi. Perché, come scrive il New York Times, anche quando i residenti neri e latini sono idonei, non vengono vaccinati. Uno dei principali ostacoli è la decisione da parte dello Stato e della città – a guida democratica – di utilizzare un sistema prevalentemente online per prendere appuntamenti, anche se 500.000 famiglie a New York City non hanno accesso a Internet. E sono perlopiù persone appartenenti alle minoranze afroamericane e ispaniche. “Non ci vuole molto a capire perché i neri e i latini non stanno ricevendo il vaccino”, ha detto la dottoressa Mary Bassett, ex commissaria sanitaria di New York City e direttrice dell’FXB Center for Health and Human Rights di Harvard Università. “Le persone che hanno la capacità di accedere al vaccino ora sono persone privilegiate. Queste non sono le persone che corrono il rischio più elevato di ammalarsi e morire. Questo deve essere risolto”.
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