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Il celebre detto “Amo così tanto la Germania che ne preferivo due” attribuito a Giulio Andreotti, nostalgico della Guerra Fredda, oggi riflette una realtà frammentata nel paese. La Germania, a livello socio-politico, non è più coesa e solida, ma divisa in varie fazioni. Ci sono la Germania governativa e quella di protesta, la Germania dei palazzi e quella della periferia, oltre al Paese che si concentra sulla transizione verde e quello preoccupato dei costi energetici. Una faglia politica, economica, sociale…ma anche geografica, se si pensa alle divergenze tra l’ex Germania socialista e i Lander occidentali.

Dopo lo shock della guerra in Ucraina, tra rottura dell’asse energetico con la Russia, la guerra ai confini e la crisi d’identità, il Paese si è trovato chiamato a gestire un’inaspettata fragilità. “Il Paese è andato in recessione, l’inflazione ha fatto pagare dazio, il massimo tribunale federale di Karlsruhe ci ha messo del suo cassando decine di miliardi di euro dal bilancio federale per presunti trucchi contabili obbligando il cancelliere Olafh Scholz a varare una nuova austerità che si è ripercossa sull’Europa con la versione restrittiva del Patto di Stabilità negoziata dal “falco” liberale Christian Lindner, ministro delle Finanze”, si è notato su Aliseo.

La coalizione di governo tra il partito di Olaf Scholz, la socialdemocratica Spd, i liberali dell’Fdp e i Verdi, conosciuta come “semaforo” per i colori dei tre partiti, è in crisi. Gli agricoltori tedeschi hanno protestato contro i tagli ai sussidi agricoli, utilizzando lo slogan Rottenampel (“Semaforo rotto”, gioco di parole con Rotampel, “Semaforo rosso”) per definire il governo. Questa protesta riflette una crisi non solo economica, ma anche politica, dopo che il governo che ha dovuto apportare tagli al bilancio per rispettare le richieste della Corte Suprema.

La tensione politica e sociale è alimentata dall’aumento dei prezzi dell’energia e dalla recessione economica. Dopo decenni di stabilità politica, la crisi della coalizione semaforo sulla scia della guerra in Ucraina e dello tsunami energetico del 2022-2023 ha portato a una frammentazione politica favorevole alle forze estremiste. Alternative für Deutschland (AfD) è diventato un attore significativo nella politica tedesca, soprattutto nell’est del paese. Oggi è seconda nei sondaggi dietro all’Unione Cdu-Csu, la formazione popolare che fu di Angela Merkel, mentre Verdi e Spd sono stati sorpassati e galleggiano attorno al 15% dei suffragi.

La divisione tra le regioni dove prevale la Cdu-Csu e quelle dove domina l’AfD ricorda la divisione storica tra le due Germanie. Questa divisione interna riflette un risentimento politico contro le élite politiche e una barriera socio-economica che continua a dividere il paese, alimentando il malcontento tra le regioni che si sentono abbandonate e impoverite.

Afd, in seguito alle proteste agrarie, ha registrato un significativo aumento nei consensi, oscillando tra il 22% e il 25% a metà gennaio. Tuttavia, si è evidenziata la difficile conciliabilità tra questa formazione guidata da Alice Weidel e il sistema democratico tedesco. Il 6 febbraio, un evento sconcertante ha scosso Afd: il Tribunale amministrativo di Colonia ha concesso all’intelligence tedesca il permesso di classificare Junge Alternative, l’organizzazione giovanile di Afd, come un movimento estremista e potenzialmente eversivo, aprendo la strada alla possibile messa al bando. Thomas Haldenwang, capo dell’Ufficio federale tedesco per la protezione della Costituzione (BfV), aveva già espresso preoccupazione per l’ascesa di estremisti all’interno di Afd.

La conferenza del partito tenutasi a Magdeburgo nel luglio scorso, secondo Haldenwang, ha confermato le preoccupazioni dei servizi segreti riguardo alla presenza di “correnti anticostituzionali all’interno di Afd”, la cui influenza è in crescita. In particolare, molti membri del partito hanno adottato apertamente il concetto di “remigrazione”, che richiede il rimpatrio di massa degli immigrati giunti in Germania sulla scia delle crisi mediorientali dell’ultimo decennio. La decisione del tribunale di Colonia ha sostenuto questa valutazione d’intelligence di fronte all’opinione pubblica, alimentando le proteste in tutto il paese contro la visione del mondo di Afd, già scoppiate massicciamente dopo la rivelazione di un incontro a Potsdam che si sarebbe tenuto il 10 gennaio, dove esponenti dell’estrema destra, inclusi membri di Afd, avrebbero discusso strategie per l’espulsione degli stranieri dal paese.

Le rivelazioni di questo incontro, diffuse il 15 gennaio da Correctiv, un’organizzazione di giornalismo investigativo, hanno scatenato preoccupazioni diffuse in Germania, data la sensibilità del paese ai rischi dell’estremismo di destra. Le proteste di massa contro l’ascesa di Afd sono diventate regolari ogni fine settimana in Germania, con una partecipazione significativa. Le manifestazioni di sabato 3 febbraio davanti al Palazzo del Reichstag, sede del Bundestag (il parlamento tedesco) a Berlino hanno attirato circa 150mila persone, superando le aspettative degli organizzatori nonostante il maltempo. La partecipazione cittadina è stata vista come un segnale di sostegno alla democrazia e allo stato di diritto.

Scholz ha accolto con favore le proteste di massa, sottolineando che rappresentano un forte sostegno alla democrazia e alla costituzione. Ma politicamente questo potrebbe, paradossalmente, rafforzare la più concreta opposizione al governo. Più di ogni altro, infatti, la Cdu-Csu potrebbe beneficiare di questa situazione, riconquistando i voti persi verso Afd da coloro che si sono allarmati per la virata estremista del secondo partito tedesco. Afd ha già subito una flessione nei sondaggi, perdendo mediamente tra i quattro e i cinque punti in tre settimane a favore della Cdu-Csu e dei Liberali (Fdp), mentre i socialdemocratici di Scholz stanno registrando un calo. Questa situazione mette in luce il fatto che alla crisi di leadership strutturale della Germania, la “locomotiva” d’Europa, si sommi anche una vacuità politica della risposta populista al suo interno.

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