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Politica

Nel caos generale, Bouteflika cerca il suo quinto mandato

Il presidente Abedelaziz Bouteflika, 81enne e gravemente malato, vuole ancora conquistare il quinto mandato, con il supporto di molti sostenitori nello schieramento politico. Sebbene notevolmente fiaccato dalla malattia, l’attuale presidente dell’Algeria correrà per un quinto mandato alle imminenti elezioni presidenziali...

Il presidente Abedelaziz Bouteflika, 81enne e gravemente malato, vuole ancora conquistare il quinto mandato, con il supporto di molti sostenitori nello schieramento politico.

Sebbene notevolmente fiaccato dalla malattia, l’attuale presidente dell’Algeria correrà per un quinto mandato alle imminenti elezioni presidenziali previste in per aprile. L’annuncio è stato dato dall’agenzia di stampa nazionale domenica 10 febbraio, un giorno dopo che il partito al governo Fln (Fronte di Liberazione Nazionale), ha presentato Bouteflika come suo candidato ufficiale.





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L’Fln. aveva già fatto allusioni alla prospettiva di una candidatura di Bouteflika in ottobre, ma l’affermazione era stata fatta fuori dallo spettro politico, ed era stata piuttosto interpretata come puro ottimismo, dato che a stento si credeva che l’infermo presidente sarebbe sopravvissuto.

Il presidente Boutefika, che avrà 82 al momento delle elezioni, non è ancora il più vecchio capo di stato del mondo. E nemmeno dell’Africa: la vicina Tunisia è guidata infatti da un 92enne Beji Caid Essebsi. Tuttavia, la maggior parte degli algerini non sembra preoccupata dell’età del suo presidente, ma ha piuttosto dei dubbi sulle sue capacità di governare.

L’ultimo discorso pubblico di Boutefika è stato nel 2012, un anno prima dell’ictus che l’ha colpito lasciandolo in gran parte paralizzato. Con una ridottissima capacità locutoria e motoria, costretto su una sedia a rotelle, il presidente ha fatto sempre meno apparizioni in pubblico – tutte trasmesse sulla televisione nazionale solo per brevi istanti.

Dall’ottenimento dell’indipendenza del Paese dalla Francia, nel 1962, la costituzione algerina è stata sottoposta a una serie di incostanti riscritture, adattandosi alle mire di leader ostinati tutti finiti morti o deposti. Il presidente Liamine Zeroual, predecessore di Bouteflika, ha limitato il numero ammissibile di mandati consecutivi a due (ognuno della durata di 5 anni).

Ma nel 2008, cercando il modo di ottenere un illegittimo mandato aggiuntivo, il presidente Bouteflika ha richiesto al parlamento, in gran parte fedele al presidente, di cancellare tale restrizione per ratificare una nuova legge e permettergli di correre per ulteriori mandati. Subito dopo ha sostenuto che era “diritto del popolo” poter “rinnovare la propria fiducia” nel suo leader.

Nel 2014, in seguito al suo ictus, ha corso per il quarto mandato in piena absentia, vincendo con l’81% dei voti senza nemmeno partecipare alla sua campagna. Le elezioni presidenziali del 2014 sono state considerate molto dubbie e hanno generato un’acuta opposizione nei confronti di Bouteflika.

Il presidente Bouteflika ha conosciuto un periodo d’oro quando era considerato un eroe nazionale, dopo la sua prima elezione nel 1999: ha realizzato un gran numero di riforme sociali – lavori pubblici, sussidi e servizi – e gli è stata attribuita la restaurazione della pace attraverso il suo programma Amnistia Nazionale, che ha istituito in seguito alla guerra civile algerina che negli anni Novanta ha causato circa 200mila morti.

Molti oggi suggeriscono, tuttavia, che il programma di amnistia era più simile a una connivenza con l’islamismo radicale, e che le riforme economiche sono state realizzate solo in virtù dell’aumento dei prezzi del petrolio. Di fatto, Boutenflika continua a essere biasimato per aver reso l’Algeria dipendente dai guadagni sull’energia, che costituiscono ancora più del 90% del guadagno sulle esportazioni.

Durante la significativa fluttuazione del prezzo nel 2013, e in seguito al lento esaurimento della manna petrolifera, le entrate in valuta estera del Paese sono calate di quasi 100 miliardi di dollari. Il tasso di disoccupazione, in realtà, è diminuito durante tutta la presidenza Bouteflika, ma rimane comunque al 28% circa fra i giovani.

L’Algeria conta circa 42 milioni di abitanti, il 48% dei quali sono sotto i 25 anni. La maggior parte di questi non ha conosciuto altri presidenti al di fuori di Bouteflika, sotto il quale il Paese ha anche raggiunto un significativo tasso di emigrazione.

Con poche opportunità per tornare, un numero allarmante di studenti stanno lasciando il Paese ogni anno per studiare all’estero – specialmente in Francia, che al momento conta oltre 30mila studenti algerini. Altri giovani se ne vanno con un visto turistico verso numerosi Paesi occidentali, dove poi si fermano, o salpano clandestinamente, per la vicina Europa attraversando il Mar Mediterraneo.

Sebbene contestato dalla maggior parte della sua gente, il presidente Bouteflika gode del supporto di molti sostenitori nello schieramento politico, oltre che nel contesto internazionale. La Francia è stato il primo Paese ad accordare il proprio appoggio alla recente candidatura di Bouteflika, motivandolo con l’assenza di valide alternative per il governo del suo prezioso alleato ed esportatore di energia in Africa.

Per molti, come la società di consulenza londinese Energy Aspects, un quinto mandato di Bouteflika è l’opzione “meno rischiosa”, poiché la sua successione potrebbe dimostrarsi altamente cruciale. Il Paese è attualmente uno dei maggiori fornitori di gas e petrolio dell’Europa, e gioca un ruolo chiave nel contrastare l’Islam radicale nel Sahel, soprattutto al fianco di Francia e Stati Uniti.

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