Skip to content
Politica

Nave Usa entra nel Mar cinese e scatena la reazione di Pechino

Il Mar cinese meridionale di nuovo al centro delle tensioni internazionali. E se gli Stati Uniti sfidano la volontà di supremazia della Cina nella regione, le forze armate cinesi rispondono con forza a ogni tentativo Usa di scalfire il potere...

Il Mar cinese meridionale di nuovo al centro delle tensioni internazionali. E se gli Stati Uniti sfidano la volontà di supremazia della Cina nella regione, le forze armate cinesi rispondono con forza a ogni tentativo Usa di scalfire il potere di Pechino.

Due episodi chiave, in questi giorni, mostrano che il problema sia tutt’altro che minimo. Venerdì scorso, il primo incidente. La Cina ha accusato gli Stati Uniti di aver compiuto “serie provocazioni politiche e militari” dopo che un cacciatorpediniere della marina Usa ha navigato entro 12 miglia nautiche da un’isola artificiale nel Mar cinese meridionale, Mischief Reef. Il tutto avveniva 24 ore dopo che Donald Trump annunciava una nuova politica di dazi che per Pechino è l’inizio di una potenziale guerra commerciale.





La Uss Mustin è stata poi intercettata da due fregate della marina cinese. Ren Guoqiang, portavoce del ministero della Difesa cinese, ha usato parole dure, ricordando che non solo la sovranità cinese su quella regione non sia in discussione, ma ha invitato Washington a “rispettare la sovranità e la sicurezza della Cina, rispettare la volontà dei Paesi della regione, che vogliono la pace, la stabilità e la tranquillità”. 

Alle risposte verbali si è aggiunta la risposta militare. A poche ore dall’incidente, Pechino ha annunciato le prossime esercitazioni navali nelle acque contestate e inviato i suoi arerei migliori per esercitazioni in alto mare. Come riporta il South China Morning Post, l’aviazione cinese ha subito fatto decollare un gruppo di nuovi bombardieri e caccia per pattugliare il Mar cinese meridionale. I bombardieri H-6K e i caccia Su-30 e Su-35, coinvolti nelle operazioni, hanno anche oltrepassato lo stretto di Miyako, tra due isole giapponesi, non lontano da Taiwan.

L’aviazione ha diffuso una serie di filmati delle esercitazioni, mostrando a tutti la forza della sua aviazione. Ma non era solo propaganda: Pechino ha effettivamente sorvolato lo stretto delle isole del Giappone. La conferma è arrivata proprio dal ministero della Difesa giapponese, che ha reso noto che otto aerei militari cinesi avevano superato, venerdì, lo stretto di Miyako.

Le esercitazioni non sono una novità. Ma lo sono nel numero degli aerei utilizzati e nella velocità d’esecuzione. Zeng Zhiping, un esperto militare presso il Nanchang Institute of Technology di Jiangxi, ha detto al quotidiano di Hong Kong che quello che colpisce e l’insolita grandezza delle esercitazioni aeree.

“Piuttosto che un jet da combattimento o due, sono stati numerosi gli aerei militari con più funzioni che hanno sorvolato lo stretto di Miyako prima di portare a termine questa missione – questo non è affatto qualcosa che accade regolarmente”, ha detto Zeng.

E chiaramente, dietro queste esercitazioni, il segnale non è solo militare, ma politico. Per la Cina è fondamentale, in questa fase dei rapporti con gli Stati Uniti, dimostrare di dover essere considerata una potenza militare. Il Pacifico occidentale è un’area in cui Xi Jinping vuole estendere un’influenza che il governo cinese reputa del tutto naturale. 

Volare attraverso lo stretto di Miyako, che si trova anche a nord-est dell’isola di Taiwan, che Pechino rivendica come propria e con cui gli Stati Uniti intrattengono rapporti quantomeno ambigui, è un messaggio chiaro rivolto a tutti: se necessario, la Cina è pronta a combattere per difendere ciò che ritiene suo. E non è un caso che il governo taiwanese abbia fatto decollare i suoi jet in risposta alle esercitazioni cinesi e abbia messo in guardia la popolazione. La tensione è palpabile.

 

 

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.