“Nascose 400mila dollari al fisco”: l’email che inchioda Hunter Biden

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Un nuovo scandalo colpisce Hunter Biden, figlio del presidente eletto, che nei giorni scorsi ha rivelato di essere indagato dal Procuratore generale del Delaware per questioni fiscali. Secondo alcune e-mail che l’emittente Nbc News ha potuto visionare, il figlio dell’ex vicepresidente Joe Biden non avrebbe dichiarato nel 2014 al fisco americano 400 mila dollari ricevuti come compenso dalla società ucraina del gas Burisma. Lo rivela, in una mail, un ex socio in affari di Hunter Biden, il quale inviò un messaggio al figlio dell’ex vicepresidente nel 2017 dicendogli che non aveva incluso nella sua dichiarazione dei redditi i 400 mila dollari che aveva guadagnato come componente del consiglio d’amministrazione della Burisma, la società di gas ucraina nella quale si era insediato dal 2014. Il messaggio è di Eric Schwerin, allora presidente di Rosemont Seneca Partners, nel quale spiegava che Hunter Biden doveva “modificare” la sua dichiarazione dei redditi. “Nel 2014 sei entrato a far parte del consiglio di amministrazione di Burisma e abbiamo bisogno di modificare i tuoi redditi del 2014 per riportare ciò che non hai dichiarato”.

“Nascosti 400 mila dollari la fisco”: nuovi guai per Hunter Biden

L’e-mail prosegue notando che Hunter Biden, che ora è oggetto di un’indagine fiscale federale, ha guadagnato più di 1,2 milioni di dollari l’anno come advisor della Rosemont Seneca, come membro dello studio legale e, ovviamente, come membro del cda di Burisma. Come nota la stessa Nbc News, non c’è alcuna indicazione sul fatto il lavoro svolto dal figlio del presidente eletto per la compagnia nazionale del gas Burisma faccia parte delle indagini, ma “l’e-mail ottenuta da Nbc News solleva nuove domande sugli affari fiscali di Hunter Biden”. Il suo avvocato, George Mesires, riferisce sempre l’emittente, non ha risposto alla richiesta di commento. Un portavoce del team di transizione di Biden ha rifiutato di commentare quando gli è stato inviato un elenco di domande, incluso se Hunter Biden ha modificato la sua dichiarazione dei redditi del 2014. Il documento è stato messo a disposizione di Nbc dall’avvocato di Rudy Giuliani, Robert Costello, il quale ha dichiarato di aver ricevuto una copia del drive dal proprietario del negozio di riparazione di computer dove il figlio di Biden avrebbe lasciato il suo laptop, senza più andare a ritirarlo.

Così i media e i social hanno oscurato gli scandali del figlio di Biden

“Il 10% degli elettori avrebbe cambiato il proprio voto se avessero saputo prima” gli affari di Hunter Biden. Questa è la convinzione di Tucker Carlson, celebre anchorman di Fox News, e di molti altri commentatori conservatori americani. Probabilmente è così ma sta di fatto che gran parte dei media liberal – non solo americani – ha volutamente ignorato per tutta la campagna elettorale gli scandali che vedono come protagonista, suo malgrado, il figlio del presidente eletto. “I media hanno aiutato a mettere a tacere una storia e ad alterare i risultati di un’elezione. Probabilmente stanno ridendo nelle redazioni di tutto il Paese”, ha detto a Fox News il vice presidente del Media Research Center Dan Gainor.

Il 14 ottobre scorso il New York Post pubblicava un’inchiesta bomba: secondo le e-mail ottenute dal giornale conservatore, infatti, Hunter Biden presentò suo padre, all’epoca vicepresidente, un alto dirigente di Burisma meno di un anno prima che Joe Biden facesse pressioni sui funzionari del governo di Kiev affinché licenziassero un procuratore che stava indagando sulla stessa società nel quale il figlio era un membro del cda. L’incontro è menzionato in un messaggio di apprezzamento che Vadym Pozharskyi, un membro del cda di Burisma, avrebbe inviato Hunter Biden il 17 aprile 2015, circa un anno dopo che il figlio dell’ex vicepresidente si era unito al consiglio di Burisma con uno stipendio di 50.000 dollari al mese. L’e-mail proviene proprio dal laptop di Hunter Biden, lasciato in un negozio del Delaware.