I «Marines spaziali» stanno per diventare realtà? No, non siamo in Aliens, capolavoro cinematografico di James Cameron e seguito del leggendario Alien di Ridley Scott, e nemmeno in un videogioco di fantascienza, perché i legislatori statunitensi hanno votato a favore della creazione di un nuovo ramo dell’Air Force, chiamato Space Corps. Nella recente discussione sul budget annuale del National Defense Authorization Act (NDAA), infatti, il comitato degli Stati Uniti per i servizi armati – responsabile del finanziamento e della supervisione del Dipartimento della Difesa (DOD) e delle forze armate statunitensi – ha votato favorevolmente alla proposta di istituire un nuovo ramo militare dedicato allo spazio. Gli Space Corps proposti dagli Stati Uniti opereranno nell’interesse di «fornire forze spaziali pronte al combattimento».
Gli Usa guardano allo spazio
L’interesse per lo spazio non è certo una novità. L’aeronautica degli Stati Uniti ha dichiarato che «mantenere la superiorità spaziale» è una delle «sue missioni fondamentali». Nel mese di aprile, inoltre, la Air Force ha aggiunto un vice capo del personale che si occuperà dello spazio al proprio roster e ribattezzato il Centro di Operazioni Spaziali Combinate con Centro Nazionale di Difesa dello Spazio (the National Space Defense Center) per «meglio descrivere il suo scopo reale». La proposta di istituire un nuovo ramo dell’aviazione è passata con 60 voti favorevoli e un solo contrario. Era dal 1947, da quando nacque l’Air Force, che non ne nasceva un nuovo soggetto. Il capo di stato maggiore degli Space Corps – un incarico presidenziale con mandato di sei anni – avrà gli stessi poteri del capo di stato maggiore dell’aeronautica militare. Entrambi dovranno fare riferimento al segretario dell’Air Force americana.
Proposta accolta con freddezza dall’Air Force
L’iniziativa dei Marines spaziali voluta dal comitato non piace particolarmente ai vertici della stessa aeronautica. Il segretario Heater Wilson, per esempio, come riporta Breitbart News, ha sottolineato che «aggiungere un nuovo corpo spaziale degli Stati Uniti renderà il tutto più complesso e costerà più soldi». «Sono sconvolto dalla risposta da parte della leadership dell’aviazione» – ha replicato il repubblicano Mike Rogers durante un’audizione dello scorso 22 giugno, uno dei firmatari del disegno di legge che ha istituito i Marines spaziali. Gli alti funzionari dell’aeronautica, tuttavia, reputano la creazione di un nuovo ramo sostanzialmente inutile e costosa.
[Best_Wordpress_Gallery id=”538″ gal_title=”Esercitazione soldati Usa in Afghanistan”]
La geopolitica dello spazio
Dalla missione spaziale Apollo 11, che portò sulla luna gli statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin nel 1969, al primo viaggio dell’aviatore sovietico Jurij Gagarin del 1961: la guerra fredda nell’epoca bipolare si è combattuta anche nello spazio, ritagliandosi un ruolo fondamentale nella sfida egemonica. Per ragioni di prestigio internazionale, di ricchezza e di sicurezza, principalmente. Una corsa allo spazio che continua ancora oggi: gli Stati Uniti, con la creazione degli Space Corps, vogliono consolidare il proprio di superpotenza in questo ambito.
Lo spazio è terra di nessuno, dove sostanzialmente non esistono regole e norme condivise a livello internazionale. Sebbene il diritto generale e le norme della Carta delle Nazioni Unite si estendano allo spazio extra atmosferico, alla Luna e agli altri corpi celesti, non esiste un divieto generale di uso militare dello spazio, se non qualche limitazione specifica. Come ricorda geopolitica.info, infatti, «la soluzione più appropriata sarebbe un accordo internazionale preventivo che proibisse perlomeno l’utilizzo di armi offensive nello spazio. Ogni anno l’Onu approva una risoluzione in tal senso ma non si è mai arrivati a un vero e proprio trattato internazionale vincolante».



