Si è appena conclusa l’annuale parata militare di Mosca per la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, che per i russi si chiama Grande Guerra Patriottica.

Lungo la Piazza Rossa hanno sfilato le rappresentanze di tutti i reparti delle Forze Armate russe, scuole militari comprese. Di particolare interesse, dopo il passaggio delle compagnie di soldati, marinai e avieri, è stata la parata dei mezzi militari, che, anche quest’anno, non è stata al di sotto delle aspettative.

Si è cominciato con i nuovi sistemi modulari per i reparti corazzati e di fanteria meccanizzata come il “Kurganets-25” nelle sue varianti IFV e APC che lentamente andrà a sostituire nelle fila dell’Esercito il vecchi BMP seguiti dal nuovo MBT T-14 “Armata”, il carro da battaglia che ha debuttato tre anni fa e che, primo nel suo genere, dispone di una torretta completamente automatizzata a comando remoto dotata di un cannone ad anima liscia da 125 mm. Il suo rapporto peso/potenza pari a 31 hp per tonnellata lo mette in posizione di vantaggio rispetto ai 24 del “Leopard 2A6” tedesco e ai 26 del M1A2 “Abrams” americano ma molto prossimo ai valori del nostro “Ariete”C1 (29 hp/ton) sebbene quest’ultimo sia comunque un MBT di una generazione precedente rispetto al nuovo carro russo.

Si è anche vista una vecchia conoscenza per quanto riguarda i carri, ovvero il T-72 ma nella sua ultima versione, la B3, la cui consegna ai reparti è cominciata nel 2013. Secondo alcune fonti nel 2016 circa 600 carri T-72 erano stati aggiornati a quest’ultima versione che è dotata di una corazza reattiva “kontakt-5” al pari dei più moderni T-80 e 90.

Tra i veicoli corazzati si sono visti anche i BMPT “Terminator” dotato di due automatici da 30 mm e soprattutto di 4 missili controcarro “Ataka” a guida laser, a seguire il BTR-MDM “Rakushka”, veicolo cingolato da trasporto multiruolo nato per appoggiare le truppe aviotrasportate, e il BMD-4, veicolo IFV da assalto anfibio.

E’ stata poi la volta di tutti i sistemi antiaerei da difesa di punto e a medio/lungo raggio, come il “Buk” nella sua ultima versione M2, il “Tor” anch’esso nella versione M2 ed in quella nata per l’ambiente artico M2DT. Non è mancato, ovviamente, nemmeno l’ultimo nato: il sistema mobile “Pantsir” S1 dotato di due cannoni da 30 mm e di dodici missili superficie-aria 57E6 or 57E6-E aventi un raggio operativo massimo stimato di 20 km per un’altitudine di 15, presente alla sfilata anche nella sua versione artica SA.

È poi stata la volta del celeberrimo sistema da difesa aerea S-400, attualmente in servizio nelle Forze Armate russe e schierato anche in Siria – così come nelle altre bolle difensive russe di Kaliningrad e della Crimea – a difesa delle basi che Mosca ha in quella parte di Medio Oriente.

Si è visto anche il missile campale, ma sarebbe meglio chiamarlo Srbm dato il suo raggio operativo massimo di 500 km, Iskander M, attualmente schierato proprio nell’enclave russa di Kaliningrad, fattore che preoccupa non poco i vicini di casa “occidentali” di Mosca come la Polonia o le repubbliche baltiche.

La vera novità è però rappresentata dai droni da combattimento “Uran” e l’Uav “Korsar”. Per quanto riguarda il sistema “Uran” questa è stata la sua prima uscita ufficiale nella parata del 9 maggio nelle sue due versioni, la 6, ovvero quella di carro sminatore, e la 9, quella di carro da combattimento.

L’Uran-9 è anch’esso dotato, come i sistemi da difesa aerea e alcuni IFV, di un cannone automatico da 30 mm ed in più monta 4 missili anticarro “Ataka”.

Bella mostra di sé ha fatto anche l’ultimo nato nella famiglia dei BTR, il “Bumerang”. Questo è un veicolo anfibio APC ruotato 8×8 armato di una torretta automatica con un cannone da 30 mm e 4 missili anticarro “Kornet”. Questo trasporto corazzato, la cui consegna ai reparti è cominciata nel 2015, andrà a sostituire i vecchi BTR-80.

Di particolare effetto scenografico, come sempre, è stato vedere sfilare l’Icbm mobile RS-24 “Yars”, che, essendo il suo sostituto RS-26 “Rubezh” congelato almeno sino al 2027, costituirà ancora a lungo la spina dorsale delle Forze Missilistiche Strategiche mobili.

Terminata la parata dei mezzi terrestri è stata la volta degli aeromobili cominciando con gli elicotteri:
nel cielo di Mosca si sono visti in formazione Mil Mi-26, Mi-8, Mi-28N e Kamov Ka-52. A seguire è toccato ai velivolo ad ala fissa tra cui spiccava certamente il ben noto – e vecchio – bombardiere strategico Tupolev Tu-160 “Blackjack” accompagnato da una aerocisterna Ilyushin Il-78 e da alcuni Tupolev Tu-22M “Backfire”. Tra i cacciabombardieri, oltre ai Sukhoi Su-24M, Su-34, Su-30SM è comparsa una coppia di caccia di quinta generazione Su-57. Degno di nota anche il passaggio di due Mig-31 armati con il nuovissimo missile ipersonico Kh-47M2 “Kinzhal”, il cui recente ingresso in servizio sta preoccupando non poco il Pentagono.

A chiudere la parata il passaggio della pattuglia acrobatica nazionale russa “Russkie Vityazi” (Cavalieri Russi) e alcuni Su-25 “Frogfoot” che hanno emesso una scia di fumo coi colori della bandiera russa.

Tra il pubblico, e unici ad essere presenti sul palco d’onore di fianco al presidente Putin, spiccavano il premier israeliano Netanyahu ed il presidente serbo Vucic, che hanno poi proseguito nelle celebrazioni deponendo una corona presso il monumento del Milite Ignoto adiacente le mura del Cremlino.

La presenza dei due premier stranieri alla parata del 9 maggio era nota da tempo, ma rappresenta comunque un forte segnale – dato anche dal particolare protocollo tenuto e da alcuni gesti informali che si sono rivolti durante la mattinata – verso l’occidente e gli Usa della volontà di Mosca di tenere ben saldi i suoi legami con due Paesi che assumono un significato particolare nella politica estera della Russia: rinsaldare i legami con la Serbia è anche un modo di contenere l’espansione della Nato nei Balcani, mentre i rapporti con Israele sono di vitale importanza soprattutto in questo momento storico in cui stiamo assistendo ad una forte instabilità nell’area mediorientale data dalla ventilata possibilità degli Usa di denunciare il trattato sul nucleare iraniano e data anche e soprattutto dagli attacchi israeliani e occidentali in Siria.