Si è svolta in piena crisi epidemica la parata per la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale che si tiene ogni anni a Mosca. Spostata eccezionalmente al 24 giugno rispetto alla data originale del 9 maggio proprio a causa dell’imperversare di Covid-19, quest’anno la manifestazione è apparsa da subito in grande stile rispetto all’anno scorso.

Dopo la sfilata delle truppe, alcune con le uniformi storiche dell’Armata Rossa, a cui hanno partecipato delegazioni di 12 Paesi stranieri tra cui Serbia, Cina, India, Moldavia, Mongolia, Bielorussia e quelle di altre repubbliche asiatiche e caucasiche, è stata la volta dei mezzi militari preceduti, come sempre, da quelli della Seconda Guerra Mondiale rappresentati dai carri T-34 e SU-100.

Alle loro spalle sono giunti i moderni veicoli corazzati, in particolare i Tiger-M e Typhoon-K con varie armi, i veicoli da combattimento di fanteria BMP-3, veicoli di supporto per carri armati Terminator BMPT, gli Mbt (Main Battle Tank) T-72B3, T-90M ed i nuovissimi T-14 Armata, i corazzati BTR-82A, nonché veicoli d’assalto aviotrasportati BMD-4M e BTR-MDM Rakushka. A seguire è stata la volta dei sistemi di artiglieria campale semovente 2S19 MSTA, il sistema lanciarazzi multiplo (Mlrs) Tornado S, insieme al cingolato Tos (nelle versioni 1A e 2), il sistema missilisitico Iskander M, i sistemi da difesa aerea mobili Pantsir S1, SM e nella versione artica su cingoli SA, i sistemi Tor M1, Buk M3 e S-300B4 accompagnati dai sistemi missilistici antinave mobili Bal. Questa serie di mezzi, insieme ai ben noti S-400 che si sono visti durante la parata fanno parte del complesso missilistico che va a formare le bolle A2/AD da difesa/interdizione d’area russe.

Dopo la sfilata dei mezzi della polizia militare, tra cui spiccavano i Typhoon, sono giunti sulla Piazza Rossa tre veicoli di lancio per missili balistici intercontinentali RS-24 Yars che hanno chiuso la parata dei veicoli terrestri.

Nel cielo di Mosca si sono rivisti, dopo la parata aerea che si è svolta il 9 maggio scorso, una serie di velivoli ad ala rotante e fissa: gli elicotteri Mil Mi-26, Mi-35, Mi-8AMTSH e Mi-28 insieme ai Kamov Ka-52 Alligator infine gli aerei Aew Beriev A-50, le aerocisterne Ilyushin Il-78, gli aeri da trasporto Il-76 i bombardieri strategici Tupolev Tu-95MS accompaganti dai Tu-22M3 e Tu-160M seguiti da una rappresentanza dei cacciabombardieri della Vks (l’aeronautica militare russa) composta da Sukhoi Su-34, Su 35S “Super Flanker”, Su-30SM, Su-24, i nuovi caccia di quinta generazione stealth Su-57, i Mig-29 ed i Mig-31K armati del nuovo missile ipersonico Kinzhal e a chiusura una formazione di Su-25 che hanno disegnato i colori della bandiera russa che precedevano la pattuglia acrobatica nazionale dei Russkye Vitiazy che vola coi Su-33.

Dopo anche quest’ultimo defilé, come di consueto, le massime cariche politiche dei Paesi invitati, insieme al presidente Putin, hanno deposto fiori al monumento del milite ignoto del Cremlino: presenti il presidente dell’Abkhazia Aslan Bzhania, il bielorusso Alexander Lukashenko, il presidente del Kazakistan Kasym-Zhomart Tokaev, quello del Kirghizistan Sooronbai Jeenbekov, la Moldavia con Dodon, la Serbia con Alexandar Vučić, il Tagikistan con Emomali Rahmon e l’Uzbekistan con Shavkat Osoykoy.

La cerimonia si è tenuta in grande stile nonostante l’epidemia di coronavirus ancora in corso in Russia, che continua nella sua corsa galoppante: sul palco e nelle schiere di soldati nessun distanziamento sociale e nessuna mascherina.

Di particolare interesse dal punto di vista diplomatico è stata la presenza contemporanea delle delegazioni cinese e indiana: i due Paesi stanno vivendo settimane di tensione a causa degli scontri di confine che hanno anche provocato complessivamente più di 50 morti lungo la Lac (Line of Actual Control), la Linea di Controllo Effettivo che separa Cina e India nella regione del Kashmir, sul tetto del mondo.

Proprio nei giorni scorsi Mosca ha intrapreso una mediazione tra Pechino e Nuova Delhi per cercare di disinnescare il confronto che potrebbe degenerare in un conflitto armato regionale per il controllo della valle di Galwan, teatro degli scontri, e di tutto il Ladakh e Aksai Chin, rispettivamente le parti di Kashmir conteso controllate da India e Cina. Nella giornata di ieri il ministro della Difesa indiano, Rajnat Singh, era a Mosca per negoziare l’acquisto di emergenza di una nuova tranche di cacciabombardieri composta da 21 Mig-29 e 12 Su-30MKI del valore stimato di 800 milioni di dollari, proprio a seguito delle crescenti tensioni con la Cina, che ha fatto affluire nell’Aksai Chin anche carri armati che sono andati a disporsi negli avamposti lungo la frontiera. Il ruolo di Mosca sarà quindi fondamentale per risolvere la questione e solo nei prossimi giorni sapremo se la mediazione russa sarà stata efficace.

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