È la stessa storia che si ripete ogni anno. I popoli dell’Est scendono in piazza per ricordare la vittoria sul nazismo. Ed ogni anno, in Russia, la commemorazione della vittoria sul nazismo serve a dare un nuovo messaggio politico. Negli ultimi anni, anche in seguito all’escalation ucraina e a quella siriana, il presidente russo Vladimir Putin ha mostrato i muscoli. L’anno scorso, per esempio, sono stati mostrati i complessi missilistici “Bal” e “Bastion”, oltre alla postazione di artiglieria automovente “Koalizia-CB”, l’equipaggiamento Ratnik e il carro armata “Armata”. Ma non solo. L’anno scorso, Putin disse: “Le Nazioni Unite furono create e il sistema del diritto internazionale moderno emerse. Queste istituzioni si sono effettivamente dimostrate efficaci nella risoluzione di controversie e conflitti. Tuttavia, negli ultimi decenni, i principi fondamentali della cooperazione internazionale sono sempre più ignorati. Sono i principi strappati dall’umanità sulla scia delle prove spaventose della Guerra Mondiale. Vediamo tentativi di creare un mondo unipolare. Vediamo il blocco della forza bruta crescere. Tutto ciò mette a repentaglio lo sviluppo sostenibile globale. La creazione di un sistema di sicurezza eguale per tutti gli Stati dovrà essere nostro compito comune. Un tale sistema sarà la risposta giusta alle moderne minacce e dovrà essere regionale e globale senza blocchi contrapposti. Questa è l’unica strada che ci permetterà di garantire pace e tranquillità al pianeta”. Questi concetti vennero poi sviluppati durante la 70esima assemblea delle Nazioni Unite.

Anche quest’anno, Putin ha parlato di fronte al popolo russo: “La vittoria nella grande guerra patriottica (definizione russa della Seconda guerra mondiale) è un promemoria di come il popolo della Russia difenda gli interessi del proprio paese, e rappresenta un avvertimento per coloro che vogliono mettere alla prova la Russia”. Il leader russo ha poi proseguito dicendo: “La vittoria è il nostro orgoglio e la volontà di difendere gli interessi del paese. Si tratta di un severo avvertimento per coloro che vogliono mettere alla prova la nostra forza”. Un chiaro avvertimento all’Occidente.Durante la parata sono state esibite le più moderne attrezzature a disposizione dell’esercito della Federazione Russa e i velivoli in dotazione alle forze aerospaziali russe: i sistemi missilistici di difesa aerea S-400 “Triumph” e il nuovo aereo militare da trasporto Ilyushin Il-76MD-90A, che rappresenta, come ha scritto la stampa russa, di una “profonda modernizzazione dell’aereo militare da trasporto sovietico”.Ma Putin ha messo in guardia anche dal pericolo del jihadismo: “Il terrorismo è diventato una minaccia globale. La Russia è aperta a unire le forze con altri Stati, è pronta a lavorare alla creazione di un moderno sistema di sicurezza internazionale fuori dai blocchi. Le lezioni della storia suggeriscono che la pace mondiale non si afferma di per sé, è necessario essere vigili, i doppi standard sono inaccettabili, è miope assecondare chi nutre nuovi piani criminali”.Quest’anno hanno sfilato per la prima volta gli uomini della neo formata Guardia nazionale e un battaglione tutto al femminile vestito di bianco, composto dalle allieve dell’Università militare del ministero della Difesa e dell’Istituto militare Volskiy. Insieme a loro anche uomini e mezzi che hanno partecipato alle operazioni a fianco delle truppe governative di Bashar al-Assad. Dopo la parata, Putin ha partecipato con il presidente kazako Nursultan Nazarbayev, alla cerimonia di deposizione dei fiori alla tomba del Milite Ignoto nei giardini di Alessandro, sotto le mura del Cremlino.Il fronte sirianoPutin ha voluto ricordare anche gli uomini impiegati al fianco dell’esercito di Bashar Al Assad: “In Siria i nostri soldati e comandanti hanno dimostrato di essere essere degni eredi degli eroi della Grande Guerra Patriottica. Sono sicuro che i veterani oggi siano orgogliosi dei loro nipoti e pronipoti”, ha aggiunto il presidente, sottolineando che “oggi la civiltà è ancora una volta di fronte alla crudeltà e alla violenza, il terrorismo è diventato una minaccia globale. Noi dobbiamo sconfiggere questo male”. Le parole del presidente russo sembrano riprendere quelle inviategli dal leader siriano Assad poco prima del concerto di Palmira: “Stalingrado è cara ad Aleppo e a tutte le città siriane. La Siria promette che continuerà a combattere finché gli aggressori non saranno sconfitti e la vittoria sarà nostra”.

Nel campo comunista di Goli Otok
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