Non si è fatta attendere la risposta del Cremlino alle affermazioni contenute nel documento sottoscritto da oltre 50 funzionari diplomatici del Dipartimento di Stato americano, che criticando l’operato dell’amministrazione Obama riguardo il dossier siriano, si sono schierati per un intervento “a muso duro” contro il presidente Assad, per chiudere la partita siriana e investire gli Stati Uniti di un ruolo da protagonisti nel successivo processo diplomatico.Per approfondire: Usa: “Ora guerra contro Assad”Nella mattinata di venerdì il portavoce del presidente russo, Dmitrj Peskov, ha fatto sapere che “liquidare il regime di Bashar al Assad in Siria, farebbe sprofondare l’intera regione nel caos, e non aiuterebbe nella lotta al terrorismo”. Mosca si schiera quindi ancora una volta in difesa del governo siriano. Eventualità che del resto era stata prevista anche nel cablogramma in questione, in cui i cinquantuno firmatari riconoscono che un’azione militare contro il governo siriano “comporterebbe dei rischi, a cominciare da nuove tensioni con la Russia”. “In nessun caso”, ha aggiunto, infatti, il portavoce del Cremlino, “richieste di rovesciare le autorità di altri Paesi possono essere difficilmente le benvenute a Mosca”.Pur non intervenendo nel merito del memorandum di cui ha dato notizia il Wall Street Journal e di cui ha potuto visionare una copia anche il New York Times, il portavoce del Cremlino si è comunque affrettato a chiarire la posizione russa, di netta opposizione ad un intervento statunitense diretto contro il governo siriano. “Per ora ci sono solo le notizie dei media, non abbiamo informazioni affidabili su questo documento e per questo non possiamo pronunciarci in merito”, ha chiarito Peskov.Per approfondire: Senatore Usa: “Noi dietro caos in Siria”Il portavoce del Cremlino, inoltre, è intervenuto in merito alle accuse poste da Washington sui presunti raid dell’aviazione russa sulle posizioni dei ribelli dell’opposizione siriana, sostenuta dagli Stati Uniti. “Un problema significativo”, ha affermato Peskov, “è che la cosiddetta opposizione moderata e il fronte al Nusra, che rappresenta un’organizzazione terrorista bandita in Russia, in alcune zone continuano a mescolarsi e a fondersi, e questo non è un segreto per nessuno”. “Questo fattore”, ha concluso Peskov, “complica la situazione della lotta al terrorismo notevolmente”.Opposizione moderata che, secondo quanto affermano gli stessi diplomatici firmatari del documento, è stata armata e addestrata dagli Stati Uniti. Questa forma di “soft power”, però, non basta più secondo gli ufficiali del Dipartimento di Stato Usa, i quali vorrebbero che Assad inizi a sentire “la pressione” attraverso “un uso saggio di bombe e missili”, accettando così di “negoziare con l’opposizione moderata”.E se il segretario di Stato americano John Kerry, ha preso atto della posizione dei funzionari, annunciando di voler discutere la questione al suo ritorno a Washington, ciò che questo documento mostra in maniera evidente è la significativa spaccatura presente all’interno del Dipartimento di Stato americano, sulla valutazione degli indirizzi politici dell’amministrazione Obama.