Il Montenegro risponde stizzito alle pretese russe che appaiono come un’ingerenza negli affari interni della piccola repubblica adriatica: l’adesione alla NATO non si discute.Il Montenegro, ex repubblica federata della Yugoslavia, è stato per molti anni dalla dissoluzione della federazione, uno sbocco sul mare privilegiato per i cittadini russi che vi trovavano un clima mite, mare incontaminato, una cultura non dissimile, la medesima religione e infine anche lo stesso alfabeto, in una lingua comunque slava.In Montenegro, inoltre, si sono moltiplicati gli investimenti russi nel settore turistico e alberghiero, come ad esempio a Santo Stefano, perla di isola a breve distanza dal litorale montenegrino. Ma i nostri vicini dell’adriatico devono ora fronteggiare un atteggiamento invadente da parte della Russia.Nello scorso dicembre la repubblica mediterranea, che conta soltanto seicentomila abitanti, è stata formalmente invitata a unirsi alla Nato. Questa mossa dell’Alleanza Atlantica ha subito scaturito le critiche di Mosca che ha definito la mossa estremamente rischiosa e foriera di rischi all’equilibrio geopolitico del nostro continente.La risposta del Ministro della Difesa montenegrino, la signora Milica Pejanovic Djurisic, a margine del Summit sugli Investimenti nell’Europa dell’est tenuto nella capitale Podgorica, non si è fatta attendere: “Per quanto concerne il Montenegro, noi abbiamo i nostri obiettivi e fini, e la NATO possiede una sua politica di allargamento, e nessun altro Paese può intervenire in tale processo”.Mosca ha chiesto al governo montenegrino di indire un referendum popolare sulla questione, ma la signora ministro ha sostenuto che il suo governo non è tenuto a tale passo poiché, ha spiegato, non è in gioco la sovranità del Montenegro.La possibile adesione del nostro dirimpettaio rappresenterebbe il primo allargamento della NATO dal 2009, anno in cui Albania e Croazia si unirono all’alleanza. La signora ministro ha anche affermato che l’unione verrà ratificata nei prossimi mesi.I rapporti con la Russia, che erano già piuttosto tesi, sono ulteriormente peggiorati dopo che la piccola repubblica ha adottato le sanzioni contro lo stato ex-sovietico in seguito all’annessione della Crimea e il supporto ai separatisti in Ucraina.La signora Pejanovic Djurisic ha poi affermato che la percezione di un economia montenegrina fortemente dipendente dalla Russia è grandemente esagerata: “Forse poteva essere così dieci anni fa”.Ha continuato sostenendo di non temere che la Russia si comporterà in maniera palesemente aggressiva come invece fa con gli stati baltici, anche sulla base del fatto che, diversamente dal Mar Baltico, l’Adriatico non confina con la Russia. Ma probabilmente le maggiori voci di opposizione all’accordo provengono dall’interno del Paese: molti cittadini del Montenegro hanno ancora un ricordo amaro dei bombardamenti effettuati dalla NATO sulla Serbia nel 1999.Ma ciò che è ancora più grave è il fatto che i bombardamenti colpirono anche il Montenegro, al tempo ancora parte della Serbia, per colpire le installazioni dell’esercito serbo.