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Politica

Israele augura buona fortuna ai Saud per la partita contro la Russia

Il ministero degli Esteri di Israele augura buona fortuna alla squadra dell’Arabia Saudita per i mondiali 2018. Un’immagine che fino a poco tempo fa sembrava impossibile, ma che dimostra quanto stia cambiando la realtà del Medio Oriente. Una fase in...

Il ministero degli Esteri di Israele augura buona fortuna alla squadra dell’Arabia Saudita per i mondiali 2018. Un’immagine che fino a poco tempo fa sembrava impossibile, ma che dimostra quanto stia cambiando la realtà del Medio Oriente. Una fase in cui tutto sembra muoversi e dove i vecchi nemici si trasformano in preziosi alleati.

المنتخب السعودي يخوض اليوم المباراة الافتتاحية في المونديال أمام روسيا، وتعود السعودية إلى المونديال بعد غياب 12 عاما، ويعتبر النجم محمد السهلاوي هو الأبرز في صفوف الأخضر السعودي. يذكر أن السعوديين نجحوا في الوصول لدور ال١٦ في مونديال 1994. بالنجاح! #بالتوفيق_لمنتخبنا_السعودى pic.twitter.com/NKeQ9BKPzW





— إسرائيل بالعربية (@IsraelArabic) 14 giugno 2018

“La squadra saudita sta per disputare la partita di apertura della Coppa del Mondo contro la Russia dopo 12 anni di assenza, la stella della squadra è Mohammed Al-Sahlawi, i sauditi hanno superato gli ottavi di Coppa del Mondo del 1994. Buona fortuna !”, questo il tweet.

Fin qui non ci sarebbe nulla di strano. Ma visto il soggetto che fa gli auguri e il destinatario degli stesso, la notizia è molto interessante. Da tweet come quello di ieri, si possono capire tante cose. Il calcio, in fondo, è sempre stato qualcosa in più di un semplice sport. Spesso un veicolo di propaganda. Ma in questo caso diventa anche uno strumento diplomatico e di soft-power.

Innanzitutto non va sottovalutato il fatto che sia il  ministero degli Esteri di Israele a fare questo augurio, un organo ufficiale (e importantissimo) di uno Stato considerato nemico da buona parte delle opinioni pubbliche dei Paesi limitrofi. E fa riflettere il fatto che l’augurio arrivi dall’account ufficiale in lingua araba. Un segnale importante che dimostra l’interesse israeliano per penetrare, gradualmente, nel mondo social di origine araba.

Non è una questione secondaria. Israele da tempo ha iniziato una campagna per inserirsi all’interno dei media arabi. Fino a poco tempo fa, lo Stato ebraico era considerati nel sistema mediatico in lingua araba solo come Stato terzo, tendenzialmente nemico. Adesso non è più così. Un esempio è stata la prima storica intervista su un quotidiano arabo, la testata saudita  Elaph, al genere Gadi Eizenkot delle Israel defense forces. Una rivoluzione per i rapporti tra Israele e i media in lingua araba.

E dietro quell’augurio all’Arabia per un buon mondiale, c’è anche un segnale molto importante dal punto di vista politico. Come scrive il quotidiano israeliano Haaretz, “il tweet arriva quattro giorni dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto ad un importante raduno ebraico a Gerusalemme che le relazioni di Israele con le nazioni arabe ‘migliorano oltre ogni immaginazione’ e hanno predetto che ‘questo alla fine aiuterà a raggiungere la pace con i nostri vicini palestinesi'”.

In questa “pacificazione”, Israele punta tutto sull’appoggio di Casa Saud. Il famoso piano per la pace proposto da Donald Trump si fonda sulla mediazione di Mohammed bin Salman, e a Tel Aviv servono certezze da parte delle monarchie del Golfo. L’unità d’intenti è ormai evidente, basta vedere a quanto accaduto in Siria. Israele si trova sullo stesso fronte dei sauditi e la coalizione internazionale a guida Usa fa da ombrello a entrambi.

La sfida al nemico comune, cioè l’Iran, ha imposto una rivoluzione copernicana nei rapporti fra Israele e tutti i Paesi appartenenti al blocco anti-iraniano. I legami sempre più profondi fra sauditi e israeliani diventano ogni volta più evidenti. Un tempo sarebbe tutto rimasto nascosto, ma oggi sembra quasi impossibile negare una forte convergenza delle rispettive  agende politiche regionali. E sono anche queste piccole cose, come un tweet, a mostrare al mondo quali sono le verità (ormai non più) nascoste.

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