Mojtaba Khamenei, secondogenito di Ali Khamenei, è la nuova Guida Suprema dell’Iran. Lo ha decretato il 3 marzo l’Assemblea degli esperti. Nella mattina del 4 marzo, il ministro della difesa israeliano Katz ha detto: “ogni leader nominato sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare”.
La successione “monarchica” e i pasdaran
Meno carismatico del padre, meno qualificato come chierico, il figlio di Ali Khamenei era in lista tra i papabili ormai da qualche tempo, anche se per molti anni la sua figura era sembrata inadatta al ruolo. Il nodo però è un altro: per la Repubblica Islamica, che nasceva da una rivoluzione anti monarchica, la successione padre-figlio è una scelta che avvicina la leadership suprema a una monarchia ereditaria. Lo stesso Ali Khamenei era contrario a un passaggio simile, anche qualora la scelta fosse ricaduta proprio su Mojtaba, il figlio prediletto.
A premere per la scelta dell’erede del defunto leader sarebbero i Pasdaran, con i quali ha da sempre strettissimi legami: una storia che ha inizio con la guerra Iran-Iraq, quando Mojtaba prestò servizio nel battaglione Habib. A quel periodo risalgono vecchie amicizie con uomini che sarebbero diventati membri di spicco dei servizi di sicurezza iraniani. La sua nomina potrebbe avvalorare l’ipotesi per cui l’ala radicale dei Pasdaran stia cercando di compattarsi intorno al potere centrale, per imprimere una direzione sul futuro del Paese.
La sua figura emerge tra il 2005 e il 2009 per i legami con l’allora presidente del consiglio Mahmoud Ahmadinejad, in particolar modo in seguito alle accuse di brogli dell’elezione del secondo mandato di Ahmadinejad, nel 2009, e il conseguente movimento di protesta. Diverse frange dell’opinione pubblica lo accusavano in quella sede di aver dato ordine ai Basiji di scatenare la violenta repressione dell’Onda Verde, accusa poi ripresentatasi nel 2022. Nelle enormi piazze del 2022, alcuni dei manifestanti cantavano: “Mojtaba, che tu possa morire e non diventare il leader”, ricordando il suo coinvolgimento nella repressione del 2009.
Da Teheran a Londra, l’impero immobiliare di Mojtaba
Per quanto Mojtaba Khamenei potesse inizialmente non essere il candidato ideale, almeno nell’idea del padre, sarebbe invece il più adatto a ereditare e gestire il controllo della rete finanziaria costruita dal defunto leader supremo. Una recente inchiesta di Bloomberg ha fatto luce sul suo impero immobiliare: tra società fittizie e conti offshore, il suo sarebbe un vero impero globale costruito all’ombra del potere. 100 milioni di sterline solo nel Regno Unito, il tutto proveniente dalle entrate del petrolio iraniano e distribuito su conti in banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti, tramite società fantasma registrate a Saint Kitts and Nevis e nell’Isola di Man.
Quasi 34 milioni di dollari solo per la villa di Bishop Avenue, a Londra. Poi hotel e beni immobili da Toronto a Parigi. Il nome del nuovo leader supremo però, in tutti questi conti non compare mai. Lui, sì, sarebbe la testa del serpente, ma i suoi asset utilizzano prestanome e intermediari di fiducia: l’uomo chiave, secondo Bloomberg, è il banchiere iraniano Ali Ansari, sanzionato dal governo britannico nell’ottobre 2025 per aver finanziato i Guardiani della Rivoluzione.
A questo impero economico si aggiunge il tesoro del defunto padre, il Setad (Sede per l’esecuzione dell’ordine dell’Imam). Un fondo voluto dall’ayatollah Ruhollah Khomeini per gestire proprietà abbandonate durante gli anni della rivoluzione, poi diventato il sistema di accumulo personale di Ali Khamenei. Un’inchiesta della Reuters del 2013 stimava il patrimonio a circa 95 miliardi, che oggi, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe arrivare a quasi 200.
Almeno dal punto di vista economico, Mojtaba non mostra grandi differenze con il padre. Ali Khamenei amava predicare l’austerità e la semplicità per gli iraniani, citava I Miserabili di Victor Hugo come libro preferito. Nel frattempo, costruiva un impero economico simile a quello dello Scià mentre le casse della Repubblica Islamica andavano svuotandosi.
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