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C’è Xi Jinping, padrone di casa, al primo grande evento diplomatico del 2025; è atterrato, con un nuovo tappeto rosso dopo quello di Anchorage, anche Vladimir Putin. Non mancherà il primo ministro indiano Narendra Modi, né perderanno l’appuntamento i presidenti di Turchia e Iran, Recep Tayyip Erdogan e Masoud Pezeshkian. A Tianjin, Cina, oggi e domani, va in scena il 25esimo summit dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco), il forum multilaterale dedicato alle questioni securitarie e diplomatiche dell’Asia centrale e meridionale espansasi negli anni a piattaforma di dialogo e confronto per la stabilzizazione.

L’organismo, che formalmente riunisce Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, India, Pakistan, Iran e Bielorussia, quest’anno vedrà la sua riunione partecipata da 24 Paesi, con molti degli esterni alla Sco (Turchia in testa) che presenzieranno con i propri capi di Stato o di governo.

L’occasione sarà importante per capire se l’altro mondo che è complementare all’Occidente saprà rafforzare il suo dialogo e consolidare una linea comune su vari dossier. Molte le partite aperte, anche tra i membri della Sco: che scenari seguirà la Cina nel quadro del dialogo per la fine della guerra tra Russia e Ucraina? In che modo le tensioni commerciali tra Stati Uniti e India condizioneranno un avvicinamento di Nuova Delhi a Pechino? E come si comporterà il Pakistan fresco di una nuova liason filo-americana con l’amministrazione di Donald Trump? Di più, si darà una spinta alla de-dollarizzazione di cui hanno discusso molti degli astanti nel forum dei Brics? Che politica adatterà la Turchia di fronte agli “Stan” dell’Asia Centrale? E saprà la Sco evolvere una posizione comune su dossier come quello del futuro dell’Afghanistan e del dialogo coi Talebani? Che evoluzioni ci saranno sul sostegno al dialogo per la questione del nucleare iraniano?

L’arrivo di Putin a Tianjin

Osservato speciale, chiaramente, Narendra Modi, alla sua prima visita coi partner euroasiatici dopo l’imposizione di dazi al 50% su molti prodotti indiani da parte degli Usa. “Il viaggio di Modi a Tianjin sarà il suo primo in Cina dopo lo scontro del 2020 al confine tra Cina e India, nei pressi di  Galwan , sull’Himalaya, ma la sua decisione di recarsi in Cina è stata presa ben prima dell’attuale fase di  tensioni tra India e Stati Uniti”, nota l’Australian Strategy Policy Institute, aggiungendo che “Modi cercherà probabilmente di affermare l’autonomia strategica dell’India al vertice, dimostrando che può operare al di là dei blocchi geopolitici, come la SCO e il  Quad , senza impegnarsi in nessuno dei due schieramenti”. Il timing della visita però ha un peso indubbio.

Tutte queste domande mostrano uno scenario chiaro: un forum in cui si parlerà di alta politica e in cui si vorranno risolvere sfide e controversie nella consapevolezza che c’è una parte di mondo in grado di reclamare il proprio spazio. La regia alle spalle è quella della Cina di Xi Jinping, che prima ancora di una sfera d’influenza chiede un sostegno politico alla sua capacità di esercitare leadership e plasmare confronti e dialoghi sganciandosi dal necessario confronto con gli Usa e i partner.

Nota l’Aspi che Xi “presenterà se stesso e la Cina come forze di stabilità, in contrapposizione all’iconoclastia statunitense, facendo leva sulle preoccupazioni dei membri della SCO riguardo ai dazi e alle sanzioni Usa”. Tutto questo guardando, poi, al grande evento del 3 settembre, giorno in cui Pechino ospiterà la grande parata per l’80esimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Molti dei leader della Sco saranno presenti per una grande e importante occasione di sfoggio dell’orgoglio nazionale (e dei ritrovati militari) cinesi, che manderà un solido e duraturo messaggio in termini di politica di potenza. Se il termine “multipolarismo” appare appannato in un mondo sempre più caotico e a-polare, è indubbio che la Sco rappresenti un forum di dialogo da osservare con attenzione. Anche qui, non solo alla Casa Bianca, si scrivono le rotte di un ordine globale sempre più in evoluzione e che ha nell’Asia e nell’Indo-Pacifico i punti caldi.

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