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Con la rapida caduta dello Sri Lanka in un caos economico senza precedenti, gli effetti sulla minoranza tamil dell’isola sono più gravi che sulla maggioranza singalese. Anche la minoranza tamil, dopo un lungo periodo di nazionalismo singalese sotto i fratelli Rajapaksa, è diventata decisiva per il futuro dell’isola. In questo contesto va rivista la questione tamil, per comprendere meglio la situazione in cui si trova l’India vis a vis con lo Sri Lanka.

La storia moderna del Tamil iniziò con il regno di Chola nel Tamil Nadu a partire dal 300 a.C., che si espanse, attraverso l’Asia meridionale, fino allo Sri Lanka, all’Indonesia e al Vietnam. I commercianti tamil iniziarono a stabilirsi in Sri Lanka durante il I secolo d.C. e, con l’inizio del dominio britannico, molti tamil furono portati in Sri Lanka, Figi, Singapore e Malesia come forza lavoro agricola creando una forte diaspora tamil a livello globale.

Negli anni Duemila la lingua, la cultura, le credenze e le strutture sociali sono rimaste intatte a livello globale, evolvendosi solo marginalmente. Dopo il periodo coloniale, sebbene ogni Paese avesse iniziato a risollevarsi in modo indipendente, i legami familiari tamil erano rimasti per lo più intatti. Avere cugini in India, parenti in Sri Lanka, nipoti a Singapore è sempre stato un qualcosa di normale all’interno della società tamil. L’unione di Stati Tamil va ben oltre la politica, con una governance nazionale indipendente.

Tutti i Tamil dell’Asia meridionale riuscirebbero ancora a risalire ai propri antenati in qualche villaggio o città del Tamil Nadu, nonostante il passaggio di diverse generazioni. La diaspora Tamil continua a far risalire il suo lignaggio al proprio villaggio ancestrale.

Nazionalismo Tamil

La politica post-indiana nel Tamil Nadu iniziò con la nascita di un nazionalismo neo-tamil, che segnò il passaggio dalla comunità della diaspora tamil ad un’identità tamil separata all’interno dell’India. Il movimento dravidico degli anni Cinquanta partì da un’identità tamil come cultura distinta dal resto delle lingue indiane, come quella hindi, e cercò di creare una separazione netta tra le lingue dell’India meridionale e quelle dell’India settentrionale. Ciò portò i partiti politici tamil regionali a prendere il potere e dagli anni Sessanta un nuovo movimento politico dravidico iniziò a dominare la politica locale del Tamil Nadu. Nessun partito nazionale ha conquistato il potere nello Stato del Tamil Nadu dagli anni ’60 fino ad oggi, e si sono perciò alternati partiti regionali tamil.

Quando negli anni Cinquanta sono iniziati gli scontri etnici nello Sri Lanka tra la maggioranza singalese e la minoranza tamil, il governo nazionale indiano a Delhi e successivamente il partito del Congresso, hanno trattato la cosa con cautela, poiché un vicino in difficoltà avrebbe portato a rifugiati e immigrati illegali.

Tuttavia, i politici dravidici del Tamil Nadu hanno sostenuto direttamente un’insurrezione armata e hanno fornito supporto logistico al movimento di liberazione tamil LTTE in Sri Lanka. Con l’escalation degli scontri, il Tamil Nadu è diventato un paradiso sicuro per i leader della liberazione tamil, i quali chiedevano l’autogoverno, un Tamil Eelam (nazione tamil) separato ed un’ideologia secessionista in Sri Lanka.

Il Tamil Eelam è stato preso in considerazione dai sentimenti del Tamil Nadu poiché i politici locali lo usavano come questione elettorale per competere contro i partiti politici nazionali indiani. Con il governo del Congresso al potere al centro, veniva trattato semplicemente come un problema in un Paese vicino e una questione di immigrati.

Geopolitica a parte, la lingua tamil e la sua cultura continuano a prosperare in entrambi i Paesi, non essendo vittime di conflitti da secoli, e continueranno a svilupparsi in futuro. Diverse scuole tamil e istituti di istruzione superiore sia nel Tamil Nadu che nello Sri Lanka continuano a collaborare su letteratura tamil, poesie devozionali e discorsi religiosi.

Famosi templi in Tamil Nadu, Palani, Trichy e importanti templi come Kadhirgramam e Kandy in Sri Lanka attirano milioni di persone da entrambi i lati, il che mostra il senso di unità della cultura Tamil attraverso due diversi Paesi.

Il fattore Modi

Negli anni Duemila, quando lo Sri Lanka ha ripreso la normalità, eliminando i leader separatisti tamil e integrando la popolazione tamil in una quota di potere, i partiti politici del Tamil Nadu hanno perso il consenso e i pochi elementi marginali che ancora provano ad acquisirlo ottengono poca o nessuna equità tra gli elettori.

Con il primo ministro Narendra Modi che ha vinto le elezioni nazionali nel 2014 e il suo partito, il BJP, che ha conquistato due mandati in parlamento e ha vinto in 19 Stati su 28 in India, il panorama è cambiato radicalmente. Il BJP di Modi ha avviato lo sviluppo economico come un asse politico a livello indiano, quindi nel Tamil Nadu anche la narrativa è diventata sviluppo, allontanandosi dalla narrativa tamil dello Sri Lanka come questione politica emotiva. BJP sta guadagnando terreno nell’agenda dello sviluppo e gli elettori tamil stanno lo lentamente prediligendo rispetto ai sentimenti. Come segno che le cose stanno cambiando, oggi anche i partiti dravidiani iniziano a parlare di sviluppo attraverso numerosi investimenti e la promozione di industrie.

La nuova fratellanza Tamil

La pandemia di Covid ha cambiato la visione del mondo: le imprese e i governi hanno dovuto reimpostare il loro pensiero sull’autosufficienza per elementi essenziali come il cibo e l’energia e stanno emergendo nuovi modelli economici. Lo Sri Lanka, che dipende molto dal turismo, era destinato a grossi guai. Con i divieti e le restrizioni di viaggio, il turismo srilankese ha subito una brusca battuta d’arresto che ha iniziato a colpire le riserve di valuta estera, quasi azzerate all’inizio del 2022. Gli articoli importati, inclusi cibo ed energia, hanno lentamente iniziato a scarseggiare, portando ad un’inflazione senza precedenti. Un Paese con 8mila dollari pro capite (più del doppio dell’India), nel quale carburante e cibo di base sono diventati molto costosi e scarsamente disponibili, l’insurrezione contro il governo è stata del tutto naturale. La rabbia popolare si è concentrata soprattutto contro Rajapaksa, la famiglia oligarchica che ha vinto ripetute elezioni e che è stata a più riprese accusata di corruzione.

Il governo indiano, come in tutte le crisi precedenti, ha avviato un sostegno umanitario quando le persone in Sri Lanka hanno iniziato a protestare per le strade bloccando la capitale e bruciando le case dei politici. Tutto ciò ha portato Rajapaksa a lasciare il Paese insieme alla sua famiglia. Ranil Wickramasinghe, con la sua vasta esperienza come capo di stato, è emerso come un leader di consenso: si è impegnato a calmare i nervi delle persone e a salvare il paese dai gravi problemi economici che sta subendo.

La diaspora tamil questa volta sta facendo i suoi tentativi per rimanere in auge: le istituzioni e le organizzazioni culturali stanno iniziando a collaborare per una più ampia fratellanza tamil, per sostenersi a vicenda socialmente e culturalmente in modo apolitico. Il leader Modi di BJP sta alimentando questo più robusto rinnovamento tamil a lungo termine, tentando di far rivivere la cultura e la letteratura tamil.

La recente visita di Annamalai, leader del BJP del Tamil Nadu in Sri Lanka, è un passo significativo verso la rifioritura dei legami culturali. Molti libri scritti da studiosi tamil dello Sri Lanka sono stati ripubblicati in Tamil Nadu e la ristrutturazione del tempio di Kadhirgramam è stata intrapresa insieme alle istituzioni no profit del Tamil Nadu.

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