Le democrazie traballano, i valori occidentali pure. Al contrario, i sistemi politici asiatici stanno attraversando un florido periodo di rinascimento e potrebbero presto diventare i modelli globali da seguire. Secondo alcuni analisti, fra cui Parag Khanna, nei prossimi anni l’Oriente avrà il predominio valoriale e culturale sull’Occidente.

Il futuro è asiatico

La causa principale di un cambio di prospettiva così estremo è da ricercare nel nuovo equilibrio economico venutosi a creare in seguito alla globalizzazione. I ricchi Stati occidentali, che una volta dettavano legge, oggi arrancano e subiscono il ritorno di fiamma dell’Asia, cresciuta a tal punto da sovrastare Europa e America. La Cina, emblema del miracolo asiatico, sta per diventare la prima potenza globale sorpassando gli Stati Uniti. Il Giappone, dopo un periodo di stagnazione economica, è pronto a ripartire con il nuovo progetto economico di Shinzo Abe. Perfino i Paesi che fino a ieri erano poverissimi si stanno gradualmente arricchendo imitando il modello cinese: è il caso di Vietnam, Cambogia e Myanmar soltanto per citarne alcuni.

Le cause del miracolo

In Asia non ci sono regimi democratici, e anche dove c’è la democrazia questa funziona in modo differente. In Giappone gli interessi del singolo individuo seguono sempre quelli della comunità, mentre a Singapore la democrazia – se così può essere considerata – presenta regole così rigide e pianificate da essere quasi una tecnocrazia. La Cina è invece guidata da un partito unico che, utilizzando lo strumento del libero mercato, programma l’economia del Paese in un’originale socialismo con caratteristiche cinesi. Il fatto più interessante è che mentre le classiche democrazie occidentali arrancano, incapaci di affrontare le sfide contemporanee, questi modelli asiatici non solo godono di perfetta salute, ma offrono anche un continuo incremento del benessere economico ai propri cittadini.

Benvenuti nel secolo asiatico

Il XXI secolo è stato non a caso ribattezzato secolo asiatico, proprio per sottolineare la centralità dell’Asia nei processi economici e politici globali. Il baricentro degli affari sta abbandonando Washington per trasferirsi tra Pechino e Tokyo, tra Mumbai e Jakarta. Qui le democrazie liberali non attecchiscono né attecchiranno mai per motivi culturali. Molto più efficiente il cosiddetto dispotismo benevolo, dove un leader forte e carismatico garantisce al suo popolo una continua crescita economica in cambio di ordine e stabilità. L’altro lato della medaglia è che simili tecnocrazie raggiungono sì risultati concreti, ma al prezzo di tralasciare completamente il ramo dei diritti individuali e delle libertà del singolo, almeno per come siamo abituati a concepirle noi in Occidente. Progresso economico o diritti individuali? La differenza principale fra il modello occidentale e quello orientale è tutta qui.

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