Un nuovo fronte di guerra tra Russia e Nato in Europa orientale. Questa volta non c’è uno Stato ad essere teatro di esercitazioni o di eventuali scontri politici, ma il mondo della cybersicurezza. Secondo quanto rivelato da alcune fonti militari al Wall Street Journal, sta avvenendo qualcosa di molto strano all’interno degli eserciti occidentali impiegati sul fronte orientale. Alti comandi dell’alleanza atlantica, sia europei che statunitensi, hanno infatti accusato la Russia di avere iniziato una campagna di hackeraggio contro gli smartphone dei membri delle forze terrestri. Azioni che avrebbero non soltanto lo scopo di carpire informazioni sensibili ai soldati impiegati nelle esercitazioni Nato o di stanza in quelle aree, ma anche per mettere pressione ai comandi delle forze occidentali, incutendo timore e mostrando che le forze avversarie hanno la forza anche di penetrare nei sistemi di telecomunicazione dell’esercito. Qualcosa di non troppo dissimile da ciò che è avvenuto alcune settimane fa nella penisola coreana, quando molti membri delle forze americane di stanza presso le basi Usa avevano ricevuto messaggi in cui si diceva che era prossima l’evacuazione del Paese da parte dei membri civili delle forze armate americane e da parte delle famiglie delle truppe Usa.
Quello che sta succedendo in Europa, e che denunciano i comandi occidentali, è qualcosa di possibilmente anche più inquietante. Il tenente colonnello Christopher L’Heureux, comandante di una base Nato in Polonia da quest’estate, ha denunciato di essere stato recentemente attacco da parte di un hacker che ha cercato di violare il secondo livello di sicurezza del suo smartphone. L’Hereux ha anche detto di aver individuato un indirizzo IP russo come autore dell’attacco, dichiarando che il sistema di geolocalizzazione della Apple lo indicava in un’area di Mosca. Risulta difficile credere che gli hacker del Cremlino siano così superficiali da lasciarsi individuare dal sistema di geolocalizzazione di uno smartphone della Apple senza prevedere alcun tipo di oscuramento della propria origine. Ma c’è chi potrebbe sospettare che i russi abbiano proprio l’intenzione di chiarire da subito di essere loro proprio per dimostrare agli Stati Uniti e agli altri Stati della Nato che possono penetrare nei loro sistemi, anche privati, quando e come vogliono. Altri sei membri Nato hanno avuto lo stesso problema, e c’è chi ha denunciato anche la violazione del proprio profilo social su Facebook.
Secondo il WSJ, lo scopo di queste azioni da parte dei russi potrebbe essere quella di carpire informazioni anche sui nuovi soldati Nato giunti in Europa dell’est, soprattutto per comprendere se effettivamente il numero die militari sia quello dichiarato dai comandi di Bruxelles o se i numeri siano più in realtà più elevati. Molti temono che gli attacchi servano come prova generale per lanciare un attacco alla sicurezza degli smartphone che comprenda anche l’ipotesi di ordini falsi che potrebbero rallentare di molto le operazioni di dispiegamento delle truppe occidentali. L’Estonia p uno dei Paesi dove sono avvenuti gli attacchi più curiosi, insieme alla Polonia. Il Wsj ha denunciato che soldati statunitensi nella base di Tapa, nel Paese baltico, hanno assistito ad eventi molto strani sui propri telefoni, in concomitanza con l’arrivo delle truppe francesi e britanniche. Un soldato ha denunciato che mentre si trovava al confine con la Russia, il suo telefono ha cominciato a emettere musica hip-hop che non era mai stata scaricata su quel telefono e, mentre il telefono riproduceva la musica, i contatti della rubrica sparivano. In Lituania, un soldato americano in fila per assistere a una partita, è stato avvicinato da una persona che conosceva tutti i dettagli della sua vita privata, a dimostrazione che erano riusciti a penetrare nel suo telefono e nei suoi profili nei social network.
Quello che denunciano le autorità Nato è che ci trova di fronte a una vera e propria campagna d’intimidazione che rasenta la vera e propria guerra cibernetica. E, ancora una volta, sembra evidente che le forze occidentali stiano soccombendo di fronte a delle mosse russe neanche troppo complesse, eppure estremamente efficaci. Il rischio, secondo gli analisti, è che gli hacker dei Paesi rivali della Nato abbiano raggiunto un livello di know-how molto superiore a quello delle forze Usa ed europee e che quest’ultime siano incapaci di prevedere le mosse e soprattutto attuare le contromisure adeguate.