Nel corso della visita in Polonia del vicepresidente statunitense Mike Pence e durante quella, precedente di alcuni giorni, del consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, è arrivata dal governo di Varsavia la conferma alla volontà di procedere alla modernizzazione e all’espansione delle capacità delle forze armate. A dimostrazione di ciò c’è la firma, nel corso del salone Mspo di Kielce, da parte del ministro della Difesa polacco Mariusz Blaszczak di due richieste di acquisto da inviare all’agenzia della per la Sicurezza e la Cooperazione del Pentagono; la prima riguardante un ordine di missili anticarro FGM-148 Javelin, e una seconda per 5 aerei da trasporto Lockheed Martin C-130H Hercules. L’idea è quella di acquistare 60 lanciatori e circa 185 missili anti-carro, che andrebbero a migliorare le dotazioni dell’esercito polacco aumentandone le capacità di difesa da eventuali aggressioni da parte della Russia. Ma mentre per i Javelin il prezzo da pagare sarebbe quello di listino, diverso sarebbe il discorso dei C-130H Hercules dal momento che è una versione datata del quadrimotore e sarebbe venduto come mezzo considerato in eccesso in uso alle forze armate statunitensi, permettendo così a Varsavia di averli a un prezzo ridotto.

Presto l’ordine di 32 F-35?

Per la Polonia quest’ordine sarebbe un ulteriore mossa per rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti, considerati cruciali dal presidente Andrzej Duda per scongiurare ogni potenziale attività ostile da parte della Russia, vista come il principale pericolo sia per la sicurezza nazionale sia per l’integrità del territorio. Il potenziale acquisto dei missili anti-carro Javelin e dei C-130H Herclues non sarebbe però l’unico. A cominciare dalla visita del presidente Donald Trump dello scorso giugno, infatti, da Varsavia hanno espresso la volontà di modernizzare anche l’aeronautica, andando a rimpiazzare i datati Mikoyan-Gurevich MiG-29 Fulcrum e i Sukhoi Su-22 Fitter con 32 Lockheed Martin F-35 Lightning II. Un ordine del genere darebbe modo alla Polonia di “liberarsi”, praticamente, in un colpo solo dei due caccia di produzione russa andandosi a dotare del più moderno aereo di quinta generazione statunitense, che sarebbe affiancato dal Lockheed Martin F-16.

All’aeronautica polacca, come ha spiegato a Defense News il vicepresidente e direttore responsabile del programma F-35 di Lockheed Martin Greg Ulmer, andrebbe l’ultima versione del caccia multiruolo dotato di un nuovo computer di bordo e di sistemi d’arma migliorati. La decisione polacca, oltre a essere figlia della necessità di rimpiazzare gli aerei più datati ancora in uso, è legata a doppio filo a esigenze di carattere economico e geopolitico. Sul primo punto perché qualora dovesse essere effettuato l’ordine le industrie aerospaziale polacche sarebbero coinvolte direttamente nella realizzazione di componenti per l’F-35, andando così a creare un knowhow di alto livello importante per il futuro e reimpiegabile in altri settori. Sul secondo, invece, sul tavolo c’è la volontà di “dimostrare” a Washington di essere un partner serio e affidabile che investe più del 2% del Pil alle spese militari, rispondendo appieno ai parametri fissati nella Nato. In cambio Varsavia chiederebbe all’amministrazione statunitense di aumentare la collaborazione e l’assistenza militare, offrendo anche la possibilità di costruire una base permanente in territorio polacco. Tema questo che potrebbe essere trattato nella prossima visita di Trump in Polonia, inizialmente prevista per la scorsa settimana ma rimandata all’ultimo a causa dell’uragano Dorian.

Gli affari italiani in Polonia

Ma non ci sono solo le industrie statunitensi a “fare affari” con il governo di Varsavia, perché anche l’italiana Leonardo sta lavorando con il ministero della Difesa polacco per chiudere un accordo per la fornitura dei nuovi elicotteri da combattimento AW-249. Un ordine che seguirebbe a quello da circa 375 milioni di Euro dell’aprile scorso per 4 AW-101, che saranno assemblati nello stabilimento Leonardo di Swidnik. L’azienda italiana, sfruttando i buoni rapporti con il governo e la sua presenza in Polonia, si è posta l’obiettivo di vincere la gara da appalto per il nuovo elicottero da combattimento, che entro il 2021 dovrebbe effettuare il suo primo volo in vista dell’entrata in servizio prevista per il 2025. Il piano polacco è quello di acquistare 32 elicotteri da attacco nei prossimi anni, da impiegare al fianco dei Lockheed Martin-Sikorsky S-70 Black Hawk e dei Leonardo AW-101 utilizzati per il trasporto di truppe, per il sostegno alle operazioni a terra e per la guerra antisommergibile. A differenza dell’F-35, però, nel corso dell’ultimo salone aerospaziale svoltosi in Polonia, Leonardo ha istituito la “nuova” Leonardo Poland e ha siglato una lettera di intenti con PZL-Świdnik (controllata sempre dalla stessa azienda italiana) per lo sviluppo congiunto dell’AW-249.

Una collaborazione più ampia

Strategie industriali e scelte politico-militari da parte del governo di Varsavia che permetterà alle forze armate polacche di continuare sulla strada della modernizzazione nei prossimi anni. Al tempo steso i nuovi investimenti sulla difesa daranno modo alla Polonia di dimostrare agli Stati Uniti la volontà di rispondere ai requisiti Nato, nell’ottica di un potenziamento delle difese di quello che è a tutti gli effetti il confine orientale dell’Alleanza Atlantica. Un rafforzamento dei rapporti tra Usa e Polonia che passa anche attraverso la recente firma di un accordo per lo sviluppo, da parte di Ericsson, della rete 5G.

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