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A distanza di ormai quasi un anno dallo scoppio della pandemia di Sars-CoV-2, la Corea del Nord è l’unico Paese al mondo, assieme al Turkmenistan, a non aver mai confermato la presenza di contagi da Covid-19 sul proprio territorio. Considerando la posizione geografica della penisola coreana – a ridosso della Cina, primo epicentro noto del contagio – e i fitti legami commerciali tra Pyongyang e Pechino, molti esperti non credono alle affermazioni rilasciate dal governo nordcoreano.

Difficile verificare la situazione sanitaria oltre il 38esimo parallelo, anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità, al momento, non ha battuto ciglio. L’alone di mistero che circonda il Paese guidato da Kim Jong Un è stato, di tanto in tanto, squarciato da varie indiscrezioni, più o meno credibili. Secondo un rapporto dell’intelligence di Seul, ad esempio a fine novembre il governo nordcoreano  avrebbe ordinato l’esecuzione di due persone per violazioni delle regole anti-epidemiche, una mossa definita una “misura irrazionale” e un segnale di “rabbia eccessiva” nel contenimento del Covid-19. Si tratta di una  voce ingigantita dai cugini sudcoreani per danneggiare la reputazione dei Kim? Oppure sono i nordcoreani a mentire, raccontandoci una realtà completamente diversa? Le domande restano senza risposta.

La rabbia di Miss Kim

Certo è che mettere in dubbio la veridicità delle parole provenienti dalla Corea del Nord potrebbe scatenare reazioni inaspettate. Per maggiori informazioni chiedere al ministro degli Esteri sudocoreano, Kang Kyung Wha, ripresa da Kim Yo Jong, sorella del Grande Leader Kim Jong Un. Miss Kim ha minacciato la Corea del Sud  di fargli “pagare a caro prezzo” le ultime dichiarazioni del proprio ministro in merito all’epidemia di Covid oltre il 38esimo parallelo.

La signora Kang si era lamentata settimana scorsa, durante un forum in Bahrain, dell’atteggiamento non collaborativo da parte di Pyongyang e aveva aggiunto di ritenere “difficile da credere” che in Corea del Nord non si siano casi. “Il regime è così concentrato sul controllo della malattia che dicono di non averla”. Kim Yo-jong ha definito le parole di Kang “spericolate” e ha minacciato di fargliela “pagare a caro prezzo”. “Si può vedere dai commenti irresponsabili, fatti senza considerare le conseguenze, che è troppo impaziente di raffreddare ulteriormente le relazioni già congelate” tra i due Paesi, ha aggiunto.

La replica inaspettata

Kim Yo Jong, ha risposto con un comunicato diffuso dai media statali. “La sua vera intenzione è molto chiara. Non dimenticheremo mai le sue parole e potrebbe dover pagare a caro prezzo“, ha quindi concluso Miss Kim. Le osservazioni mostrano quanto sia sensibile la Corea del Nord a ciò che considera qualsiasi tentativo esterno di offuscare la sua immagine. Nonostante la sua affermazione sul caso zero virus, i media statali della Corea del Nord hanno ripetutamente affermato che esiste una campagna anti epidemica di “massima emergenza” in cui ha chiuso i suoi confini internazionali, fatto uscire diplomatici e isolato residenti con sintomi sospetti.

Come se non bastasse, la chiusura del confine del Nord con la Cina, il suo principale partner commerciale, sta distruggendo la sua già fragile economia. Basti pensare che a ottobre, il commercio tra le due parti si è attestato a soli 2 milioni di dollari, in netto calo rispetto ai 290 milioni dell’anno precedente. Il Nord ha ammesso di dover affrontare “crisi multiple” a causa della pandemia, un’ondata di disastri naturali la scorsa estate e le persistenti sanzioni guidate dagli Stati Uniti imposte sul suo programma nucleare. Ma tornando alla risposta di Miss Kim, per quale motivo un pezzo da novanta del governo nordcoreano si è esposto in merito a dichiarazioni che, stando alla narrazione di Pyongyang, sarebbero false?

Un messaggio a Seul?

Sul tavolo, ha sottolineato The Korea Herald, c’è un’ipotesi interessante. Le dichiarazioni di Kim Yo Jong sono state rilasciate in vista del viaggio del vice segretario di Stato americano, Stephen Biegun, a Seul per colloqui con funzionari della sicurezza locali. Da questo punto di vista, la Corea del Nord potrebbe aver lanciato un messaggio ben preciso: il governo sudcoreano deve intensificare gli sforzi per creare un ambiente esterno favorevole al governo nordcoreano.

Già, perché i nordcoreano non saprebbero ancora come trattare con l’amministrazione statunitense entrate che sarà guidata da Joe Biden. Attenzione, infine, a quanto deciderà il presidente sudcoreano Moon Jae In. Il signor Moon, evidenziano alcuni media di Seul, potrebbe congedare la signora Kang a causa delle sue osservazioni sul Nord. Lo scenario è difficile ma non da escludere, dal momento che all’inizio di quest’anno Moon ha sostituito i suoi ministri della Difesa e dell’Unificazione dopo che entrambi sono stati criticati da Pyongyang per la gestione delle questioni intercoreane.