Centinaia di persone in strada ogni mercoledì, ormai da qualche mese: è quello che succede in Argentina, dove i pensionati sono l’avanguardia della protesta contro l’esecutivo di Javier Milei. Alla protesta contro i tagli al welfare e la sempre più drammatica situazione economica del paese, il Presidente con la motosega ha reagito attraverso la repressione, ma l’unico risultato è stato quello di far scendere in strada accanto ai pensionati anche i tifosi di calcio.
Mercoledì 12 marzo le manifestazioni tenutesi a Buenos Aires e in altre città dell’Argentina hanno visto una partecipazione molto più variegata in termini di età, e numerose magliette e bandiere delle squadre di calcio del Paese hanno fatto la loro comparsa.
“Non è una cosa comune un corteo in cui le persone si presentano con la maglie delle squadre per cui fanno il tifo. – spiega a Insideover Lucas Zalduendo, giornalista argentino ed esperto dei legami tra calcio e politica – Questa manifestazione è una cosa inedita. Ovviamente le persone tifano e quando c’è una protesta vi partecipano, però non era mai successo che lo facessero indossando le magliette dei club”.
La protesta dei pensionati in Argentina va avanti da tempo, ma solo di recente vi si sono aggiunte anche le tifoserie di calcio. Tutto è iniziato quando uno dei pensionati che prendeva parte alla protesta di Buenos Aires, di nome Carlos, ha denunciato la repressione subita da parte della polizia. Carlos è un tifoso del Chacarita Juniors, un piccolo club del barrio di Chacarita, che milita nella seconda divisione. Questo ha fatto sì che i tifosi della squadra si interessassero alla causa dei pensionati e si unissero alla protesta del 5 marzo.
Ma in quell’occasione gli hinchas del Chacarita non sono stati gli unici a scendere in strada: alla protesta si sono visti anche i tifosi di altri club della zona, come il Nueva Chicago, il Laferrere, il Tamperley e l’Independiente. Più giovani e con maggiore esperienza di confronto anche fisico con le forze dell’ordine, i tifosi hanno dichiarato ai media argentini di essersi uniti ai pensionati per difenderli dalle aggressioni.
“Quando la cittadinanza ha scoperto questa storia, altre organizzazioni di tifosi hanno iniziato a convocare i propri membri per il corteo successivo” dice ancora Zalduendo. Così il 12 marzo si è tenuta una grande manifestazione generale in diverse città, a cui si sono uniti tifosi di praticamente tutte le squadre del Paese, dal Boca Juniors al River Plate al Racing Club.
Sui social è circolato molto il video dei tifosi del Chacarita e del Rosario Central che, alla stazione ferroviaria di San Martín (Buenos Aires), hanno intonato il coro “Perón, Evita, Central e Chacarita”, in riferimento all’ex-Presidente Perón, ancora oggi un simbolo nazionale.
Arrivati davanti alla Casa Rosada, i tifosi hanno affisso ai cancelli un grande striscione, con sopra la scritta “Con i pensionati fino alla morte!”. Si tratta di una frase di Diego Armando Maradona, risalente al 1992, ai tempi di un’altra grande protesta dei pensionati contro l’allora Governo Menem. Accusato di non stare dalla parte dei manifestanti, Maradona rispose “Io difendo i pensionati, come potrei non difenderli? Con i pensionati fino alla morte! Ciò che gli stanno facendo è una vergogna!”.
“Questa è una frase storica, che torna sempre quando si parla di argomenti che riguardano i pensionati. Le parole di Maradona rientrano nel sentimento popolare” dice Zalduendo. A ciò si aggiunge il contesto particolare di questo giorni, in cui del Pibe de Oro si parla molto per l’inizio del discusso processo sulla sua morte.
E in aggiunta il presidente Milei è noto per non essere proprio un estimatore di Maradona, cosa che lo ha reso ancora più impopolare tra i tifosi argentini, oltre alla discussa vicenda delle SAD. Da tempo Milei vorrebbe infatti riformare il calcio nazionale convertendo i club in società in mano a pochi ricchi azionisti, limitando il peso decisionale dei soci, idea non particolarmente apprezzata dagli appassionati.
“Non so se si può parlare di relazione diretta tra le due cose – dice Zalduendo – però è vero che il Governo sta risvegliando un nuovo soggetto politico che prima non si manifestava come tale: il tifoso di calcio”. Negli ultimi anni, in altre zone dell’America Latina gli hinchas hanno preso parte a proteste politiche, come avvenuto in Cile o in Colombia, ma non in Argentina, dove l’impegno politico è storicamente stato sempre separato da quello sportivo.
Nel frattempo, la situazione economica e sociale nel paese sudamericano continua a essere preoccupante, e il caso dei pensionati è solo uno dei tanti possibili esempi. Oltre ai tagli al sociale, lo scorso settembre Milei ha anche posto il veto presidenziale a una riforma approvata precedentemente in Senato che alzava dell’8,1% la pensione minima. Alla protesta del 12 marzo, la polizia ha arrestato 124 persone e ci sono almeno 46 feriti. Ma mercoledì prossimo i pensionati torneranno in strada, come ogni settimana.