Che fine ha fatto l’ex Segretario di Stato Mike Pompeo? Definito dal New York Times, il “soldato più fedele” dell’ex presidente americano Donald Trump, l’ex capo della Cia, di origini abruzzesi, starebbe lavorando per candidarsi alle primarie del Partito repubblicano nel 2024 e correre così per la presidenza alla Casa Bianca. Dopotutto, la storia degli Stati Uniti è ricca di Presidenti che prima hanno ricoperto il ruolo di Segretario di Stato, come Thomas Jefferson, James Madison, Martin Van Buren e John Quincy Adams.

Come nota The National Interest, Pompeo è diventato uno degli oppositori più accesi dell’agenda del presidente Joe Biden, principalmente in relazione alle iniziative di politica estera della sua amministrazione, segno che Pompeo non intende abbandonare l’arena politica. “La cosa fantastica di non essere più Segretario di Stato è che posso dire cose che quando ero un diplomatico non potevo dire”, ha detto Pompeo la scorsa settimana davanti a una piccola folla vicino a Des Moines, Iowa. Città nella quale, sottolinea il Corriere della Sera, i candidati testano le proprie aspirazioni elettorali, dando il via alla programmazione di Road to the White House 2024.

Mike Pompeo candidato nel 2024? “Pronto alla battaglia”

Sempre la scorsa settimana Mike Pompeo ha criticato su Twitter i piani dell’amministrazione Biden di inviare aiuti ai palestinesi, definendo tale misura “immorale” e “inspiegabile”. “Americani e israeliani dovrebbero essere oltraggiati dai piani dell’amministrazione Biden in tal senso” ha sottolineato l’ex Segretario di Stato, che ha anche accusato l’amministrazione Biden di aver causato la crisi dei migranti al confine meridionale, sottolineando a National Review i successi raggiunti dall’amministrazione Trump e del programma Remain in Mexico definito “disumano” dai democratici. Nello stesso periodo Pompeo ha fatto trapelare qualche indizio circa la sua possibilità discesa in campo quando ha twittato il numero 1.327, all’inizio di questo mese, numero che rappresentava in quel momento i giorni che mancavano alle prossime elezioni presidenziali del 2024. Intervistato su Fox News Sean Hannity ha spiegato di “sempre pronto per una bella battaglia”, quando gli è stato chiesto se sta considerando di correre per le prossime elezioni presidenziali. “Faccio parte del movimento conservatore da moltissimo tempo ormai. Il mio obiettivo è continuare a farlo”, ha detto Pompeo.

Ma l’ex Capo della Cia parte da sfavorito

In attesa di capire cosa farà l’ex Presidente Donald Trump nel 2024, molti esperti sottolineano come Mike Pompeo non abbia il carisma giusto per affrontare una sfida di questo tipo e di come farebbe fatica a competere con personaggi molto più amati di lui nell’universo conservatore come il governatore della Florida Ron DeSantis, l’ex segretaria stampa della Casa Bianca Sarah Sanders, Il governatore del Sud Dakota Kristi Noem, i senatori Josh Hawley, Ted Cruz, e Rand Paul, oltre all’ex ambasciatrice Onu, Nikki Haley. Una parterre già molto affollato, che si potrebbe fronteggiare alle prossime primarie del Gop. Per questo motivo Mike Pompeo, forte anche della sua grande esperienza nell’amministrazione Trump, sta tentando di ritagliarsi uno spazio importante, con prese di posizione molto dure nei confronti dell’amministrazione Biden. Come sottolinea Chris Cillizza sul sito della Cnn, “non è complicato capire cosa sta combinando Pompeo. Se Donald Trump si ripresentasse nel 2024, le primarie del Gop sarebbero probabilmente cosa fatta, vista la presa dell’ex presidente Usa sulla base del partito. Ma se Trump non si dovesse candidare, ci sarà una sfida a tutto campo per essere il suo erede”. E Mike Pompeo vuole essere in prima fila, con un ruolo da protagonista e non certo da comprimario. Parte sfavorito, ma in tre anni tutto può succedere…