Seehofer non molla. Il ministro dell’Interno tedesco e leader della Csu continua infatti a dar filo da torcere alla cancelliera Merkel. E in queste ore, dopo una serie di pressioni presentate nelle ultime settimane in vista del Consiglio europeo, ha minacciato pure le dimissioni per il mancato accordo sul nodo migranti. Ora i media tedeschi stanno pubblicando il suo piano “segreto”: il Masterplan Migration, un documento di politica interna diviso in 63 punti per 22 pagine presentato domenica al vertice del suo partito.

Come già ribadito da Seehofer, il punto principale riguarda la stretta sull’immigrazione illegale attraverso respingimenti forzati, anche collettivi e controlli più serrati alle frontiere tedesche.

Inoltre, il ministro delll’Interno tedesco prevede di rendere più efficace il rimpatrio a coloro ai quali non venisse riconosciuto lo status di rifugiato attraverso accordi con i Paesi di origine dei richiedenti e la costruzione di hotspot nel Sahel e in Africa centrale.

Il piano prevede poi di ridurre i “benefici” dei richiedenti asilo, una sorta di deterrente: meno soldi e più beni in natura. Tra i punti del masterplan anche la creazione di “centri sicuri” per informare coloro che intendano partire per l’Europa alla ricerca di condizioni lavorative migliori.

Ma il punto della discordia tra il ministro e la cancelleria riguarda il rafformaneto dei controlli delle frontiere interne dell’area Schengen. Come riporta l’Huffington Post, nel documento si legge che la stretta sui controlli interni sarebbe “temporanea” e “nella misura necessaria”.

Per la Csu il dado è tratto. Ora toccherà alla Spd, terzo componente della Grosse Koalition, ad avere voce in capitolo. La cancelliera intanto resta irremovibile e domenica sera a Berlino ha ottenuto l’appoggio quasi unanime dei suoi colleghi di partito.

L’instabilità, comunque, non risparmia neanche la Baviera di Seehofer. Negli ultimi mesi sta infatti prendendo sempre più piede il partito di estrema destra, l’Afd.